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Sebastiano Timpanaro, l’inquietudine della ricerca

È appena uscito il nuovo titolo della collana “I quaderni dell’Italia antimoderata”, edita dal Centro di Documentazione: Sebastiano Timpanaro. L’inquietudine della ricerca, di Luca Bufarale, con prefazione di Mario Bencivenni e postfazione di Romano Luperini (112 pp., € 10,00).

Si tratta della nona uscita per gli “Antimoderati”, collana ideata da Attilio Mangano e Antonio Schina e diretta da Antonio Benci.

Il libro si può richiedere al Centro di Documentazione di Pistoia: via S. Pertini s.n.c. – 51100 Pistoia, telefono 0573.371.785 – e-mail: cdp@comune.pistoia.it; www.centrodocpistoia.it.

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Le spese di spedizione sono a carico dell’Editore.


PRESENTAZIONE

Sebastiano Timpanaro jr. (Parma 1923 – Firenze 2000) è stato un intellettuale dagli interessi multiformi: filologo classico di fama internazionale, studioso di linguistica e di letteratura italiana dell’Ottocento, ma anche militante nei partiti della sinistra “radicale”, e autore di numerosi interventi su marxismo e materialismo e su psicoanalisi e critica testuale che hanno suscitato un ampio dibattito non solo in Italia ma anche all’estero, specie in Inghilterra.

Dalla sua scomparsa sono usciti numerosi interventi sui diversi campi della sua attività, tuttavia mancava un testo che ne tracciasse un profilo d’insieme. Il presente volume vuole colmare questa lacuna, concentrandosi su quattro aspetti.

In primo luogo ci si sofferma sulla formazione intellettuale, in una famiglia antifascista nell’Italia del Ventennio, con un padre fisico e storico della scienza e una madre classicista e studiosa dei filosofi antichi. Successivamente viene indagata – anche con l’ausilio di materiale proveniente dall’archivio Timpanaro conservato presso la Biblioteca della Scuola Normale di Pisa – la sua attività politica: prima nel Partito socialista, poi nel Psiup e nel Pdup sino agli ultimi due decenni da “socialista (ed ecologista) senza partito”, comunque sempre all’insegna di un socialismo libertario ed egualitario. Il terzo capitolo è dedicato alla sua interpretazione di Giacomo Leopardi, l’autore senz’altro a lui più vicino. Il volume termina con una ricostruzione del pensiero di questo “filosofo non professionale” e “materialista incallito”, come amava a volte definirsi, nella sua rilettura del marxismo, che assume in lui connotati altamente “problematici”, e nella sua critica (militante, certo, ma anche fondata su una scrupolosa acribia nella lettura dei testi) ad alcune delle tendenze culturali dominanti dell’epoca, dal neoidealismo allo strutturalismo sino alla psicanalisi.

È grazie a studiosi come lui se nella seconda metà del Novecento molti hanno imparato a leggere con occhi nuovi Leopardi, a sottrarlo al cliché del poeta letterariamente dotatissimo ma chiuso nella sua malinconica cupezza, a vedere invece in lui il pensatore-poeta capace di trasformare la letteratura in un formidabile strumento di conoscenza della condizione umana: “l’attualità del Leopardi consiste nell’ aver sollevato ‘gli occhi mortali incontra al comun fato’, nell’ aver visto la fragilità dell’uomo di fronte alla natura senza per ciò cercare rifugio in alcuna forma di fideismo, nell’ aver posto le basi di una morale consistente in una fraternità laica”.

Dalla intensa corrispondenza epistolare che Timpanaro ha tenuto con grandi intellettuali della sua epoca sono stati pubblicati carteggi con Cesare Cases, Francesco Orlando, Cesare Ramires, Carlo Ginzburg, Augusto Campana, Delio Cantimori, Romano Luperini.


“Il percorso umano […] di Timpanaro viene ricostruito seguendo un’idea di militanza politica che questo intellettuale ha sempre coscientemente e costantemente fatto propria. […] Per la maggior parte della mia vita […] ho fatto il militante di base in partiti di sinistra. Ho trascorso più tempo nel partecipare a discussioni e manifestazioni politiche, nello svolgere compiti cosiddetti di quadro intermedio (ma assai più vicino alla base che ai vertici), che nello studiare: intendo dare a questa affermazione un valore di esatto computo cronologico, senza alcun esibizionismo populistico, caso mai con una certa retrospettiva ironia”. (dalla prefazione di Mario Bencivenni)

“In Timpanaro l’attenzione per il condizionamento esercitato dalla struttura economica di accompagnava a quello della natura e della materialità della condizione umana. E qui entrava in gioco il materialismo leopardiano, da Timpanaro pienamente rivalutato. insomma, alla tradizionale dialettica di origine marxiana struttura-sovrastruttura egli aggiungeva un terzo livello, il condizionamento naturale e biologico determinato dal clima, dalla geografia, dalle malattie, dalle età, ecc.” (dalla postfazione di Romano Luperini)


INDICE DEL VOLUME

Prefazione
Mario Bencivenni, Una certa retrospettiva ironia

Introduzione

  1. TRA FILOLOGIA, SCIENZE E ARTI: L’AMBIENTE FAMILIARE E LA FORMAZIONE CULTURALE
  2. IL SOCIALISTA ANTIMODERATO
    • L’impegno socialista dal dopoguerra al centro-sinistra
    • Il Psiup, il Sessantotto e la nuova sinistra
    • La teoria politica nell’età della contestazione: critica ai maoisti, riscoperta di Trockij e difesa del leninismo “autentico”
    • Gli anni Settanta: la crisi dell’estrema sinistra e l’opposizione al «compromesso storico»
    • Gli anni Ottanta e Novanta: un socialista (e un ecologista) senza partito
  3. LO STUDIOSO DI LEOPARDI
    • Giacomo Leopardi pensatore materialista
    • Leopardi e le culture politiche italiane degli anni Settanta e Ottanta
  4. IL FILOSOFO “NON PROFESSIONALE”
    • l materialismo come visione del mondo
    • Il materialismo in Marx, Engels e Lenin
    • Un Novecento antimaterialista
    • La critica allo strutturalismo
    • Il lapsus freudiano: scienza e ideologia nella psicanalisi di Freud
    • Materialismo, aspirazione alla felicità umana e prospettiva socialista

Postfazione. Intervista a Romano Luperini, Subito si rivolse a me con il “tu”

Bibliografia


L’AUTORE

Luca Bufarale si è laureato in storia all’Università degli Studi di Bologna e ha conseguito il dottorato di ricerca in storia contemporanea all’Università degli Studi di Padova. È autore del libro Riccardo Lombardi. La giovinezza politica 1919-1949 (Viella, 2014) e di diversi saggi e recensioni riguardanti soprattutto la storia del socialismo italiano apparsi in volumi collettanei e riviste tra cui Il mestiere di storico, Studi storici, Biblioteca di Historia Magistra, Quaderni della Fondazione Giacomo Brodolini, Annali della Fondazione Ugo La Malfa, Il Ponte, Storicamente. Fa parte della redazione della rivista in rete Diacronie. Studi di storia contemporanea.