Notiziario CDP 259

Segnalazioni

Alimentazione

Una città, n. 245, dicembre 2017-gennaio 2018
                                                                8,00

L’articolo Le aziende locusta riporta lintervista a Stefano Liberti che illustra le assurdità del mercato: il mais che attraversa gli oceani per andare a nutrire concentrazioni abnormi di maiali, la cui carne riattraverserà i continenti; il pomodoro che va in Cina dove non si consuma per poi tornare in Africa e in Italia; filiere assurde che riescono a tener bassissimi i prezzi distruggendo però i distretti agricoli locali sostituiti da aziende dove si fa largo uso di chimica e antibiotici con manodopera sempre più precarizzata e ricattata.

Rocca, n. 19, 1 ottobre 2018 €       3,50

L’impatto ambientale degli alimenti di Giovanni Sabato riporta i risultati di uno studio presentato su «Science» riguardante la produzione di cibo e il suo impatto ambientale in termini di consumo del territorio e di acqua, di emissioni di anidride carbonica e altri gas serra e di sostanze acidificanti ed eutrofizzanti. Nello stesso studio vengono inoltre proposti interventi per ridurre gli impatti introducendo innovazioni in tutta la filiera.

F. Fiori, Erba buona, Ricettario di un girovago,  Ecoalfabeto  2018, pp. 131                                                    13,00

Un po’ per tradizioni individuali, un po’ per le ascendenze che collettivamente ci connotano, essendo sedentari da appena diecimila anni, l’autore a piedi e/o in bicicletta perlustra la Liguria, sua terra d’origine, ed altri luoghi introducendoci nel mondo delle erbe selvatiche, impregnate di ricordi che evocano la nostra storia, fornendoci indicazioni su come adoperarle. 


C. Spadaio
, Il pane fatto a mano, Pasta madre, grani antichi e filiere corte, Altreconomia  2017, pp. 126        9,50

Al di là del piacere di fare da sé e della consapevolezza alimentare, questo piccolo, ma nutrito saggio racconta del movimento dei contadini, dei mugnai, dei fornai e dei consumatori che, in questi anni, ha recuperato e ridato centralità al pane, dall’agricoltura industriale ridotto a pura merce, di pari passo al degrado dei suoli e all’usura della biodiversità. Un libricino con tanti saperi e informazioni: dalla mappa dei mulini a pietra, fino ai musei del pane, scritto da un’antropologa e giornalista del mensile Altromercato che, della “resistenza” personale e collettiva del movimento e dei singoli si fa portavoce. (l.b.)

G. Pieragostini, La bellezza del poco, Il cibo sparito dei contadini, Pentagora 2018, pp. 291 €     14,00

Nel nostro tempo in cui il cibo non è più ciò che sazia, ecco un libro di memorie e di ricette che lucidamente rievoca ciò che c’era e più spesso non c’era sulla tavola di una famiglia di mezzadri ai piedi dei monti Sibillini negli anni 1950-60. Mangiare allora non era cosa scontata, né si poteva scegliere; una cucina del riuso, parca, dove centrale era il pane nelle sue multiformi declinazioni e tutto il resto era modestamente com-panatico. Un libro sulla quotidianità, interrotta da feste religiose e i grandi  rituali del lavoro agricolo, uniche occasioni in cui il cibo, da pensiero ricorrente per la penuria, si materializzava, come compenso della fatica, memorabile una tantum. (l.b.)

M. Dalboni,  Estratti di frutta e verdura per le 4 stagioni, Con 100 ricette di succhi freschi, sani e naturali, Macro 2016, pp. 95 €       9,80

L’autore, biobarman, svela come arricchire l’alimentazione, introducendo estratti di frutta e verdura, cibo digeribilissimo che non affatica l’organismo, mentre apporta nutrienti senza manipolazioni,  essendo crudi e ottenuti a freddo. Vengono proposte ricette diverse per la mattina (yang), per il pomeriggio (yin) e per ogni stagione. 

R.A. Bianchi,  Ricette per vivere sani fino a 100 anni, La buona alimentazione mediterranea,  Macro 2015, pp. 168 €       9,80

Un’opera completa con consigli pratici e ricette destinate a chi vuole mantenersi in salute. Consumare cibi vegetali e integrali – insieme a una regolare attività fisica – è un fattore di prevenzione decisivo. L’autore, direttore della  clinica Casa della Salute a Cremona, ha pubblicato sull’argomento libri e DVD con le Edizioni Macro. 

V. Giraudo, La salute si costruisce a tavola, Om 2018, pp. 100 €     13,00

Il libro fornisce linee guida per corrette abitudini alimentari, finalizzate al benessere psicofisico che include l’imprescindibile attività fisica. Molti i temi trattati e gli spunti offerti per costruirsi un’alimentazione basata non sulle calorie ma sui nutrienti. L’autore ha un’esperienza di oltre venticinque anni nell’ambito specifico e in altre discipline integrate. 

A. Floramo e A. Gavagna,  Speculum del Goloso, Culturaglobale  2016, pp. 29            s.i.p.

Pubblicato nel contesto di Cormonslibri 2016 (festival del libro e dell’informazione), gli autori, uno storico medievista, l’altro chef, concorrono alla stesura del testo, il primo attingendo a taccuini medici del 1200, l’altro, elaborando in versione moderna, dieci ricette. 

C. Ronco, La buona cucina per la salute dei reni,   Piccin  2018, pp. 175 €     20,00

L’autore è medico specialista in nefrologia  a Vicenza. Con esperienze in campo internazionale, insegna all’Università di Bologna e in Virginia (Usa). Da anni appassionato di cucina e interessato a mantenere le tradizioni gastronomiche locali, da buona forchetta quale si dichiara, si è immedesimato nei pazienti che cura, per i quali la nutrizione più che un piacere è un catalogo di divieti che li marginalizza anche nella convivialità.  Da qui il testo che,  all’informazione scientifica, affianca ricette e  

illustrazioni accattivanti. 


F. Laporte-Adamski
, La rivoluzione alimentare, Metodo Adamski. La tua guida alla longevità, Verdechiaro  2015, pp. 103 €     15,00

Da anni l’autore promuove il consumo di frutta acida, ortaggi di stagione e olio di oliva di prima spremitura a freddo, individuati come alimenti anti-malattia. 

Studi recenti evidenziano che la pancia è sede del nostro secondo cervello. Per vivere a lungo e bene è indispensabile avere il tubo digerente pulito e il metodo proposto ha in ciò il suo cardine. 

M. Casentino,  A. Gigli,  L. Piretta,   Almanacco  alimentare 2019, Giorno per giorno un anno di ricette, Cairo 2018, pp. 219                                                                                                              15,00

Cosa  si mangia stasera? Ricette facili con ingredienti e quantità indicate, a costi ragionevoli. Un piatto  al  giorno: dalla preparazione alla messa in tavola. Un  programma alimentare che si basa sulla  tradizione  e sulla scienza della nutrizione, a cura di due autori e un’autrice, con competenze diverse. Tra loro anche un medico. 

D.N. Pegler, I funghi commestibili, Una semplice guida per riconoscere i funghi, Idea libri 2011, pp. 256 €     18,00 

Un nuovo approccio per il riconoscimento dei funghi commestibili attraverso i dettagli chiave d’identificazione: cappello, lamelle o branchie, gambo, spore. Vengono indicate le dimensioni tipiche in centimetri, le somiglianze a funghi non commestibili e i momenti dell’anno in cui si possono trovare e raccogliere. Le fotografie mostrano i funghi nel loro habitat facilitandone così il riconoscimento. 

È una guida semplice sulla commestibilità dei funghi e dà alcuni consigli sulla cottura.
Ambiente

Adista, n. 30, 8 settembre 2018 

abbonamento annuale                 75,00

Gli articoli sul degrado del territorio e gli stralci dall’edizione 2018 del Rapporto dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sul consumo di suolo in Italia, indicano le strategie di contrasto al degrado e l’esempio virtuoso dello stop al consumo di suolo a Napoli.

Azione nonviolenta, n. 627, maggio-giugno 2018                             6,00

Dossier dal titolo Gea Gaia Terra. Gli articoli: M. Valpiana: Nei saggi antichi miti cosmologici l’idea moderna di ecologia profonda; G. Falcicchio: Riannodare il legame ombelicale con la madre Terra e l’ecosistema; G. Bormolini: Ecologia integrale e spiritualità ecologica; suor P. Moggi: Profughi e rifugiati ambientali: chi e quanti sono? Chi li riconosce?; V. Cogliatti Dezza: L’intreccio perverso: petrolio, energia, clima; G. Silvestrini: Morire d’inquinamento nelle case e città avvelenate; U. Leone: Tutelare i territori aggrediti dall’uomo, vittima e carnefice; S. Belci: Riabilitare il campanile, l’autonomia, per tutelare l’ambiente, bene pubblico; W. Sachs: Reinventare il benessere per essere felici con meno; G. Nebbia: Il mio programma per il Ministero dell’Ambiente; A. Mariani: Gandhi e la società nonviolenta. Un’utopia contro il progresso.

Nigrizia, n. 10, ottobre 2018 €       3,00
L’articolo di Marco Simoncini Vivere avvelenati dal piombo parla di un immenso impianto minerario che ha provocato piogge acide per anni e contaminato il terreno a Kabwe, nello Zambia, ed è stato attivo dal 1902 al 1994. La zona non è mai stata bonificata e il saturnismo (avvelenamento da piombo) colpisce soprattutto i bambini.

Nunatak, rivista di storie, culture, lotte della montagna, n. 51-52, estate-autunno 2018                           3,00

In Bollicine al veleno di Gianni Sartori si parla della speculazione sulla monocoltura della vite sui Colli Berici, a sud di Vicenza, che riporta i danni  causati dai pesticidi: la pianura devastata da capannoni; lo sfruttamento dei lavoratori immigrati;  la distruzione di boschi e l’inquinamento per il Prosecco.   

Umanità Nova, n. 34, 9/12/2018 €       1,50

La rivista  riporta l’intervento tenuto al Convegno Antimilitarista di Milano del giugno 2018 a cura di Iniziativa Libertaria di Pordenone:  Poligoni militari, aree militarizzate e inquinamento del territorio. Il governo Renzi equiparò le aree militari a quelle industriali, che si sono così moltiplicate, evitando il problema della contaminazione dei suoli delle aree militari e risparmiando enormemente per la bonifica di ettari di aree verdi.

A. Bonomi.  F. Della Puppa, R. Masiero, La società circolare, DeriveApprodi 2016, pp. 190
    18,00 

Ogni anno, nell’Unione Europea vengono prodotti 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti, il 10% dei quali è costituito da rifiuti urbani (la famosa “monnezza”) il resto viene espulso dai cicli produttivi. La stragrande maggioranza di questi rifiuti viene trasformata in gas dispersi in aria da inceneritori di cui il vecchio continente è pieno. L’emergenza rifiuti è uno dei paradigmi negativi dell’economia industriale classica e ci ricordano che il modello di economia che dalle materie prime realizza prodotti che una volta consumati producono rifiuti, non è più sostenibile: oggi usiamo circa 1,5 volte le risorse che il pianeta è in grado di riprodurre e si è rilevato per questo piccolo pianeta una delle principali cause di inquinamento ambientale. L’inquinamento globale, insieme alle risorse limitate, la crescita demografica, la richiesta crescente di materie prime, spesso importate da paesi che per gli equilibri internazionali del capitale sono definiti “politicamente instabili”, impongono il passaggio all’economia circolare. Per raggiungere l’ambizioso traguardo di ridurre, da un lato, la richiesta di risorse e, dall’altro, l’immissione di gas serra e la generazione di rifiuti, occorre chiudere il cerchio: con un quadro legislativo univoco, l’Unione Europea, povera di materie prime ma ricca di competenze e tecnologie, intende supportare la sostituzione del modello lineare fin qui seguito con il principio del “riusare/riparare” in grado di tradurre i costi della transizione in vantaggi ambientali ed economici futuri. Le innovazioni produttive richieste per la soluzione dei gravi problemi ambientali provocati dal modello di sviluppo industrialista, estendono il ciclo di vita dei prodotti e richiedono nuove competenze; il riuso e il riciclo consentono di convertire in materia prima di un prodotto lo scarto di un altro; l’ottimizzazione nell’uso delle risorse riduce i costi e le emissione di CO2. Insomma siamo di fronte a grandi sfide e altrettanto grandi opportunità per rinviare la morte del pianeta. 

Questo saggio affronta l’argomento e lancia alcune proposte al mondo economico. 

Non è un manuale di “vita” (più semplice o alternativa o naturale, ecc.); offre strumenti e visioni per interpretare la possibilità dell’economia circolare di reinventare valore economico e sociale per un futuro che allontani lo spettro del default (inevitabile a detta di molti) di questo pianeta. Vero è che non si vede in queste pagine la messa in discussione dei fondamentali dell’economia postmoderna, dalla finanziarizzazione al ruolo superato dei confini statali. Dunque, non mette in discussione la realtà fatta di rapine e distruzione dell’attuale turbocapitalismo e la ruota che fa girare l’idea  dell’economia circolare assomiglia molto – più che altro – alla ruota dei criceti. (i.b.) 

M. Boschini, Le panchine ribelli, Basta poco per cambiare tutto: viaggio nell’Italia che non si rassegna, Emi  2016, pp. 126 €     12,00

È un libro che racconta di buone pratiche e di belle persone, di condivisione pratica quello che Marco Boschini ha scelto di scrivere. L’autore raccoglie testimonianze, volti e storie dei tanti cittadini italiani che non si rassegnano al declino e, invece, portano avanti esperienze di cittadinanza attiva, di buone pratiche e di stili di vita sostenibili. L’Autore, coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi, intraprende un viaggio nel nostro paese alla ricerca delle comunità più «virtuose», anche se piccole, dedite alla promozione dell’agricoltura biologica, al miglioramento delle condizioni di vita nelle nostre città, impegnate nel riciclo e nel riuso, nell’educazione civica e nell’integrazione. Dalle metropoli come Napoli e Roma, fino ai piccoli paesi di Novellara (Re), Mezzago (Mb) e Marano Vicentino (Vi), l’Autore porta alla luce alcune storie di resistenza civile che lentamente contrastano l’imbarbarimento di questo paese. Come scrive Massimo Bray, già ministro dei Beni e delle attività culturali, nella sua prefazione, «Marco Boschini ci propone un’alternativa che non implica complesse teorie filosofiche, economiche, sociali: la sua è una rivoluzione che si fa uscendo di casa». Sulla base di alcune parole chiave; la prima è “lentezza”, la seconda è “comunità”. Parole intorno alle quali, appunto, stanno nascendo esperienze di buone pratiche nella gestione dei territori. Boschini raccontandoci queste esperienze, ci invita a riflettere sulle miserie del presente e sulla necessità di aspirare comunque ad un futuro dignitoso ed in pace con il pianeta. (i.b.)

E. Bompan e M. Iannelli, Water grabbing, Le guerre nascoste per l’acqua nel XXI secolo, Emi 2018, pp. 238 €     19,50

«È solo acqua». Nel corso di quasi dieci anni di viaggi e indagini, il giornalista e geografo Emanuele Bompan e la ricercatrice Marirosa Iannelli la frase se la sono sentita ripetere in varie lingue e in molti contesti. Davanti a una mega-diga o su un sito di fatturazione idraulica per l’estrazione di gas di scisto, nei pressi di un fiume avvelenato da agenti chimici o di fronte a una centrale idroelettrica. «Non c’è niente da vedere. Nulla da scoprire. È solo acqua». Acqua controllata, però, da attori potenti, sottratta alle popolazioni a cui serve per vivere, privatizzata per interessi economici, contaminata e resa imbevibile, inutilizzabile; in una parola: rubata. 

Il libro si presenta come un’opera innovativa e coraggiosa a tutti gli effetti svelando realtà inaspettate e il racconto diventa ancora più intenso grazie alle straordinarie immagini di fotografi come: F. Podavini, T. Cristofoletti, G. Cecere, G. Conestari e E. Bompan. 

J. Pichon e B. Moret, La famiglia zero rifiuti (o quasi), Come adottare uno stile di vita sostenibile, Sonda 2018, pp. 239 €     18,00

Prima di tutto  la definizione di “zero rifiuti”, poi la declinazione di tale concetto in una famiglia francese a partire dalla spesa  fino alla minuta gestione del quotidiano, con 10 sfide finali a riprova del sentiero imboccato e, in chiusura, una bibliografia integrata da un elenco di documentari a forte impatto sul tema.

M. Giovagnoli,  Impara a parlare con gli alberi, manuale pratico per comunicare, evolvere e guarire col bosco, Uno editori 2018, pp. 108
                                     13,90

Un libro che, nella riscoperta degli alberi come esseri senzienti e nel bosco come organismo integrato, individua soggetti e contesti con cui entrare in relazione salutare riscoprendo innati saperi che ci legano – secondo l’autore – al mondo dei viventi vegetali. 

F. Barberini, Il mio primo grande libro sugli pterosauri, Stampa Alternativa 2018, pp. 187
                                     20,00

Gli pteurosauri, gli animali volanti più grandi che si conoscono,  con aperture alari fino a 12 metri, hanno abitato la terra  per 185 milioni di anni, da 250 milioni di anni fa fino alla grande estinzione dei dinosauri, 65 milioni di anni fa. Il libro si propone di colmare il grande vuoto che c’è nella letteratura divulgativa italiana, per ragazzi ma non solo, attraverso una guida riccamente illustrata che sia al passo con le ultime scoperte e capace di ridare agli pterosauri la dignità di animali a tutti gli effetti, presentandoceli come esseri viventi con tutta la loro varietà di forme e stili di vita differenti. 

Il libro è interessante anche perché l’autore è un ragazzo di dieci anni con una grande passione per l’ornitologia. Il presidente della Repubblica Mattarella lo ha nominato Alfiere della Repubblica per il suo impegno in ambito scientifico/ambientale.

S. Calvani,  L. Ippoliti, D. Mirabelli,  Le stelle non hanno paura di sembrare lucciole, Ave 2018,
pp. 385      15,00

Il mondo è a rischio e c’è bisogno di un cambiamento di paradigma. Forse siamo alle soglie di un’estinzione di massa o al crollo di  una intera civiltà. Nonostante l’evidenza,  molti  si comportano praticando l’indifferenza, mentre altre persone in tutto il mondo vivono e operano per indirizzare il presente e il futuro verso uno sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista come testimoniano le storie qui riportate di  donne e uomini, giovani e adulti di venticinque paesi, sparsi in tutti i continenti. (l.b.)

Animalisti

Documenti wilderness, n. 4, ottobre-dicembre 2016          s.i.p.

Franco Zunino fa in questo numero tutta la triste storia dell’orsetta Morena, catturata  nel Parco d’Abruzzo, poi liberata  nella primavera del 2016 e morta nel luglio dello stesso anno. L’autore sottolinea come siano stati spesi un sacco di soldi per consulenze americane, recinti ecc. quando bastava solamente non catturarla e conclude il suo lungo intervento con queste frasi: «Sì, l’orsetta Morena è stata poi effettivamente reinserita in quell’ambiente naturale dal quale era stata sottratta per “salvarla”. Le autorità dopo la sua morte hanno ostinatamente scritto e sostenuto che tutta la sua vicenda sia stato un successo (!). Come si possa definire un successo la morte di un orsacchiotto per salvare il quale sono stati spesi decine di migliaia di euro resta difficile da credere, e ci viene da dire: ma non si sarebbe fatto prima e meglio a lasciarlo dove era stato trovato? 

Ma forse per “successo” si intendono gli studi effettuati e le pubblicazioni che presto appariranno sulle riviste specializzate!» 

S. Stall, I 100 cani che hanno cambiato la storia, Sperling & Kupfer 2008, pp. 171 €     12,00 

Si tratta d’un libro esilarante con non rare vicende canine tristi e compassionevoli, ma, come sanno bene i cultori dell’arte, il riso e il pianto sono alla base della commedia dell’arte d’italiana invenzione e, pertanto, suscitano interessi contrastanti quanto accattivanti. L’autore descrive attraverso cento cani la storia dal Rinascimento alla fine del Novecento spaziando tra America, Europa, Italia, Cina e Giappone e quant’altro. Si va da Snuppy (che io scriverei Snoopy ma il traduttore ha italianizzato il nome) il primo cane clonato nella storia a George, il cane che riusciva a fiutare i tumori, da Liline la minuscola guardia del re di Francia Enrico III di Valoi re dal 1551 al 1579, a Peps e Fips i cani il cui trapestio sulle foglie secche d’un bosco tedesco autunnale fecero sentire a Wagner un ritmo che lui introdusse in Siegfrid nell’episodio in cui il protagonista attraversa la foresta per terminare con Biche, la favorita del re di Prussia che, negli anni ’40 del Settecento lo aiutò a vincere guerre nel suo tentativo d’espansione e che, alla fine, gli fece perdere battaglie per il discredito d’avere una cagnetta combattente con tanto di gradi.

Ma sono certo che la storia più avvincente, più patetica, sia quella di Hachico, diventato eroe nazionale giapponese a cui il governo, alla morte, eresse un monumento tuttora visitato da decine di migliaia di scolaresche all’anno. Il cane era del professor Eisaburo Ueno che insegnava all’università di Tokio. Il cane lo accompagnava alla stazione e ritornava puntuale a attendere il padrone al ritorno. Nel 1925 Eisaburo Ueno si sentì male e morì. Hachico lo accompagnò al cimitero per poi continuare ad andare ad attenderlo alla stazione all’ora solita del ritorno del padrone scomparso alle 3 in punto aspettandolo sino a notte. Quando morì nel 1935 Hachico divenne un caso mondiale. Infine di questi cani abbiamo tantissime illustrazioni che serviranno sia a sorridere, sia a capire di che cane si tratti. Dulcis in fundo: lo sapevate che la collie resa celebre dal romanzo e poi la film omonimo “Torna a casa Lassie” con la meravigliosa interpretazione di Liz Taylor era un maschio? (g.d.z.)

S. Stall, I 100 gatti che hanno cambiato la storia, Sperling & Kupfer 2008, pp. 170 €       8,00 Non sto a ripetere le vicende delle cento storie gattesche che sono quasi una fotocopia delle vicende canine sopra viste. Dirò solo di Macek e della sua coda luminosa nel buio, di Tiger (tigre!) il gatto rapito dalla Casa Bianca, di Hodge il gatto che aiutò a scrivere un vo-cabolario, per finire con Mysouff II “Un conte di Montecristo a quattro zampe”. Bon appétit cari ragazzi e loro genitori! (g.d.z.)

A cura di V. Sonzogni, Salvi!, Safarà  2016,
pp. 141 €     16,50

All’interno della galassia di chi si occupa dei diritti delle altre specie animali, definibile anche animalismo, c’è chi si occupa di creare rifugi in cui venga offerta la possibilità ad animali liberati dai vari tipi di industria (alimentare, del divertimento o dell’abbigliamento) di vivere in relativa libertà (vigilata ma più per difesa che per prevenzione). Questo libro compie un viaggio attraverso dodici rifugi per animali liberati sparsi per l’Italia dove si sperimenta un rapporto diverso tra uomo e altre specie animali che non sia di sfruttamento o di gingillo ma che avvia un discorso che ha il sapore etico di reinserimento nel mondo.  I rifugi visitati e raccontati attraverso le interviste ai loro gestori pongono anche problemi pratici da affrontare per una loro diffusione vera nei territori; per esempio, per le varie leggi nazionali e regionali, questi santuari di liberazione animale sono considerati allevamenti mentre tutto sono in pratica fuorché allevamenti e mattatoi. Da qui ne derivano problematiche sanitarie, fiscali e anche di gestione burocratica della quotidianità che spesso possono scoraggiare chi è intenzionato a dare semplicemente una mano o a costruirne di nuovi nella visione di dare concretezza possibile al futuro teorizzato dai filosofi dell’animalismo. E questo libro si propone come un altro mattone di un racconto che ha ancora moltissimo da dirci. (i.b.) 

B. Noferi, La casa di Margot,  Piccola storia del
volontariato animalista in Val di Cornia,  
Il Foglio 2017, pp.112
                       12,00

È una piccola realtà raccontata per dar voce alla dedizione di molte volontarie che dal 2011 – nella struttura “ La casa di Margot” (dal nome di una canina di due anni, accalappiata negli anni ’90, deperita e malata, che nell’ambiente  ha trovato affetto e cura) -senza retribuzione alcuna- hanno salvato,  curato e inserito cani e gatti, hanno intrapreso iniziative anche nazionali e si sono inventate promozioni per finanziare l’assistenza agli animali più sfortunati. Una piccola comunità con un cuore e competenze elevate, che la narrazione della giornalista Barbara Noferi traduce egregiamente in parole. Il libro è piccolo ma pieno di idee,  utile a quanti similmente si impegnano.

R. Marchesini, Etologia cognitiva, Alla ricerca della mente animale, Apeiron 2018, pp.160

    15,00  

L’autore, etologo, esplora la mente animale. Pur persistendo ancora la tendenza, di derivazione cartesiana, che considera il mondo animale mosso esclusivamente da cieche passioni interne, l’etologia cognitiva mette in discussione questa impostazione e considera l’animale come protagonista del proprio comportamento; semmai distingue tra consapevolezza e soggettività, che precede la coscienza.

I. Rossellini,  Le mie galline e io, foto di Patrice
Casanova, Jaca Book 2018, pp.111      22,00
Isabella Rossellini per la sua fattoria ecologica ordina on line uno scatolone di pulcini.  

Solo femmine! La prima sorpresa è che i neonati sono uno diverso dall’altro e nessuno è giallo, come solitamente ci si immagina. Coadiuvata da un fotografo (in genere ritrattista di attrici) che – nel cogliere pose e individualità – sa il fatto suo, l’autrice racconta con parole e disegni stilizzati il temperamento  e la personalità diversi da individuo a individuo e le capacità cognitive della specie, multiforme per provenienza geografica  e, altra sorpresa, nel genere!  Infatti, nel mucchio, sono presenti pochi ma possenti galli, per la gioia delle più numerose galline che – dopo un viaggio aereo compiuto nel loro stesso dì natale – sono arrivati nella  fattoria sani,  salvi e sazi. Come?… Leggete il libro! (l.b.)

M. Corsini e L. Mazzoni, Uomini & animali, Una relazione ancora da svelare, Gabrielli  2016, pp. 92 €     12,00

Il libro risponde all’esigenza, che ormai si è fatta urgenza, di inaugurare un nuovo rapporto tra la specie umana e gli animali. Gli apporti di numerose discipline scientifiche hanno portato a comprendere in modo assai più congruo la ricchezza della vita animale, valorizzando enormemente la sua capacità di adattamento e di avvicinamento all’uomo. 

L’accresciuta sensibilità ambientalista e animalista hanno sollecitato nuovi comportamenti, a cominciare dalla rinuncia alla violenza ed al rispetto di alcuni diritti elementari per le varie specie animali. 

Questo lavoro nasce da una rilettura del convegno di Parma sulla sofferenza animale tenutosi nel 2012. È una riflessione che interroga e propone, tra l’altro, di inserire questo tema nel ciclo dell’educazione scolastica. Tra gli altri, ci sono contributi di M. Corsini, psicoterapeuta, E.C. Giannetto, filosofo, L. Lorenzetti, teologo, L. Mazzoni Benoni, antropologo delle religioni, A. Tartabini, psicologo e primatologo.  (i.b.)

E. Grandesso, Fiol d’un can!, racconti di animali in Laguna, Helvetia editrice 2014, pp. 140
                      11,00

Si tratta di dodici racconti di animali che vivono a Venezia, una variegata tipologia di cui l’autrice racconta pregi e virtù. Prendendo spunto dalle sue memorie di gioventù, l’autrice ci guida fra le botteghe e i magazzini, le trattorie e gli scantinati di una Venezia sconosciuta ma viva e sorprendente in cui gli animali sono protagonisti assoluti.  

Campi di concentramento

N. Wachsmann, KL: storia dei campi di concentramento nazisti, Mondadori 2017,  pp. 882
    21,00 Nel marzo del 1933, appena due mesi dopo la presa del potere da parte di Hitler, Heinrich Himmler, il nuovo capo della polizia di Monaco, diede l’annuncio di aver scelto una fabbrica in disuso nei pressi di Dachau per farne un campo di concentramento per i prigionieri politici. Poche settimane dopo, le SS presero il controllo del posto, un capannone circondato da filo spinato, in grado di contenere non più di 223 prigionieri. Dopo questo modesto inizio, il sistema dei campi di concentramento crebbe fino a diventare un vastissimo panorama di terrore che comprendeva 22 campi principali e l.200 satelliti sparsi tra la Germania e l’Europa controllata dai nazisti. All’inizio del 1945 i campi tedeschi contenevano circa 700.000 persone provenienti da tutta Europa. Lì morirono due milioni di uomini. In questo libro, lo storico tedesco Nikolaus Wachsmann ricostruisce la storia del sistema dei campi di concentramento tedeschi, le violenze, gli abusi, i massacri, facendo rivivere un’epoca atroce attraverso le vicende di quanti vi furono rinchiusi e lì tragicamente morirono. 

Corradini M., Siamo partiti cantando, Hetty Hillesum, un treno, dieci canzoni, RueBallu 2017, pp. 127 €     20,00

Il testo è una sorta di diario in cui sono riportati i ricordi di Hetty Hillesum, una scrittrice di origine ebraica. La stessa lavorava nel campo di transito di Westernbork e invece di salvarsi, come poteva fare, scelse di seguire la sorte dei suoi compagni nel campo di concentramento di Auschwitz dove poi morì. Il testo è strutturato seguendo dieci canzoni in cui l’autrice parla di sé, delle sue riflessioni che si snodano fra descrizioni di cose semplici e apparentemente banali ma che si connettono a significati profondi in cui il dolore, gli affetti, l’impotenza di fronte alla persecuzione e alla morte assumono valenze significative. L’autrice scrisse un diario tra il 1941 e il 1942, a cui qui si fa riferimento, ma fu pubblicato solo nel 1981, il canto a cui il titolo fa riferimento è quello dei prigionieri che stanno per essere portati al campo di concentramento di Auschwitz. (c.b.)

S. Pascale, Come stelle in cielo, In viaggio tra i lager, Ciesse 2017,  pp. 127 €     14,00 

L’autrice è una storica che dal 2011 si occupa di questioni legate al genocidio armeno, ai lager e alle vicende degli Internati Militari Italiani (Imi). Il libro narra le vicende del militare Alfredo Zaros che, dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, venne deportato dagli ex-alleati nazisti in Germania e internato per venti mesi in vari campi di prigionia e lavoro.

Quello di Zaros è stato un destino comune a più di 650.000 militari italiani che in quel momento erano dislocati al fronte. La scelta difficile e sofferta degli Imi aspetta ancora di essere conosciuta e insegnata, la loro fu una scelta di resistenza non armata, uno dei molteplici aspetti di opposizione al nazifascismo che non ha avuto adeguata valorizzazione.

S. Pascale, Una candela illumina il Lager,  Ciesse 2018, pp. 414        18,00

L’opera, nella sua parte più corposa, riporta i diari di prigionia del sottotenente Giancarlo Turchetto che,  al momento dell’armistizio di stanza a Volos (Grecia), venne catturato dai tedeschi e trasferito poi  in tre campi di concentramento diversi, condividendo con altri militari una resistenza senza armi in lager, piuttosto che collaborare con Mussolini e Hitler. 

R. Olla, La ragazza che sognava il cioccolato, La compagnia del libro 2014, pp. 156                  10,00 

Ida Marcheria aveva 14 anni quando fu deportata ad Auschwitz/Birkenau con la sorella Stellina, la sua famiglia e tutti gli ebrei di Trieste. Sopravvissuta al lager ha fatto ritorno alla sua casa triestina, ma trovandola occupata da una famiglia di un fascista, ne fu cacciata. 

Ormai senza genitori e parenti, si rifugiò con la sorella Stellina a Roma dove ha gestito un laboratorio di cioccolato diventato luogo di riferimento e di ritrovo per altri deportati sopravvissuti, Shlomo Venezia e Piero Terracina tra i più conosciuti.

Roberto Olla, giornalista e scrittore, raccoglie da anni le loro testimonianze.

«C’era chi desiderava una grande bistecca arrosto, chi voleva la zuppa chi un grande piatto di pastasciutta, ma grande grande, con tanto sugo, un catino di pastasciutta. Ida no, lei voleva un pezzo di cioccolato. Se chiudeva gli occhi riusciva ancora a pensare al cioccolato, quasi ne sentiva il sapore».

G. Carretta, Diario di un deportato, Yume 2017, pp. 109 €     15,00 Giovanni Caretta stava svolgendo il servizio militare a Casale Monferrato quando la caduta di Mussolini e l’armistizio di Cassibile gettarono l’Italia nel caos. Caduto nelle mani dei tedeschi, fu condotto prima a Saluzzo, poi a Torino, quindi a Bolzano e infine a Mauthausen, dove rimase fino alla liberazione. L’autore ha scritto questo diario su tre quaderni, non ponendosi fini divulgativi, allo scopo di mantenere per sé il ricordo di quegli eventi a cui aveva partecipato in prima persona.

E. Tonani e S. Ravara, Lacrime e destino a Luckenwalde, Fuorilinea 2017, pp. 71                    13,00 

È un altro libro che narra le vicende di guerra del contadino nonché artigliere cremonese Eliseo Tonani, classe 1924. 

Un nuovo e prezioso capitolo che si aggiunge alle ricerche sugli Imi (Internati Militari Italiani).  Su quelle migliaia di soldati italiani calò un velo di oblio al quale, però, essi stessi contribuirono alimentando, con il loro silenzio, la dimenticanza collettiva.

A cura di G. Tesio, Nell’abisso del lager, Voci poetiche sulla shoah, Interlinea 2019, pp. 283                    18,00 «Dopo Auschwitz scrivere ancora poesie è barbaro» è la frase del filosofo Adorno che ha suscitato tante polemiche ma anche stimolato a riscoprire le voci poetiche più intense della Shoah, per la prima volta qui riunite in un’antologia internazionale. Emerge soprattutto il loro valore di testimonianza, di presa diretta e di riflessione che non attenua l’importanza anche estetica dei testi di Paul Celan o Nelly Sachs, di Dietrich Bonhoeffer o Mario Luzi, fino ad Antonella Anedda ed Erri de Luca. Un libro che scuote le coscienze con la forza della poesia: per non dimenticare che, come ha scritto Primo Levi nella Tregua, «guerra è sempre».

Democrazia e diritti umani

Nigrizia, n. 2, febbraio 2018 €       3,50

François Misser: Gli schiavi invisibili. «Il dramma dei rifugiati schiavizzati in Libia, rivelato dalla televisione CNN, ha focalizzato l’attenzione del 5° vertice Africa-Europa che si è tenuto ad Abidjan a fine novembre. 

Ma la questione della schiavitù sul continente africano supera ampiamente questo fatto specifico. 

Il mauritano Biram Dah Abeid, presidente dell’organizzazione non governativa Ira (Iniziativa per la rinascita del movimento abolizionista), (…) ritiene che nel corso del vertice euro-africano si sia accuratamente evitato di parlare delle cause che determinano il fenomeno. (…) Le vittime, secondo Dah Abeid, sono stimabili in 5-600 mila, vale a dire il 20% della popolazione mauritana (soprattutto di etnia harratin), che sono impiegate prevalentemente come schiavi domestici o nelle piantagioni di riso della valle del fiume Senegal. (…) 

Usa e Ue si preoccupano di preservare la loro alleanza con il regime di Nouakchott nel quadro della lotta al terrorismo e alla migrazione illegale. L’Ue inoltre ha siglato con la Mauritania un accordo di pesca (…), mentre Germania e Italia sono il secondo e il terzo cliente, dopo la Cina, nell’importazione di minerali ferrosi (…). Sul terreno sono poi attive società americane che si occupano dello sfruttamento del petrolio e del gas. E tutto questo, deplora Dah Abeid, fa passare in secondo piano le problematiche relative ai diritti umani». 

Testimonianze, n. 521-522, settembre-ottobre/ novembre-dicembre 2018 €     15,00 

1948 – 2018: diritti umani in cammino

Numero dedicato al settantesimo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Sono moltissimi gli interventi interessanti: 

W. Goldkorn, S. Saccardi, D. Quirico, D. Di Cesare, M. Flores, G. Bassetti, A. Andreini,
M. Giro, V. Chiti, V. Spini, G. Riva, V. Pagliai, D. Romano, A. Heller, F. Dei,G. Sgrena,
G. Vettori, S. Kouider, L. El Houssi, V. Franco,
 L. Manconi, P. Meucci, M. Brancale, P. Di Piazza, M. Sbordoni, R. Mosi, G.V. Federici,
T. Pacetti, N. Dentico, D. Lucchetti, R. Petrella, F. Palumbo, L. Renzi, A. Sarfatti, G. Scotto, S. Guetta, L. Coser, S. Zani, L. Grassi.    

Associazione di Mutuo Soccorso per il diritto di espressione, Stop al panico!, Seconda edizione riveduta aggiornata e ampliata di difesa legale, note per una maggiore consapevolezza, Associazione Mutuo Soccorso 2018, pp. 163
      26,00 Polizie e tribunali: istituzioni selettive e discrezionali poste da un ordinamento a garanzia di sé stesso, per natura inclini a essere piegate a fare del dissenso un crimine.  Si tratta di una ricognizione ragionata nelle trame del processo penale, pensata per chi prende parte a manifestazioni di piazza e movimenti dal basso. Nuova edizione aggiornata alle ultime novità legislative con approfondimenti inediti sull’autotutela digitale e sul ruolo delle tecnologie biometriche e genetiche. Prefazione di Luca Abbà del Movimento No Tav.

Quest’opera è pubblicata sotto licenza “Crea-tive Common Attribution Non-Commercial-ShareAlike 4.0 International” (CC BY-NC-SA 4.0): sono libere riproduzione (parziale o totale), diffusione, pubblicazione su diversi formati, esecuzione o modifica, purché non a scopi commerciali o di lucro e a condizione che sia indicata l’opera originaria e siano applicati analoghi termini di licenza.

F. Ferrarotti, Oltre le sabbie mobili, Dalla democrazia dei misteri al potere partecipato ed efficiente, Solfanelli 2016, pp.  135      11,00
Il libro è costituito nella prima parte da un saggio di Ferrarotti che dà un’idea  delle difficoltà incontrate dall’Italia per costruire una convivenza civile relativamente  libera, giusta e funzionale mettendo in luce le radici del fenomeno: una democrazia concepita come pura procedura da immortali azzeccagarbugli e una pratica del potere come appanaggio personale privato invece che come funzione razionale collettiva e servizio alla comunità. Nella seconda parte riporta interventi fatti su varie riviste sempre sul tema della democrazia.

A. Papisca, Noi diritti umani, Rappresentazione di dignità umana, et di pace, Marsilio 2016, pp.  191 €     14,00

Come in una rappresentazione teatrale vengono discusse e spiegate le varie legislazioni  nate dal 1215, la Magna Cartha di Giovanni Senzaterra,  fino alla Dichiarazione delle Nazioni unite sul diritto alla pace. Le principali Convenzioni giuridiche che hanno dato corpo organico al vigente Diritto internazionale dei diritti umani. 

P. Ciofi, Costituzione e rivoluzione, La crisi, il lavoro, la sinistra, Editori Riuniti 2017, pp.  216
    15,00 Dopo il referendum del 4 dicembre 2016, questo libro è un appello ad attuare la Costituzione italiana, un disegno organico di cambiamento che pone l’economia al servizio degli esseri umani e non viceversa, come oggi accade sotto il capitalismo. Un progetto di nuova società da portare in Europa, in cui i bisogni diventano diritti e il fondamento del lavoro ridefinisce i lineamenti della libertà e dell’uguaglianza. Negli scritti di un decennio Paolo Ciofi mette in rilievo lo necessità di costruire una sinistra nuova, che faccia asse sulle lavoratrici e i lavoratori, sulle aspirazioni di tutti coloro che per vivere devono lavorare. La sinistra ha senso se sta dalla parte del lavoro, di chi soffre per gli effetti devastanti della crisi e quindi se assume la Costituzione del 1948 come tavola dei valori nella visione di un nuovo socialismo.

L. Montanari, La decrescita come liberazione, I fondamenti antropologici della democrazia, Pazzini 2018, pp.  16 €     15,00 

Il percorso sviluppato da Montanari serve eminentemente a ripensare le condizioni di vita diffuse nella società moderna e il terreno antropologico di fondazione della politica, intesa tanto come logica quanto come prassi. Nella prima parte del libro egli decostruisce la pretesa di universitalità dell’universalismo occidentale, che sarebbe più onesto intendere come una perdurante tendenza di “colonialismo totale”, che si articola sul piano culturale e poi su quello economico politico. Le radici di questa pretesa di universalità fittizia e oppressiva sono individuate nella struttura stessa della società occidentale, cioè nei presupposti tipici della “mentalità del sacrificio”, per la quale, in nome del potere e della coesione sociale, si escludono e si eliminano categorie intere di esseri umani individuati come vittime contro le quali si canalizza la violenza diffusa nel corpo sociale. La legittimazione e l’ordinamento di questa pratica costruiscono di fatto la struttura logica, economica e politica della convivenza. (dalla prefazione di Roberto Mancini).
Escursionismo e sport  

Lonely planet, Atlante delle avventure, Scopri un mondo di attività outdoor, Edt 2018, pp. 336
      35,00

Questa guida dà tutte le informazioni su trekking, arrampicata, sci, canoa, mountain bike, surf che si possono fare, sempre all’insegna della massima libertà, in posti eccezionali presenti in 150 paesi del mondo. Ora che i luoghi sono sempre più facilmente raggiungibili con costi anche molto contenuti, ecco che il desiderio di avventura può essere soddisfatto. 

Il libro è corredato da molte informazioni  con cartine, interviste e splendide fotografie. 

Anche se poi si decide di stare a casa e non si va da nessuna parte,  l’atlante ci aiuta a far sogni fantastici a occhi aperti.

W. Bonatti, Scalare il mondo, Passione, imprese ed emozioni del ragazzo che sfidava l’impossibile, Solferino 2019, pp. 304 €     18,00

Inseguendo i propri sogni di bambino, Walter Bonatti è diventato un personaggio leggendario, il simbolo stesso dell’avventura. Perché nelle sue sfide si è spinto sempre un po’ più in là, ed è andato tanto avanti da riuscire ancora oggi a dirci qualcosa di nuovo. Erano i sogni a guidarlo, e lui ha passato la vita a realizzarli.

Coerente e solitario, Walter ha imparato presto a contare su se stesso, ha testardamente coltivato il corpo e la mente, combattendo contro i pericoli ma anche contro bugie e incomprensioni. Ha vissuto l’impossibile e ce lo ha raccontato, insegnandoci ad affrontare la paura e a non perdere la fantasia. Le sue parole, e quelle di chi lo ha conosciuto, rivelano in queste pagine l’incredibile viaggio di un ragazzo che diventa uomo, ma anche i segreti del suo successo e della sua scrittura. Una vita intera raccontata attraverso le storie più avvincenti, le emozioni e le delusioni più intense. E le più belle (e inedite) lettere d’amore. (dalla quarta di copertina)

R. Occhi, Alfredo Corti. Dall’alpinismo alla lotta partigiana, Beno Editore 2018, pp. 275
      25,00 Alfredo Corti (Tresivio 1880 – Roma 1973) è stato uno dei più grandi e carismatici alpinisti valtellinesi, in grado di abbinare a lunghe e impegnative scalate di carattere esplorativo un’insolita capacità di descriverle e illustrarle con la fotografia. Professore universitario, fiero antifascista, partecipò alla Resistenza partigiana. ​ È questa la sua prima biografia, frutto di ampie ricerche in buona parte inedite, condotte dal socio Raffaele Occhi.

Le appassionanti vicende della vita di Alfredo Corti sono accompagnate da magnifiche immagini di grande valore storico tratte dal suo archivio fotografico (1427 foto) consultabile sul sito: www.archiviocorti.it.

A cura di A. Giorgetta, Gasherbrun IV, La montagna lucente, Cai 2018, pp. 128                                                                          28,50 

Nel 1958 il Club alpino italiano organizzò una spedizione al Gasherbrum IV, montagna di 7980 metri nel Karakorum, il cui successo segnò un importante progresso nella strategia e nella tecnica alpinistica della conquista dei giganti himalayani. 

Tale spedizione, guidata da Riccardo Cassin, che vide Walter Bonatti e Carlo Mauri raggiungere la vetta, grazie anche allo sforzo comune di tutta la squadra, si distinse per concezione e organizzazione. Fu adottata infatti una formula nuova: alpinismo più cultura, espressi ai massimi livelli.
Nel 60° anniversario dell’impresa il Club alpino italiano dedica alla montagna lucente uno straordinario libro fotografico, a cura di Alessandro Giorgetta, che raccoglie le immagini inedite scattate da Fosco Maraini, storiografo e documentarista della spedizione. 

M. Berti, Il vento non può essere catturato dagli uomini, Da Venezia all’Himalaya, una storia sherpa, Priuli & Verlucca 2018, pp. 251

                                             19,50 

Il destino di un ragazzo nato tra canali attraversati da eleganti gondole e di un suo coetaneo che vive alle pendici delle più alte montagne del mondo, la storia di un’amicizia. È un libro fatto di racconti. L’autore da bambino amava ascoltare le storie dei vecchi. Qui ne propone alcune, ma aggiungendo i suoi racconti, la sua storia che inizia dalla laguna di Venezia. 

Segue poi la passione per le montagne di casa, le Dolomiti, e per l’oriente come viaggiatore-alpinista,  seguendo il mito di Marco Polo suo antico concittadino che vi era andato per poi tornare a raccontare.

È una narrazione che ha per soggetto il mondo sherpa e che spazia tra Medio Oriente, Oceano Indiano e Stati Uniti d’America, tra fatti dimenticati o conosciuti da pochi, memorie famigliari, esperienze alpinistiche, personaggi conosciuti e sconosciuti, viaggi, partenze e ritorni che possono farci capire il luogo a cui apparteniamo o aiutarci a cercarlo dentro di noi.

U. Steck, Il passo successivo, Corbaccio 2017, pp. 222 €     19,90 Ueli Steck è morto in Himalaya il 30 aprile 2017 all’età di quarantuno anni. Fuoriclasse dell’alpinismo contemporaneo, fatto di velocità e free soloing, si stava allenando per compiere la traversata Everest-Lhotse, da solo e nel più puro stile alpino. Ogni sua impresa era preceduta da una preparazione meticolosa, e niente lasciava Ueli Steck soddisfatto come l’aver saputo valutare al meglio il pericolo. Quando il 17 novembre 2015 stabilì un incredibile record di velocità salendo la Nord dell’Eiger in due ore e ventidue minuti, disse che più del record era felice per non essersi mai «trovato in situazioni di rischio». Ma Steck era anche consapevole del fatto che «non importa quanto si è preparati, quando si va in montagna c’è sempre la possibilità che succeda qualcosa, e forse è proprio questo aspetto che rende l’alpinismo tanto affascinante».

In questo libro Steck riflette con straordinaria onestà intellettuale sulle ragioni profonde che lo hanno portato a tentare avventure «impossibili», come la salita in ventotto ore della parete Sud dell’Annapurna, e alle sensazioni che hanno seguito il suo successo: euforia, certamente, ma anche un senso di vuoto, di solitudine, di paura a posteriori. Emozioni che però ha sempre superato per andare incontro a nuove sfide perché questa era la sua passione e la sua natura.

A cura di L. Grion, L’arte dell’equilibrista, La pratica sportiva come allenamento del corpo e formazione del carattere, Meudon 2015, pp. 233                                20,00 

Il volume esplora i principali ingredienti della pratica sportiva: fatica, impegno, coraggio, agonismo, amicizia, lealtà, sfida personale; ma anche imbroglio, doping, egoismo, narcisismo. Come un equilibrista, l’atleta deve infatti dimostrarsi capace di contemperare i molti valori che rendono gustosa la pratica sportiva, senza lasciarsi tentare dall’apparente semplicità di ricette troppo semplici. Gli autori condividono la persuasione che lo sport possa rappresentare, ad un tempo, una buona pratica di vita e una metafora efficace per l’educazione alla vita buona. Una possibilità che richiede consapevolezza, volontà e dedizione. (dalla quarta di copertina)

V. Scuro, Cuore d’atleta, Effedì 2018, pp. 11 €     14,00 

Questo libro di Vincenzo Scuro  racconta alcuni degli episodi sportivi, e soprattutto umani, che l’hanno visto protagonista di un’intensa attività podistica lunga 21 anni e segnata da numeri di tutto rispetto: partecipazione a 658 competizioni, ben 350 vittorie e due maglie azzurre nella corsa in montagna. Quasi 62.000 i chilometri percorsi tra allenamenti e gare, una volta e mezza la circonferenza del pianeta terra.
Ma il libro non parla solo delle sue molte vittorie ma anche degli avvenimenti che raccontano un atleta non sempre vincente anche se con ottimi piazzamenti e tempi. 

Non quindi il ritratto di un inarrivabile atleta bensì di un corridore innamorato della corsa che deve convivere con problematiche comuni a molti giovani della sua generazione: difficoltà a trovare un posto di lavoro stabile, l’arrabattarsi per coltivare la sua passione per la corsa, lo sguardo rivolto fuori dal nostro Paese per la ricerca di una possibile soluzione lavorativa. (dalla prefazione di P. Cristini) 

A. Musso, Nati per camminare, Manuale di psicologia del benessere, Walking talking therapy, Effatà 2016, pp. 191 €     14,00 Salute e benessere aumentano all’aumentare dell’attività fisica, ed anche con un’attività moderata è possibile ottenere grandi vantaggi per la salute. In quest’ottica, camminare rappresenta uno strumento di estrema importanza; è e rimane l’attività più antica e naturale dell’uomo; non a caso, rappresenta la forma di esercizio preferita dal maggior numero di persone. Camminare può diventare un primo passo per il recupero della forma fisica e per la pratica di attività più impegnative. 

L’autore indaga tutti i possibili percorsi del cammino-terapia, dalle forme più istituzionalizzate a quelle libere e associative, fino alla formazione di istruttori fitwalker e all’organizzazione individuale e di gruppo. 

M. Busana e A. Manzan, Dal passo Rolle ai Lagorai, 20 itinerari storico-escursionistici sui luoghi della Grande Guerra, Itinera 2014, pp. 168 €     18,00 

Venti itinerari escursionistici guidano, attraverso una ricca rete di sentieri, alla scoperta della natura selvaggia e ancora incontaminata del Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino. Il volume è arricchito da schede storiche, dedicate agli ancora evidenti resti della Grande Guerra, e da schede naturalistiche di approfondimento sulla flora e la fauna locali. Completano l’opera una dettagliata cartografia Kompass e un ampio apparato fotografico a colori. Gli itinerari si snodano fra le Valli di Fiemme, Primiero, Vanoi e Fassa raggiungendo alcune delle più suggestive cime tra cui: Cima Bocche, la Cavallazza, Cima Colbricon, Cima dei Paradisi, Cima Setole e Monte Croce.

E. Poletti, Guida alle traversate dolomitiche, Editoriale Programma 2018, pp. 159 €       9,00

La guida offre la descrizione di una serie di percorsi nelle Dolomiti da fare in giornata o al massimo in due giorni. Sono traversate che interessano i territori provinciali di Belluno, Trento, Bolzano e Udine. Generalmente i percorsi sono adatti a tutti, non offrono particolari difficoltà, basta un buon allenamento, i punti di partenza e di arrivo sono diversi e quindi è necessario il rientro con autobus di linea o disporre di una seconda auto. Le traversate sono molto appaganti perché attraversano i più importanti e spettacolari gruppi dolomitici, dalle pale di San Martino alle Dolomiti di Sesto. 

G. Dal Mas, Divagazioni dolomitiche, Percorsi, pensieri emozioni, Editoriale Programma 2018, pp. 159 €     12,00

Nelle Alpi bellunesi molti sono gli itinerari ancora selvaggi da esplorare e Giuliano Dal Mas li conosce benissimo. Con questo libro ci fa vivere emozioni uniche e di vero amore per la montagna. Non sono sentieri molto frequentati ma i sentieri descritti «hanno in comune qualcosa che ha il sapore della “magia”» come scrive Cominelli nella presentazione al volume.
 

La beidana, n. 92, giugno 2018 €       6,00

Passeggiate storiche. Il numero si propone come piccola guida per le valli valdesi dal punto di vista geografico e storico. 

S. Frignani, Guida alla via degli dei, Da Bologna a Firenze e ritorno, Terre di mezzo 2018, pp. 105 €     14,00

Nella collana Percorsi esce questa nuova guida che percorre l’Appennino passando dal passo della Futa. Offre l’occasione di riscoprire le radici profonde della nostra montagna, una natura incontaminata ideale per camminare non solo verso una meta geografica ma anche alla ricerca di se stessi. Sono sei tappe all’andata e sei tappe al ritorno su percorsi diversi, con le indicazioni anche per chi vuole percorrere  la via in mountain-bike.

R. Ferraris, La via francigena, 1000 km a piedi dal Gran San Bernardo a Roma,  Terre di mezzo 2017, pp. 254 €     18,00

Ormai è diventata un classico questa via percorsa da  centinaia di turisti e pellegrini. Questa guida ce la racconta in 45 tappe con tutte le indicazioni necessarie  per ogni tipo di camminatore da quello più esperto a quello che vuole avventurarsi per la prima volta in questa impresa. La via può essere anche suddivisa in tappe che vanno da due giorni a una settimana e percorre per la maggior parte sentieri e carrarecce, alcune delle quali storiche evitando, dove è possibile, le strade asfaltate. 

D. Comunale, Da Palermo a Messina per le montagne, 370 km in cammino lungo le vie francigene della Sicilia, Terre di mezzo 2018, pp. 123 €     18,00

Il percorso, organizzato in venti giorni attraverso le cime delle Madonie, i boschi dei Nebrodi, le vette dei Peloritani, le tracce  delle dominazioni romana e poi araba, angioina, aragonese, spagnola, austriaca, borbonica, garantisce emozioni diversissime a secondo delle stagioni, del sole o delle altezze. 

Si snoda tra rocche normanne, cupole arabeggianti, riserve naturali e prelibatezze gastronomiche per scoprire gli Appennini della Sicilia, punteggiati da splendidi borghi e con sorprendenti scorci sul mare.

F. Bono, Sognando la bicicletta, Nerosubianco 2018, pp. 128 €     12,00

La bicicletta è un mezzo di trasporto ma è anche un oggetto di passione. L’autore descrive la sua passione per le due ruote e ci racconta in 35 flash il suo rapporto con la bicicletta: dai ricordi dell’infanzia ai viaggi intorno alle Alpi e in mezza Europa per vacanze, da personaggi conosciuti in prima persona alle aspettative che coinvolgono altre sfere della vita che vedono comunque sempre presente la bicicletta. 

 

D. Cassani e B. Conti, Le più belle salite d’Italia, Segreti e preparazione, storia ed eroi, Rizzoli 2018, pp. 318 €     18,00

Davide Cassani, prima di diventare Ct della Nazionale, è stato ciclista: professionista dal 1982 al 1996; vinse due tappe al  Giro d’Italia. In questo libro il ciclista parla delle sue avventure al Giro d’Italia e ripercorre la scalata delle 15 vette più belle d’Italia dall’Etna alle Dolomiti. Dove la strada sale e si protende verso il cielo è la dimensione a cui ogni ciclista anela: quando l’asfalto si incrina, si abbandona la pianura e cominciano le salite il ciclismo diventa uno sport elitario e non è più una pratica popolare.
É nelle salite che la corsa diventa eccitante e che gli scatti dei campioni prendono forma. Cassani racconta con parole emozionanti un viaggio a pedali verso le cime che hanno segnato la storia della corsa rosa. (c.m.)

E. Gucci, Sui pedali tra i filari. Da Prato al Chianti e ritorno, Laterza 2015, pp. 208

    12,00

Emiliano Gucci,  noto tra gli scrittori emergenti non solo in Toscana, canta il suo amore per la bici, il buon vino, le strade toscane, le genti che ancora ci passano. L’amore per la Toscana, nonostante trasformazioni anche violente di buona parte del suo territorio, permette ancora di fare viaggi lenti, in bicicletta, da mattina a pomeriggio, basta prendere strade secondarie, e all’autore  permette di dissertare di quei vigneti e di quel vino in cui Gucci si immerge da un nuovo punto di osservazione, quello che nasce dal viaggiare lento in bicicletta che permette una visione nuova, capace di sentire odori e suoni, guardare e parlare con gente che crede in quello che fa senza sentirsi privilegiati e godere della bellezza dei luoghi e delle storie che raccontano. In fondo, questo libro è una pedalata narrativa che parte da una Prato che invidia Pistoia per le sue librerie (o è il Gucci libraio che invidia Pistoia?), attraversa la città rischiando anche qualche investimento, passa da periferie sempre più brutte e che assomigliano alle periferie di tutto l’occidente, per poi tuffarsi nel verde, tra le colline toscane, faticando su salite note a tutti gli amanti del ciclismo come il San Baronto e le varie strade del Montalbano diviso in tre province e poi giù fino al Chianti, fino ai polverosi saliscendi dell’Eroica (corsa che ricorda i fasti passati del ciclismo faticoso e che ormai è inflazionata anch’essa). Ci racconta di questo e della fatica dei viticoltori, vecchi e giovani, biologici, biodinamici (con qualche perplessità in chi conosce i meccanismi del biodinamico e legge queste pagine), convenzionali e quelli che si rifiutano di essere etichettati. In queste pagine si canta l’andamento lento. Non di quando si usa la bicicletta come mezzo alternativo per andare a lavorare ma di quello che ti permette di entrare in un’altra dimensione che ci porta via dalle follie della vita quotidiana anche se viviamo in una terra che presuntuosamente è convinta di essere stata baciata da un dio. (i.b.)

M. Pastonesi, Spingi me sennò bestemmio: storie di ultimi: maglie nere, lanterne rosse e fanalini di coda, Ediciclo 2018, pp. 204 €     15,00

Marco Pastonesi, giornalista italiano a lungo editorialista de «La Gazzetta dello Sportı» è una delle penne ufficiali del Giro d’Italia. 

In questo libro l’autore fa un elogio delle “maglie nere”, un’odissea dei fanalini di coda. Da Ticozzelli a Fonzi, da Piscaglia a Lievore, da Marcaletti a Malori, da Rubagotti a Stacchiotti. Il titolo del libro riprende una frase detta da Zandegù al Giro della Campania nel 1967 quando al culmine di un’impervia salita “suggerisce” all’unica persona che scorge sul ciglio della strada, un prete, di dare un aiuto a lui piuttosto che al tedesco che in quel momento lo precedeva in gara.  È un libro curioso in cui l’autore colleziona una trentina di storie di ciclisti che sono rimasti indietro, raccontando curiosi retroscena. (c.m.)

I. Di Martino, Correre è la risposta, Superare se stessi per essere felici, Sperling & Kupfer 2018, pp. 244 €     17,00

Il libro non è soltanto il racconto delle varie avventure che Ivana Di Martino ha percorso, ma è la storia della sua vita di podista amatrice, dalle prime gare ai lunghi percorsi, dalle maratone alle ultra maratone tutte percorse a fini benefici e sociali. 

Malgrado due interventi al cuore e una violenza subita da sconosciuti mentre si allenava, la passione per la corsa non è mai diminuita in Ivana che ha dimostrato come le donne possano sempre trovare una forza invincibile dentro di sé per superare ogni traguardo. Grazie alla tenacia, alla forza d’animo, ai sacrifici, ogni desiderio può essere raggiunto e conquistato.  «Lo dico e lo ripeto: esistere è resistere, è superare ogni ostacolo che la vita ci mette davanti, affrontando sempre nuove sfide che, pur sembrando impossibili, ci insegnano a essere più forti e ci portano a fare cose che parevano impensabili. 

Vorrei che questo servisse da esempio per tutti» ha commentato a fine corsa Ivana Di Martino dopo  la White ultra run, 330 Km. sotto il Monte Bianco con 8.800 metri di dislivello in 83 ore e 16 minuti.

G. Versace, Con la testa e con il cuore si va ovunque, La storia della mia nuova vita, Mondadori 2013, pp. 175 €     11,00

La vicenda di Giusy, il cui padre è cugino di Gianni Versace, fondatore della nota casa di moda, la conosciamo un po’ tutti. 

In un incidente automobilistico avvenuto il 22 agosto 2005 Giusy, a soli ventotto anni, perde l’uso delle gambe. Da quel momento in poi la sua vita è divisa a metà: il prima e il dopo l’incidente. Dopo un periodo “buio” di sofferenza e di accettazione del dolore, arrivano le protesi (le mie nuove gambe, le definirà Giusy) in un primo momento da passeggio, poi da mare e infine da corsa. Sì perché Giusy non si perde d’animo e si butta a capofitto nello sport. Con questo spirito vince nei 100 metri ai campionati italiani di Atletica paraolimpica, correndo in 19 secondi e 93 centesimi. Negli stessi anni fonda Disabili no Limits Onlus, un’associazione che aiuta le persone disabili che vogliono praticare uno sport.  È un racconto coinvolgente, emozionante, iro-nico e spontaneo di una donna coraggiosa che ha fatto di un evento drammatico uno stile di vita solare e pieno di energia. Una testimonianza di gioia, fede e un invito a non arrendersi mai di fronte agli ostacoli che la vita ci pone davanti.  (c.m.)

G. Versace, WonderGiusy, Mondadori 2018, pp. 52
                  11,00

WonderGiusy è una supereroina pronta a tuffarsi nel pericolo per salvare le persone in difficoltà, ma è anche una ragazza come tante che ha perso le gambe e non si fa certo abbattere da questo, perché ogni giorno ha la possibilità di scegliere le gambe perfette per l’occasione: ci sono a disposizione quelle da ballo, quelle perfette per nuotare ma del resto lei può volare, quindi la scelta non è importante! Il suo peggior nemico è Hater, L’Odiatore, colui che non si è mai ripreso dal proprio trauma e odia tutti coloro che invece hanno avuto la forza di reagire, sfogando su di loro la sua rabbia e il suo dolore, sperando di portarli al suo stesso livello e farli precipitare in un vortice di dolore. 

Ma WonderGiusy è più forte di lui, non si lascia abbattere da una persona così negativa e anzi, deve assolutamente andare ad aiutare un bambino che ha tremendamente bisogno del suo aiuto: Chris, un ragazzo che si trova sulla sedie a rotelle in seguito a un incidente.  Questo è il riassunto del primo libro per ragazzi (ma anche per adulti) scritto da Giusy Versace che a soli ventotto anni ha perso l’uso delle gambe in un incidente. (c.m.)

Pollicino Gnus, n. 264, luglio-agosto 2018, Quota sociale annuale €     25,00

Segnaliamo i tre articoli su mondo del calcio e storia. A. Arati: Calcio e non solo; N. Villani: 1938 – Il Mondiale in camicia nera; M. Bellelli: La maglia granata fra camicia nera e bandiera rossa. Il Mondiale nell’anno delle leggi razziali, il fascismo e la nazionale italiana, l’Austria costretta a ritirarsi a causa dell’Anschluss, vicende e personaggi significativi tra storia e sport; la Reggiana: la nascita, gli eventi durante il fascismo e nel dopoguerra, lo stadio Mirabello.

D. Pastorin, A. Bozzo, Storia d’Italia ai tempi del pallone, Dal Grande Torino a Cristiano Rolando, Casa Sirio 2018, pp. 114 €     16,00

Raccontare la storia italiana degli ultimi settant’anni attraverso i ritratti di calciatori che sono stati specchio della nostra società, questo è l’ambizioso obiettivo dell’ultima opera di Darwin Pastorin, colto ed esperto giornalista italo-brasiliano e Andrea Bozzo, uno degli illustratori più bravi in circolazione. Le ventiquattro storie narrano la storia del Belpaese dal 1949, anno della tragedia di Superga che vide la fine del Grande Torino, al 2018, anno in cui Cristiano Ronaldo torna ad arricchire il cast della serie A. 

Di ogni calciatore, Pastorin racconta la storia in campo e quella fuori (spesso affidandosi a una personalissima aneddotica) ma, soprattutto, trova dei legami con quel determinato periodo storico, spaziando dalla politica alla cronaca nera oppure allo spettacolo; ad esempio icone sportive di epoche irripetibili come Gigi Meroni, la “farfalla granata” simbolo della ribellione giovanile degli anni ’60. Un volume originale e unico dedicato a tutti i lettori appassionati di calcio (e non) reso ancora più prezioso dalle illustrazioni di Andrea Bozzo che regala un ritratto di ognuno dei protagonisti. (c.m.)

D. Giuffrè e A. Scuglia, Calcio truccato. Il grande business della mafia, Minerva 2018, pp. 159 €     15,00

Il vice Questore della Polizia ed esperta di match fixing, Daniela Giuffrè, e il giornalista Antonio Scuglia hanno deciso di tornare a parlare di calcio truccato e scommesse illegali con un libro non più rivolto agli addetti ai lavori, ma scritto per un pubblico più ampio: per tutti coloro che vogliono conoscere gli affari illeciti che gravitano intorno alla loro passione. Si parte dalle scommesse sportive, una pratica lontana nel tempo, che sono divenute nella nostra società un potente mezzo per riciclare denaro sporco. Si passa poi all’ampia offerta dei bookmakers, agenzie autorizzate che dovrebbero fare da garante per la raccolta delle scommesse sportive e spesso sono invece trascinate in mafie criminali. Questo libro ci porta fino in Asia, dove nascono e ancora oggi hanno base i principali network di scommesse illegali e i match fixer che, attraverso la loro solida rete di contatti, riescono a corrompere non solo calciatori, allenatori o arbitri, ma anche dirigenti dei club, personale di sicurezza negli stadi, membri delle federazioni e molti altri attori all’apparenza secondari. (c.m.)

Infanzia e adolescenza

A.T. Borrelli e M. Nardelli, Prima i piccoli, La Convenzione sui diritti del fanciullo e il protagonismo dei ragazzi, Ave 2014, pp. 197 €     10,00

Gli autori di questo testo accompagnano il lettore in un coinvolgente ed affascinante viaggio attraverso la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo.

Grazie alla collaborazione di esperti, Anna Teresa Borrelli, avvocato e Martino Nardelli, psicologo e psicoterapeuta infantile, vengono analizzati uno ad uno i diritti dei piccoli: alla vita, all’ascolto, alla salute, all’istruzione, al gioco. Il testo è correlato da un breve e accattivante inserto a colori che elenca e descrive i diritti della Convenzione con un linguaggio adatto ad essere compreso da bambini e ragazzi, affinché possano prenderne coscienza in modo ludico, leggero e divertente.(g.b.)

A. Mazzi, Stop ai bulli, Europa edizioni 2017, pp. 187               15,00

I bulli non esistono. Don Antonio Mazzi, sacerdote, da quaranta anni impegnato nel recupero di ragazzi “difficili”, afferma nel suo libro di essere contrario alla moda di etichettare i ragazzi “balordi” come bulli.

Ancora una volta, si mette dalla parte dei giovani e punta il dito sui genitori, sugli insegnanti e sulla diffusa incapacità educativa. Schietto e a tratti sarcastico, si rivolge ai lettori attraverso un linguaggio semplice e afferma che il bullismo è una copertura per fragilità, incertezze e paure, tutti i figli sono a rischio.

Il sacerdote accusa l’istituzione scolastica di essere poco meritocratica, poco severa, una scuola che istruisce ma non educa. Accusa i genitori (in particolare i padri) di latitanza e immaturità e offre una soluzione abbastanza scontata: ascoltare i ragazzi, comunicare con loro, educarli con regole, valori e divieti, punirli quando è necessario e fornire loro il buon esempio. (g.b.)

A. Murzio, Educati alla violenza, Storie di bullismo e baby gang, Imprimatur 2018 , pp. 169
            15,00

Antonio Murzio, giornalista scrupoloso  e sensibile, affronta nel saggio il tema della violenza giovanile, informando i lettori su bullismo, cyberbullismo, baby gang e criminalità minorile legata alle mafie in Italia.

Toccante la prima parte del testo, nella quale l’autore trascrive le dolorose esperienze dirette delle vittime di bullismo e delle loro famiglie, dalle quali emergono le gravi conseguenze, nel breve e lungo periodo, sulla salute fisica e psicologica. Murzio, con la consulenza di autorevoli esperti, fa luce sulla complessa questione, riportando rigorosi e scioccanti dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, uno su tutti: più del 50% delle vittime prende in considerazione il suicidio come soluzione estrema.

Il giornalista punta il dito su famiglie, società, istituzioni scolastiche e organi di informazione, ai quali attribuisce grandi responsabilità nell’evoluzione del fenomeno; le vittime, bisognose di punti di riferimento, protezione e appartenenza, si sentono spesso isolate, incomprese e non tutelate. Nel saggio sono presenti le descrizioni di personalità e comportamenti tipici dei soggetti coinvolti nel fenomeno: vittime, bulli e coloro i quali assistono agli atti di bullismo senza intervenire o peggio ancora filmando e deridendo la vittima, incentivando così le azioni del prepotente di turno.

A seguire l’autore tratta di baby gang e criminalità minorile legata alle mafie. I ragazzini, sempre più giovani (fino a 14 anni non imputabili penalmente) sono vittime e carnefici nel medesimo tempo; vengono arruolati e impegnati in reati legati a stupefacenti, furti, lesioni personali e omicidi. Osservandone le dinamiche si evince che il gruppo diviene la loro “famiglia” e una volta affiliati non ne possono più uscire, pena punizioni fisiche o morte.

L’autore auspica che, seppur difficile, la società riesca a dare ai giovani a rischio una scelta, quindi la possibilità concreta di lavoro e vita onesti. La lettura di questo saggio, scritto con lessico semplice e diretto, può rivelarsi utile a tutti. Il suo scopo è quello di far conoscere ad un vasto pubblico quanto grave sia il fenomeno che spesso viene erroneamente sottovalutato e minimizzato. (g.b.)

S.  Borbély, I senza terra, Se n’è già andato Messiash, Marsilio 2016, pp. 264 €     18,00

Il narratore di questo racconto, ambientato in un villaggio multietnico ungherese al confine con la Romania fra il 1960 e il 1970, è un bambino che vive qui con la sua famiglia.

Filtrati dagli occhi innocenti e privi di malizia del fanciullo, la realtà descritta assume valenze ancor più significative in un contesto in cui la quotidianità semplice di questo villaggio mostra la sua crudezza e meschinità in un contesto di schemi politici razziali.

Il linguaggio utilizzato è diretto e semplice, la prosa asciutta che non indulge in false speranze o ipocrisie, soprattutto riguardo alla memoria e alla perdita in una realtà che non lascia speranze. 

A. Sarlo, Ciao amore ciao, Storie di ragazzi con la valigia e di genitori a distanza, Cairo 2018, pp. 140          13,00

Assunta Sarlo, giornalista e madre, riporta in questo libro le riflessioni, i timori, le speranze ed i bilanci dei genitori che, come lei, hanno figli che studiano o lavorano all’estero.

Si desume che la scelta non è sempre libera. Sempre di più i ragazzi italiani non hanno speranza e possibilità di trovare occupazione nel loro paese; da qui la necessità di crearsi un futuro altrove e, con l’appoggio morale e finanziario dei genitori, valigia alla mano, si preparano ad affrontare la nuova esperienza.

La nuova vita “a distanza” non sempre si rivela semplice, né per i ragazzi né per i genitori. 

È necessario creare nuovi equilibri, un nuovo assetto familiare  fatto di videochiamate, zaino e valigia sempre pronti, lontananza e nostalgia.Ai genitori rimane la convinzione di educare i figli all’indipendenza e all’autonomia con la speranza che tornino con menti più aperte ed un bagaglio di esperienze che tornerà loro utile. 

Il libro tratta un argomento di attualità, con il quale sempre più famiglie si devono confrontare. (l.c.)

F. Di Pace, Bambini e Metafisica, Dio, il Destino e Mandrake, Quando i piccoli ragionano dell’Assoluto, Fefè 2018, pp. 35        13,00

L’idea di scrivere il libro nasce da un originale esperimento didattico: la somministrazione di un questionario (in forma anonima) agli alunni di una classe IV elementare, nel quale si chiede loro se credono ed in cosa credono.

Dai risultati scaturisce così un confronto collettivo in cui ogni alunno è libero di esprimere i propri dubbi e la propria opinione.

I bambini in questione si cimentano con naturalezza su argomenti considerati ostici e temuti dagli adulti: Chi vince tra Dio e il Destino? Cos’è la felicità? Dove vanno i morti? Esistono Babbo Natale e la Befana?

Filomena Di Pace (docente di Scienze Umane nei licei, autrice di articoli e saggi) inserisce nel libro la fedele trascrizione dei dialoghi nati dall’appassionato confronto tra gli alunni.

I bambini si rivelano inaspettatamente e inconsapevolmente fecondi esperti dell’Assoluto.

A cura di E. Quagliata, Adolescenti in crisi, Sviluppo normale e segnali di allarme: problemi alimentari, violenza, depressione e autolesionismo, Astrolabio 2018, pp. 190      12,00

Da una prospettiva psicoanalitica, Emanuela Quagliata intende offrire al genitore un nuovo punto di vista per osservare e comprendere il proprio rapporto con i figli, sostenerli nella crescita e affrontare le aree critiche del loro sviluppo. 

Il volume affronta le complesse problematiche legate all’adolescenza e ai cambiamenti fisici, emotivi e sociali che tale fase comporta. Questo stadio spesso implica una difficoltà da parte dell’adolescente a riprendere contatto con la realtà, che può assumere la forma di un isolamento con ritiro dalla vita sociale, di comportamenti violenti o autolesionistici, di disturbi alimentari. 

Mass media 

A cura di P. Stanziale, L’antispettacolo nella società dello spettacolo, Punto della Situazione n. 2, Massari 2016,  pp. 222            12,00 

Il 13 giugno 2015 la galleria Peccolo e la centralissima piazza della Repubblica di Livorno hanno ospitato il «Punto della Situazione n. 2». Al centro dell’incontro, intitolato significativamente L’antispettacolo nella società dello spettacolo, sono state le differenti strategie per contrastare la pervasività dello spettacolare nel mondo contemporaneo. Sono intervenuti i critici Sandro Ricaldone e Luca M. Venturi; il fotografo Pino Bertelli; l’editore Roberto Massari; il gallerista Roberto Peccolo; Pasquale Stanziale, già autore di diversi saggi sull’Internazionale situazionista; Stefano Taccone, curatore del libro Contro l’infelicità. L’Internazionale situazionista e la sua attualità (ed. Ombre Corte). A questi si sono aggiunte le riflessioni/azioni di Helena Velena, guerrigliera punk-anarco-situazionista; Benedetto Fanna, Giuseppe Savino e Marco Olivieri, musicisti estemporanei dell’Orchestra Noè; Stefano Balice e Joshua Pettinicchio, oltre artisti rumoristi del Mav; Antonio Marchi, ciclosituazionista.

Radio Onda d’Urto, L’Onda d’Urto, Autobiografia di una radio in movimento, Agenzia X
2016, pp. 221 €     15,00

Radio Onda d’Urto nasce a Brescia nel 1985, in una realtà economica e sociale difficile da analizzare nella sua complessità.

Trent’anni fa cominciavano le trasmissioni di una radio libera, voce di una comunità che provava a ribellarsi alla cappa repressiva di quei tempi. Radio Onda d’Urto come area pubblica diventa nel tempo sempre più vasta, una realtà dentro e contro le contraddizioni della società, ma soprattutto dentro gli avvenimenti affrontati sulla strada, rielaborati e irradiati quotidianamente per ascoltatori e sostenitori.

Il presente volume, realizzato da alcuni redattori dell’emittente come un esperimento di narrazione collettiva, è un’autobiografia della comunità che ruota intorno alla Radio, una narrazione che si rivolge a chi questa storia l’ha vissuta, a chi la fa vivere tutt’oggi, e a chi vorrà farne parte.

È un racconto corale, fra aneddoti, ricordi, tra passato e presente, tra la memoria dei militanti storici e la rielaborazione di quelli più giovani; una sorta di fotografia d’autore, un’opera letteraria cucita intrecciando decine di racconti orali di militanti e sostenitori, supportata da cronologie, documenti e fotografie dell’epoca.

I redattori di Radio Onda d’Urto raccontano i momenti più importanti della vita della radio dal 1985 ad oggi, soffermandosi su quei frangenti in cui la radio faceva passaggi significativi per la propria crescita, e su quegli scogli che si sono contrapposti al suo sviluppo, con l’intenzione di non incorrere più negli stessi errori commessi. La radio è uno strumento e un polo di aggregazione in grado di rilanciare in continuazione il conflitto sociale, uno spazio che può essere riempito di contenuti politici, culturali e musicali.

Consapevole di questa realtà, l’esperienza radiofonica di Radio Onda d’Urto ha sempre avuto e ha ancora, nel proprio territorio, una funzione fondamentale per le lotte sociali e la loro ricomposizione, all’interno del dibattito sulla capacità di costruire media antagonisti in grado di disarticolare e rovesciare il sistema della narrazione mainstream. Fin dalla sua nascita, l’emittente libera e autogestita di Brescia si è considerata come: “un granello di sabbia nell’ingranaggio della costruzione del consenso. Una voce per le realtà di lotta costrette al silenzio”. Ora prova ad aggiungere uno strumento di riflessione sulle radici e sulle diramazioni che l’hanno condotta fino al presente, con uno sguardo sul proprio passato per fronteggiare le sfide future più consapevole dei mezzi di cui dispone; con la consapevolezza che questa è una storia che riguarda anche tutti coloro che ambiscono alla trasformazione dell’esistente. (l.c.) 

V. Codeluppi, Il tramonto della realtà. Come i media stanno trasformando le nostre vite, Carocci 2018,  pp. 123 €     12,00

Come gli studi pionieristici di Marshall  McLuhan  hanno evidenziato, da sempre qualunque tecnologia modifica il modo di percepire e di pensare la realtà culturale e sociale. Di questo si incarica il saggio in modo chiaro – senza nulla togliere alla complessità dei temi trattati – ci svela come la natura, progressivamente sempre più invasiva dei media attuali, stia minando la centralità del ruolo agito precedentemente dalla cultura umana e dagli individui. Questi, come scrive in Epilogo, “con le loro imperfezioni sembrano… non essere più adeguati a svolgere i compiti che gli competono. Il loro cervello, lento e impreciso, viene considerato una specie di computer obsoleto. In realtà, è sempre stata… questa sua limitatezza a costituire un punto di forza, a costringerlo a seguire la via della intuizione e della immaginazione. Perché l’errore per gli esseri umani è fertile, consente la creatività e l’apprendimento, mentre gli strumenti elettronici… scarsamente flessibili, non sono in grado di accettarlo”. 

Tanti sono gli spunti di riflessione che il saggio propone, attingendo a linguaggi diversi (cinematografia, critica storica, sociologica, artistica ecc.) nei 16 capitoletti in cui è suddiviso, arricchiti in Appendice da una bibliografia strutturata per capitoli, essenziale e imprescindibile. (l.b.)

No Tav e altri No

Adista, n. 44, 22 dicembre 2018

abbonamento annuale €     75,00

Aldo Zanchetta nell’articolo Accendiamo una luce sul TAV Torino – Lione? ripercorre la storia del progetto della linea ferroviaria e si propone di fare chiarezza, ad esempio su obiettivi e costi specificando che si tratta di trasporto di merci e non di passeggeri.

R. Chiroli, Ora e sempre No Tav, Pratiche e identità del movimento valsusini contro l’alta velocità, Mimesis 2017, pp. 187 €     18,00

Il libro ricostruisce in forma attualizzata e con taglio divulgativo il prezioso lavoro di ricerca effettuato dalla studentessa. 

Attraverso le interviste rivolte agli attivisti, la partecipazione alle assemblee del movimento e l’osservazione sul campo (giugno-luglio 2013), Chiroli cerca di inquadrare da un punto di vista etnografico le pratiche e l’identità del movimento No Tav, di ricostruirne la storia, l’organizzazione, la produzione culturale e di analizzare il diverso modello di partecipazione dal basso che il soggetto politico No Tav ha promosso in questi anni di lotta.
Lo scorso giugno, a causa del suo lavoro di ricerca sull’attività del Movimento No Tav, era stata condannata in primo grado dalla Procura di Torino a due mesi di carcere per aver partecipato a una manifestazione il 14 giugno 2013 mentre stava studiando sul campo l’organizzazione degli attivisti in Val di Susa. L’11 dicembre 2018 la Corte d’appello ha capovolto il verdetto perché il fatto non sussiste.

M. Canapini, Terra e dissenso, Voci in movimento, Prospero 2018, pp. 229 €     14,00

Un lungo viaggio tra presìdi e blocchi di (presunte) grandi opere, dalla Tav in Val di Susa al Tap in Puglia, dal Muos (che non è una grande opera italiana ma un intervento americano proprio della UsArmy, neanche Nato) al Dal Molin, fino alla notte bianca del ricordo alla base della diga del Vajont che sta diventando un appuntamento annuale fisso. L’autore si fa raccontare storie e sensazioni, raccoglie dati e impressioni di chi quelle opere non le vuole e sta sostenendo su tempi lunghi l’opposizione ferma a progetti che non hanno fatto i conti con un’opposizione sociale, spesso larga e fortemente diffusa, sempre ricostituente comunità locali, mettendo le proprie capacità e le forze e anche i propri corpi al servizio di un’idea diversa di sostenibilità. 

Si troveranno, in questo reportage, pochi documenti istituzionali o tecnici che dimostrano l’insensatezza e la pericolosità intrinseca di quelle opere mentre si troveranno le voci del dissenso da quei progetti e di difesa di un territorio di cui si conosce la marginalità rispetto ai luoghi centrali di questo Paese ma che si desidera e si difende con grande determinazione. 

Si troveranno voci di qualche poeta e qualche attivista di quelli che vanno là dove li portano voci di conflitto ma soprattutto voci di persone “normali” che non pensavano che potesse toccare a loro e che nella mobilitazione hanno visto crescere la loro “coscienza” sociale e conoscenza dei meccanismi che stanno distruggendo questo pianeta. 

E ci raccontano come si vive con presìdi permanenti, che significa costruire resistenza civile, quali sono le forze in campo, quale è la forza del dialogo. (i.b.)

Wu Ming 1, Un viaggio che non promettiamo breve, Venticinque anni di lotte  No Tav, Einaudi 2016, pp. 652 €     21,00 In Italia molti comitati e gruppi di cittadini resistono a grandi opere dannose, inutili, imposte dall’alto. Tra questi, il movimento più grande, radicale e radicato è senz’altro quello No Tav in Val di Susa, all’estremo occidente del Paese, fra Torino e il confine con la Francia. 

Un movimento che da venticinque anni sperimenta forme nuove – e al tempo stesso antiche – di partecipazione, autogestione, condivisione. Perché proprio in Val di Susa? Per più di tre anni Wu Ming 1 ha cercato la risposta a questa domanda. Si è immerso nella realtà del movimento No Tav, partecipando a momenti chiave della lotta, intervistando decine di attivisti, incrociando storia orale e fonti d’archivio, contemplando la valle dall’alto dei suoi monti. Questo libro è il risultato di quel lavoro. 

La voce del narratore ci fa passare dal romanzo di non-fiction alla chanson des gestes, dall’inchiesta serrata alla saga popolare di ispirazione latinoamericana, con omaggi a Gabriel García Márquez e al “Ciclo andino” di Manuel Scorza. Dopo Point Lenana, una nuova opera-mondo sulle montagne, il territorio e il conflitto.

Aa.Vv., Perché no Tav, Paper First 2019, pp. 280
      14,00 L’impresa non è mai stata delle più semplici: difendere, anzi nobilitare, anzi beatificare una “grande opera” tanto inutile quanto inquinante che scaverebbe un buco di quasi 60 chilometri nella montagna e un altro di svariati miliardi in quel che resta del bilancio dello Stato per far risparmiare un’oretta nel trasporto di merci prive di qualsivoglia fretta. Stiamo parlando del Tav Torino-Lione, concepito 29 anni fa, nel 1990, quand’era appena caduto il Muro di Berlino; al governo c’erano Giulio Andreotti e Paolo Cirino Pomicino e alle Ferrovie Lorenzo Necci, tutti puntualmente spazzati via da Tangentopoli o peggio da Mafiopoli. Un’altra èra geologica, quando i politici megalomani confondevano lo sviluppo con la Muraglia Cinese e la Piramide di Cheope. 

Poi sappiamo bene che cos’hanno lasciato di grande in eredità: il terzo debito pubblico del pianeta. 

Interventi di: M. Travaglio, Erri De Luca, M. Revelli, T. Montanari, L. Mercalli, A. Tartaglia, L. Pepino, A. Algostino, C. Giorno, C. Sasso, L. Giunti.

Pace, guerra e nonviolenza

Azione nonviolenta, n. 622, luglio-agosto 2017
        6,00

Parole di Pietro Pinna 

Questo numero della rivista è dedicato a Piero Pinna che, diventato fortemente antimilitarista dopo aver vissuto gli orrori della Seconda guerra mondiale e influenzato dal pensiero di Aldo Capitini, decise di rifiutare di prestare il servizio di leva, passando alla storia come il primo obiettore di coscienza d’Italia per motivi politici.
Oltre a molti scritti di Pinna, interventi di: M. Valpiana, D. Lugli, D. Taurino. Conclude il numero un indice completo e ragionato degli scritti e un inserto sulla vita di Pietro Pinna. 

Azione nonviolenta, n. 625, gen-febbraio 2018
        6,00

Memoria e futuro 

Questo numero monografico è dedicato a due date simboliche: la Giornata della Memoria (27 gennaio) e l’anniversario della morte di Gandhi (30 gennaio). Gli interventi sono di: M. Valpiana, F. Comina, E. Montale, don Primo Mazzolari, G. Sharp, D. Venegoni, P. Pugliese, G. Giannini, A. Maucioni, A. Ferretti, G. Falcicchio, D. Di Cesare. 

Azione nonviolenta, n. 626, marzo-aprile 2018
        6,00

Martin Luther King

Numero monografico su M.L.King con articoli di: M. Valpiana, G. Pontara, F. Comina, G. Scotto, Rev. Lucas L. Johnson, D. Taurino, A. Trevisan, M. L. King. Conclude il numero una biografia dell’intellettuale.

G. Falcicchio, Profeti scomodi, cattivi maestri, Imparare ad educare con e per la nonviolenza, La meridiana 2018, pp.  107 €     14,50 

Vengono riproposti gli articoli scritti su «Azione nonviolenta» che offrono una visione panoramica e aperta sulla nonviolenza, in particolare sull’educazione nonviolenta. Il libro nasce anche per riportare nella formazione di docenti, educatrici ed educatori, genitori e chi opera nel sociale, la tradizione e i valori della nonviolenza, che per un certo lasso di tempo sono rimasti silenti e che ora sarebbe tempo di riproporre nel dibattito e nelle pratiche quotidiane. 

A cura di A. Capitini, Persone che marciano per la pace, Perugia-Assisi 24 settembre 1961, Edizioni dell’asino 2016, pp. 105 €       9,00

Il 24 settembre 1961 più di ventimila persone sfilarono da Perugia ad Assisi in un corteo nonviolento a favore della pace e della solidarietà dei popoli. Aldo Capitini ha raccolto in questo testo, apparso in versione integrale nel 1962 all’indomani della Marcia, le ragioni, i documenti, i discorsi, le adesioni che hanno contribuito allo sviluppo del Movimento nonviolento italiano.

A cura di G. Piccinni, V. Matrangola, S. Leopizzi,
Parole nobili, Dizionario della nonviolenza, La meridiana 2018, pp. 49 €       5,00

«Ogni parola è frutto di una nostra scelta. Altre ne scoprirete e di molte vi innamorerete leggendo i testi di don Tonino. Volevamo un piccolo testo che tra le tante parole nobili aiutasse a identificare meglio la parola Pace.

Abbiamo scelto ogni parola attingendo alla nostra conoscenza condividendole a partire dalla diversa esperienza e conoscenza che abbiamo fatto di don Tonino. Abbiamo posto le parole scelte a premessa del testo di don Tonino collocato in Appendice, che rappresenta il suo discorso compiuto sulla Pace». (dalla introduzione)

Adista, n. 12, 7 aprile 2018 €       1,00 

L. Kocci: Cagliari: produce armi, rifiuta la riconversione e chiede soldi alla regione. 

La Rwm, “il gruppo industriale tedesco che, nello stabilimento sardo di Domusnovas (Ca), produce e vende all’Arabia Saudita le bombe che l’aviazione di Riad usa nei raid contro i civili nella guerra contro lo Yemen, chiede alla Regione Sardegna l’autorizzazione a costruire un poligono accanto alla fabbrica sarda per testare gli ordigni”. 

Adista, n. 16, 5 mag. 2018 €       1,00

L. Kocci: Commercio illegale di armi e uccisione di civili: denuncia penale contro Italia e Rwm.
Sulla denuncia penale, presentata lo scorso 17 aprile alla Procura della Repubblica di Roma, da Rete italiana per il disarmo, European Center for Constitutional and Human Rights (Ecchr) e Mwatana Organization for Human Rights (organizzazione umanitaria yemenita) contro Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali d’armamento) e gli amministratori della società produttrice di armi Rwm Italia S.p.A. per le esportazioni di armamenti destinate ai membri della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita coinvolti nel conflitto in Yemen (…). La denuncia prende le mosse dall’attacco aereo che l’8 ottobre 2016 colpì il villaggio di Deir Al-Hajari, situato nello Yemen nordoccidentale e che uccise una famiglia di sei persone, tra cui una madre incinta e quattro bambini. 

Adista, n. 18, 19 maggio 2018 €       1,00

Nell’articolo di  L. Kocci: Il grande affare delle guerre. si parla delle armi e scrive «Calano le esportazioni di armi italiane nel mondo ma il volume di affari, per il secondo anno consecutivo, supera i dieci miliardi di euro. Il Paese a cui vendiamo più armi – grazie soprattutto a una mega commessa di navi da guerra – è il Qatar  indicato da molti Paesi arabi come Paese sostenitore del terrorismo internazionale. 

Si notano inoltre esportazioni verso Paesi come la Turchia, dove preoccupa fortemente il potenziamento del regime autoritario di Erdogan e l’azione militare intrapresa in Siria contro i curdi».

Missione Oggi, n. 1, gennaio-febbraio 2017   Abbonamento annuo       30,00

Nel dossier Armi e spese militari. L’Italia s’è desta! a cura di Mario Menin,  articoli di F. Vignarca, G. Beretta, M. Simoncelli, G. Naletto e C. Cefaloni sulle spese militari italiane, il Piano d’azione europeo in materia di difesa, i droni armati, l’esportazione di armamenti dei Paesi dell’Ue, la fiera Hit Show che si svolge a Vicenza dedicata ad appassionati, produttori e rivenditori di armi, la finanziaria alternativa della Campagna “Sbilanciamoci!”, il Movimento pacifista dei Focolari.

Mosaico di pace, n. 6, giugno 2016
                                          3,50

Anche il vicepresidente della Pax Christi si schiera contro i cappellani militari nell’editoriale Cappellani sì, militari no. È giunta l’ora di una testimonianza evangelica limpida e radicale: l’ora di un gesto unilaterale di uscita dall’attuale sistema dei cappellani militari, non soltanto per gli elevati costi economici che gravano sulla società ma anche  e soprattutto sulla base della fedeltà al Vangelo di Cristo, maestro di nonviolenza.

Mosaico di pace, n. 10, novembre 2018         

      3,50

Dossier Obiezione alla grande guerra a cura di Diego Cipriani. E. Ongaro: L’opposizione alla Grande guerra; G. Giannini: Quei soldati che dissero “no”; S. Tanzarella: I disobbedienti cattolici; D. Cipriani: L’altra metà dell’opposizione; L. Kocci: Un mito duro a morire.

Mosaico di pace, n. 11, dicembre 2018 

      3,50

Dossier Il peso delle armi nei conflitti dimenticati a cura della Caritas Italiana. P. Beccegato: Insicurezza globale; W. Nanni: Il peso delle armi; D. Cipriani: Chiesa cattolica e armi; F. Ferrante: La costruzione della pace; M. Pallottino: Obiettivo disarmo.

S. Bartoloni, Donne di fronte alla guerra, Pace, diritti e democrazia (1878-1918), Laterza
2017, pp.  241         24,00 

A differenza dei tanti uomini pronti a misurarsi in quella che considerarono un’eroica ed elettrizzante avventura, le donne italiane non invocarono la guerra.

Ci fu poi un gruppo di utopiste, legate a una rete internazionale di militanti, che avanzò una ferma critica al sistema di potere maschile. Per quella élite di femministe e di suffragiste erano gli uomini a capo dei governi e della diplomazia che sceglievano di dirimere i conflitti tra le nazioni attraverso lo strumento della guerra, a provocare dolore e spargimenti di sangue. Per questo motivo, negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento e nel corso del primo conflitto mondiale, chiesero più diritti e più democrazia per le donne e sollecitarono la loro partecipazione nelle decisioni sulle vicende nazionali e internazionali.

R. Dentico, Albe oscurate, Cinque rivoluzioni democratiche e progressiste del secolo breve, Pathos 2017, pp.  109 €     13,00 Nel quinto secolo avanti Cristo, Atene all’apice della sua democrazia, fondava la lega Delio-Attica, considerata il primo esempio di imperialismo storico. La più grande contraddizione è che Atene, in nome dell’esportazione di un modello di governo democratico, conquistava con la forza nuove polis e radeva al suolo quelle che non pagavano il tributo alla sua alleanza. Questo esempio lontano nel tempo diventa

attuale nella nostra epoca con un “rinnovato” imperialismo.

Questa antologia ci racconta come l’imperialismo occidentale abbia assassinato guide rivoluzionarie e cancellato il sogno di libertà e uguaglianza di interi popoli.

Si incomincia con  il Guatemala dove Jacobo Arbenz Guzman eletto  democraticamente nel 1951 fu fatto dimettere nel 1954 da un colpo di stato, morì nel 1971 in circostanze misteriose. Si passa poi al Congo con Patrice Lumumba, al Cile con Salvador Allende  a Grenada con Mourice Bipshop ed infine al Burkina  Faso con Thomas Sankara.

A. Riccardi, La forza disarmata della pace, Movimento, pensiero, cultura, Jaca Book 2017,
pp. 72 €     10,00 Il libro si sofferma  sul ruolo delle religioni come forza di pace, perché è convinzione dell’autore che «le religioni possono fare tanto per la pace, dissociandosi da ogni giustificazione della guerra ed educando i propri fedeli a ricercare e favorire la pace». 

Ampio spazio è dedicato alla tragedia siriana. Si interroga inoltre sulla ricerca di «un linguaggio della pace nel mondo globale», che non sia «confinato al mondo dei buoni sentimenti oppure dell’utopia», ma «all’altezza delle sfide di tante e diverse situazioni critiche». «La pace è possibile? Certo, lo è. È soprattutto doverosa, perché rende la vita radicalmente differente da un’esistenza prigioniera della guerra», conclude Riccardi, ricordando l’efficace espressione, da lui stesso coniata, che «la guerra è la madre di tutte le povertà».

G. Sofri, Gandhi tra Oriente e Occidente, Sellerio 2015, pp. 294 €     16,00

Il volume di Sofri rinuncia a proporre al lettore un’ennesima biografia su Gandhi. L’Autore si concentra su alcuni argomenti centrali, ponendo particolare attenzione alle influenze che il mondo occidentale e quello orientale esercitarono sull’esperienza umana e politica di Gandhi. Gandhi parte per l’Inghilterra induista, vegetariano, pieno di insegnamenti morali, ma più per rispetto di una tradizione che per convinzione profonda. Ed è proprio a Londra che riscopre la propria identità, che legge i suoi testi fondativi, che diventa un vero indiano.

Legge con passione libri di scrittori occidentali: inglesi, russi, americani. Primo fra tutti Tolstoj. Quale dei due mondi culturali ha più influito sulla formazione di Gandhi: l’India con le sue tradizioni e il suo pensiero religioso, oppure la cultura in movimento con la quale entrò in contatto a Londra? Ed è poi giusto separare così nettamente Oriente e Occidente nella fase della più recente globalizzazione?

L’Autore nel libro risponde a queste domande fondamentali, mettendo inoltre in evidenza come Gandhi, dall’incontro con l’estremismo e il terrorismo di una parte del nazionalismo indiano, e dalla consapevolezza del potenziale di violenza di quella società, abbia teorizzato e attuato la sua pratica della nonviolenza.
Inoltre, nel volume il lettore troverà, precedute da una Nota ai testi, le lettere che Tolstoj e Gandhi si scambiarono nel 1909 e 1910 più altri documenti (articoli di Gandhi e lettere di rispettivi collaboratori) che aggiungono utili informazioni al contesto del carteggio fra i due principali esponenti della nonviolenza a livello internazionale. (l.c.)

G. Lannes, Bombe a… Mare!, Dall’iprite all’uranio sporco nei mari d’Italia, Nexus 2018,
pp. 431 €     18,00

L’inchiesta di Gianni Lannes fa luce su una pagina di storia inedita e sconosciuta.

Una realtà inquietante, che ci coinvolge tutti.

Grazie ad un’accurata ricerca negli archivi militari e civili di Stati Uniti d’America, Regno Unito e Italia, l’Autore svela il pericolo catastrofico nascosto nei nostri mari, che grava sulla popolazione italiana. Migliaia di ordigni inesplosi più o meno recenti sono sepolti nei nostri mari; dall’Adriatico al Golfo di Napoli, dall’isola di Ischia alla Sardegna; l’Italia è a tutt’oggi circondata da un mare di bombe.

Dalle navi nordamericane cariche di iprite affondate nel ’43 e nel ’45 a Bari, agli arsenali gettati sempre dagli alleati anglo-americani nel Golfo di Manfredonia, nel Golfo di Napoli e a Ischia, dalle testate chimiche inabissate dai soldati tedeschi fra Fano e Pesaro, agli ordigni inesplosi all’uranio impoverito della NATO gettati in mare negli anni ’90 durante la guerra contro la Jugoslavia, a colpire sono i numeri: più di un milione di armi speciali disperdono in acqua il loro micidiale contenuto attorno alle coste italiane. 

L’ignara popolazione italiana fa i conti con l’eredità dei gas a stelle e strisce, proibiti dalla Convenzione di Ginevra del 1925 e da quella di Parigi del 1993. Crimini contro l’umanità ad un soffio dalla catastrofe ecologica, armi per lo sterminio di massa, che uccidono senza dare nell’occhio a distanza di generazioni. Il libro-denuncia di Lannes lancia un grido che non deve rimanere inascoltato. Il volume è corredato da un’ampia appendice dove vengono riportati i dossier e i documenti utilizzati dall’Autore per la stesura del libro. (l.c.)

E. Quadrelli, Sulla guerra, Crisi conflitti insurrezione, Redstarpress 2017, pp. 281 

    18,00

Di questo importante testo riportiamo parte della introduzione: «Il mondo è nuovamente in guerra. La crisi sistemica a cui è giunto il modo di produzione capitalista non sembra avere altra via di uscita se non quella di un’immane distruzione di capitale variabile e capitale costante. Come le due guerre mondiali novecentesche sono lì a testimoniare, solo distruggendo il capitalismo può dare vita a un nuovo ciclo di accumulazione. Il ricorso alla guerra, pertanto, diventa la soluzione non solo possibile ma necessaria. Fin qua niente di nuovo sotto al sole. Ogni guerra, però, presuppone l’esistenza di attori politici concreti e una particolare forma guerra alla quale corrisponde una determinata forma stato. Forma guerra e forma stato sono indissolubilmente legate, non si può comprendere l’una senza aver nitidamente posto a fuoco l’altra. Esattamente a partire da questa oggettiva constatazione prendono le mosse i saggi e gli articoli raccolti nel presente volume».  E l’autore chiude la presentazione con «L’augurio che questo lavoro possa stimolare e indirizzare un dibattito teorico e politico che, a cento anni dall’Ottobre, si ponga l’obiettivo concreto di far rinascere un internazionalismo proletario all’altezza dei tempi. Solo questa idea forza può essere in grado di porre un’alternativa possibile e concreta alla guerra imperialista, di contrastare l’entusiasmo e la presa che l’imperialismo fondamentalista sta esercitando tra quote non secondarie del proletariato internazionale, così come esorcizzare gli spettri xenofobi e fascisti che si stanno facendo strada tra i subalterni del mondo occidentale».

Per un futuro senza eserciti, Contro la guerra infinita e la militarizzazione sociale, Zero in condotta 2018, pp. 188 €     10,00

Il volume riporta gli atti del Convegno antimilitarista tenutosi a Milano il 16 giugno 2018 e cerca di provare a capovolgere nel pensiero e nella pratica la drammatica realtà che viviamo, con territori cosparsi di basi militari, di ordigni bellici e di testate nucleare e poi accettare che si arrivi a fatica alla fine del mese, si taglino posti di lavoro e ci si accapigli per gli immigrati.
Riportiamo l’indice: Per un rilancio dell’attività antimilitarista. Il perché di un convegno; D. Ratti e F. Ponticelli: Analisi del Libro bianco e del documento programmatico pluriennale 2017-2019; T. Antonelli: Importanza e conseguenze delle spese militari; Alternativa libertaria: La Nato e la politica di potenza, nuovi scenari di conflitto; A. Navarra: Il rischio, attualmente in aumento, di una guerra nucleare; C. Tombola: Piccole armi a dimensione internazionale; Usi: Le stragi dell’uranio impoverito; Federazione anarchica siciliana: Sicilia: una piattaforma militare nel centro del Mediterraneo; S. Raspa: Poligoni militari, aree militarizzate e inquinamento del territorio; Circolo Zabriskie point di Novara: La fabbrica per l’assemblaggio degli F35 a Cameri (NO); M. Matteo: Guerra e controllo sociale; D. Antonelli:  Università e guerra; Assemblea antimilitarista torinese: La propaganda militarista nelle scuole; M. Bernardini e S. Varengo: Sessismo, nazionalismo e militarismo; P. Masala: «Cultura» militarista e immaginario collettivo; Associazione culturale Piero Gori  di Milano: L’impegno antimilitarista libertario dal 1945 agli anni Ottanta. 

J. Andres, The hub of the  med, Una lettura della «geografia militare statunitense» in Sicilia, Sicilia Punto L 2018, pp.  151 €     10,00 

Con questo libro l’autrice intende soprattutto analizzare la geografia militare dell’esercito statunitense e della Nato in Sicilia, in relazione a come si inserisce la base navale di Sigonella nell’infrastruttura bellica globale degli Usa e della Nato, Che ruolo assume nelle guerre del XXI secolo, Chi detiene la sovranità sul territorio di Sigonella, Quali ripercussioni ha la presenza statunitense sul contesto territoriale, Che effetti comporta sull’economia locale, sull’ambiente, sulla salute fisica e psichica dei residenti della zona circostante.

Lungi dall’essere esaustiva, con questo lavoro Jacqueline Andres aspira a contribuire al rafforzamento delle nuove ricerche critiche sul militarismo, seguendo il concetto di geografia militare elaborato da Rachel Woodward.

A cura di N. Salio e S. De Michelis, Giornalismo di pace, Gruppo Abele 2016, pp.  269 €     16,00 «Il giornalismo di pace tratta della pace e delle possibilità di realizzarla» scrive Johan Galtung nella prefazione al libro.

Ma la pace ha una duplice natura: c’è una pace negativa il cui ruolo è quello di ridurre le sofferenze degli esseri umani e dell’ambiente naturale, e c’è invece una pace positiva il cui ruolo è quello di aumentare il benessere degli esseri umani e dell’ambiente naturale oltre la semplice soddisfazione dei bisogni. Nel mondo di oggi i media vantano un ruolo fondamentale nella rincorsa alla maturazione di una cultura di pace, ma sono ancora fortemente inconsapevoli di tale ruolo: ciò che occorre perseguire è un’informazione corretta e approfondita, libera dai sensazionalismi e dalle esasperazioni che “fanno notizia”. La notizia vera deve essere un’analisi che sveli le menzogne e gli insabbiamenti e che porti in primo piano la violenza e la sofferenza di tutti, in particolare di chi non ha voce. Interventi di N. Salio, S. De Michelis, J. Galtung e J. Lynch, D. Shinar, B. Brock-Utne, E. J.  Tivona,  S. Allan.

A cura di P. Beccegato e W. Nanni, Il peso delle armi, Rapporto di ricerca sui conflitti dimenticati, Il Mulino 2018, pp.  333 €     26,00 La sesta edizione del Rapporto di Caritas Italiana sui conflitti dimenticati nel mondo esce in occasione del settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in collaborazione con «Famiglia Cristiana», «Avvenire» e Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca). 

Il Rapporto approfondisce la presenza delle guerre nel mondo, con particolare attenzione ai conflitti dimenticati, lontani dai riflettori dell’arena mediatica internazionale. Il tema dell’edizione 2018 è quello delle armi e degli armamenti, affrontato da diversi punti di vista: la produzione e il commercio delle armi; il loro peso nel determinare i conflitti; il valore e il significato culturale delle armi nella cultura contemporanea, con particolare riguardo al mondo della comunicazione e della stampa; il grado di consapevolezza dei giovani e degli adulti. 

Armi che “pesano”. Armi che sono mezzo e strumento ma anche causa scatenante e rafforzante di tante guerre, spesso poco conosciute ai più. Armi prodotte e vendute anche dall’Italia, che è tra i primi dieci esportatori al mondo, nonostante ripudi la guerra nella sua Costituzione, e nonostante, a tale proposito, la voce della Chiesa si sia fatta sentire più volte, a partire dal “Mai più la guerra!” di Papa Montini, pronunciato all’Assemblea generale dell’Onu nel 1965.
Sessantotto

Le Alpi Venete, n. 2, autunno-inverno 2018 €       5,00

E. Camanni, F. Ghio: 1968. Rinascimento alpinistico. La ribellione del Sessantotto travolse anche l’alpinismo col movimento Nuovo Mattino.

Adista, n. 24, 30 giugno 2018, abbonamento annuale                                75,00

Viene riportato un capitolo del libro di R. Zibechi L’irruzione degli invisibili. Il ’68 e la nascita di nuovi mondi in America Latina: le mutazioni causate dal ’68 nel sistema capitalista e nelle società specialmente in America Latina, il rilievo delle donne e di alcuni strati della popolazione, la reazione drammatica delle élite.

Adista, n. 36, 20 ottobre 2018
Numero speciale dal titolo Comunità dell’Isolotto 1968-2018. Interventi di: A. Santagata: Isolotto: testimonianza di comunità; D. Menozzi: Il Sessantotto che si fa Chiesa; Comunità di Base dell’Isolotto: Quartiere, Chiesa, politica. L’Isolotto racconta se stesso; Intervista a Sergio Gomiti; 1954-1969: cronologia degli anni “caldi” dell’Isolotto.

Adista, n. 5, 9 febbraio 2019

Riporta la relazione introduttiva di V. Gigante all’incontro 1968-2018: eppure il vento soffia ancora organizzato dalla Comunità dell’Isolotto e la riflessione di A. Santagata sulla memoria del ’68 attraverso documenti delle Comunità Cristiane di Base.

Azione nonviolenta, n. 628, luglio-agosto 2018, contributo €       6,00

Il ’68 di Aldo Capitini. 

Con interventi di: M. Valpiana, D. Lugli, A. Tomiolo, R. Pompeo, P. Pugliese, S. Albesano, C. Melegari, A. Bandinelli, A. Bravo, G. Tamino, B. Marasso, M. Sclavi,G. Pucci, E. de Angelis.
Conflitti, rivista italiana di ricerca e formazione psicopedagogica, n. 3, 2018 €       8,00

Il punto sull’educazione. 50 anni dopo il ’68. Interventi di: D. Novara: L’educazione scese in piazza; S. Saccardi: Un buon uso degli anniversari; A. Acerbi: Disponibili al sacrificio in nome degli ideali; A. Corlazzoli: Educare dal ’68 in poi; interviste a G. Pietropolli Charmet, S. Zamagni, F. Gesualdi, E. De Luca.

Coscienza, n. 3, settembre 2018 €       8,00

Insieme di articoli sul ’68. Quel che resta di una rivoluzione. R. Cipriani: Uno spartiacque tra generazioni; F. De Nardis: L’eredità controversa di un anno ribelle; V. Cotesta: Una rivoluzione nata “giovane”; R. Caccamo: «C’ero anch’io». Una testimonianza «marginale»; S. Esposito: Come eravamo? 

Dialogo, n. 8, novembre 2018
      1,00

P. Giannone nell’articolo Il mitico Sessantotto a Modica ricrea in forma narrativa atmosfera, luoghi, persone e personaggi del periodo di ribellione con gli occhi di un giovane di Modica impegnato nella preparazione dell’esame di Stato, tra confusione mentale e crescente curiosità destate dai nuovi eventi. 

Koinonia, n. 5, maggio 2018                   s.i.p.

Quattro articoli sul Sessantotto. B. D’Avanzo: Il Sessantotto e i cristiani del XXI secolo; A. Bertani: Chiesa e società, ricominciare dal ’68; ABS: Il ’68 nella Chiesa fiorentina; A.B. Simoni:
“Questione ecclesiale” e nodi da sciogliere.

Pollicino Gnus, n. 263, maggio-giugno 2018 quota sociale annuale €     25,00

Il ’68 tra Reggio, Parma e Modena. 

G. Prencipe: Il ’68 a Reggio Emilia e Il “Pluto” occupato; V. Bocchi: Parma, 1968-1969. Contestazione e movimenti; A. Molinari: Il ’68
a Modena. 

Quaderno di storia contemporanea, n. 62, 2017 €     13,00

A. Höbel: Il PCI e il Sessantotto; G. Gaballo: Gli anni del Sessantotto genovese attraverso un archivio, una mostra e alcuni libri; Inserto fotografico. A cura di A. Silingardi: Un archivio in mostra; R. Lasagna: La rivoluzione si fa facendo la rivoluzione, non facendo i film. Così parlò Marco Ferreri; G. Amadio: Anni musicali; C. Nespolo: Per Isa Albasio. 

Rocca, n. 04, 15 febbraio 2018 €       3,50

Dolores Deidda: ’68. Quello dei cattolici. Breve descrizione del movimento; i vari tipi di giudizio sulla contestazione studentesca; i rapporti tra Concilio e Sessantotto; la partecipazione dei cattolici; i gruppi e le riviste del dissenso cattolico; le città e i protagonisti.

Il tetto, n. 323-324, gennaio-aprile 2018          

    20,00

La rivista propone un ampio dossier sul sessantotto utilizzando idee, emozioni ricordi  di chi ha vissuto in prima persona quanto accadde a Napoli e nel mondo cattolico in quegli anni.

Zapruder, n. 47, settembre-dicembre 2018        12,00

A. Benci: Nessuna fonte è muta. Considerazioni sul convegno Archivio 1968: tra ricerca e memoria tenuto a Sesto Fiorentino presso l’Istituto De Martino organizzato dall’Archivio Il Sessantotto di Firenze.  

F. Liperi, Ribelli & ostinati, Voci e suoni del 68, Manifestolibri 2018, pp. 109 €     14,00 

Nel biennio ’67-’68 si è assistito all’esplosione di una rivoluzione sonora che confermano come 1’anno magico della “rivoluzione” non può e non deve, in ambito musicale, essere schiacciato solo sulla dimensione ideologica e politica. Se infatti i progetti di musicisti militanti o dei militanti musicisti come Giovanna Marini, Paolo Pietrangeli, Ivan Della Mea, Michele Straniero ebbero un enorme seguito, fu soprattutto per il valore funzionale dei loro repertori nell’ambito movimentista, mentre la dimensione creativa più innovativa di quell’anno si presentava, oltre che nell’underground, nella canzone d’autore, territorio che pure dal clima e dalla sensibilità del ’68 aveva preso vigore e ispirazione. Un mondo di mezzo fra canzone leggera e ballata folk che della prima utilizzava la forma e della seconda il contenuto, un mondo di mezzo dal quale emergeva la dimensione più matura della canzone d’autore fino a far azzardare che in Italia il ’68 sia stato l’anno zero della canzone d’autore intesa come opera tematica e non più solo messaggio autonomo e isolato. […] Per scoprire cosa è successo e cosa è cambiato nella musica nel1’anno che cambiò tutto non basta guardare. Bisogna saper scavare come fa questo libro. (dalla introduzione di A. Colombo)

E. Arosio e G. Maimone, A rincorrere il vento, ’68: il B-Side, Morellini  2018, pp. 245 €     14,90

Una riflessione a quattro mani sul ’68 vissuto da giovanissimi e ripensato dopo una vita. Ripensato con nostalgia più per la propria gioventù fuggita con il senso di libertà di quegli anni, che per quello che è successo nel più lungo ’68 del mondo. Due persone che lavorano nel mondo delle professioni post moderne, adeguate a chi ha fatto un po’ di contestazione e poi si è trovato a dover decidere cosa fare da grande, dopo la fase del “precariato voluto”. Lavori intellettuali dove c’è la possibilità di realizzazione personale, lavori che riempiono spazi e tempi di vite altrimenti un po’ vuote tra divorzi e famiglie mai costruite. 

A tratti, sembra l’attualizzazione 40 anni dopo e in salsa meneghina di Porci con le ali; a tratti, invece, fornisce chiavi di lettura di quel periodo e della profonda, indelebile, influenza su più di una generazione, che ha permesso una svolta culturale e un avanzamento sociale poi pesantemente osteggiati dal potere clericale, politico ed economico (tra bombe di Stato, controriforme e “terra bruciata” in senso culturale intorno) tanto da allontanare per decenni la possibilità di un cambiamento a favore delle classi subalterne. D’altra parte, i due protagonisti sembrano sfiorati dalla militanza nel movimento studentesco e, certamente lei ne è più consapevole grazie alla scoperta del femminismo, della Storia con la S maiuscola. 

Ma tutti gli aspetti di rinnovamento culturale, dalla musica ai comportamenti familiari, dall’approccio al lavoro alla rivoluzione sessuale (ma stiamo calmi sull’argomento!) tornano in mente ai due che si sono ritrovati e  che, aperta una vecchia scatola, ci scoprono ricordi che fanno riaffacciare le domande fatidiche: ma è servito il ’68? Quanto è durato? Quanto ha cambiato quella generazione che l’ha vissuto e quelle successive? Quanto ha inciso in questo paese e nel mondo? Domande che sono tutte  ancora lì, anche per chi comincia ad avere più di 60 anni  e il ’68 l’ha solo sfiorato. (i.b.)

M. Varengo, Intorno al ’68, Utopie autoritarismi nel decennio 1968-1977, Zero in condotta 2018, pp. 77 €       7,00 

«Non è un decennio soltanto quello che viene così ampiamente riportato alla memoria in queste pagine, perché quando si parla di Sessantotto bisogna necessariamente riandare agli anni precedenti che ne hanno permesso l’esplosione, così come non si può ritenere concluso con il Settantasette un ciclo “davvero rivoluzionario” che invece continuerà, con drammatica intensità per altri cinque, sei anni ancora. Ecco perché i fatti, le storie, le vicende di cui Varengo racconta con la partecipazione e la sicurezza di chi quegli anni li ha conosciuti e interpretati, riguardano non un decennio, ma piuttosto tutti gli anni Sessanta e Settanta. Un ventennio, dunque, ma quanto differente, quanto ricco e a tratti entusiasmante, a differenza dei ben altri «ventenni» che hanno offeso e ancora offendono questo paese!» (dalla introduzione di M. Ortalli).

G. Crainz, Il sessantotto sequestrato, Cecoslovacchia, Polonia, Jugoslavia e dintorni, Donzelli 2018, pp. 196 €      19,50 

Opera collettanea, che si avvalora dei saggi di P. Kolàr, W. Goldkorn, N. Janigro e A. Bravo. Il libro ricostruisce la mobilitazione e la partecipazione dei movimenti sociali, culturali e politici alla contestazione oltre confine. 

Il repertorio dei «rivolgimenti» dei «traumi» e dei «processi» che si avviarono nella seconda metà degli anni Sessanta nell’Europa dei «socialismi reali» è raccontata sulla base di una duplice convinzione: la non riformabilità di quei  regimi e, al medesimo tempo, la disattenzione dei movimenti omologhi che si svilupparono in occidente.

 In realtà il ’68 dell’est non cadde nel vuoto. All’epoca c’era chi già ne coglieva potenzialità (e limiti), coniugando tuttavia la critica all’ossificazione dei poteri costituiti con radicali domande sulla necessità e la natura di un socialismo dal volto umano. (Claudio Vercelli)

A cura di F. Fusi e P. Nardini, Il ’68 in maremma, Un figlio dei fiori non pensa al domani, Effigi 2018, pp. 199        20,00

Il libro fa parte della tappa finale della rassegna “1968, niente come prima”, un percorso che in otto appuntamenti ha fatto scoprire  la storia, la cultura, l’arte, le politiche del Sessantotto. 

Gli incontri si sono svolti nelle biblioteche della provincia di Grosseto: Arcidosso, Castiglione della Pescaia, Manciano, Massa Marittima, Orbetello, Roccastrada e Scarlino. 

Il libro è diviso in varie sezioni, nella prima si trovano le Interpretazioni  con articoli di: P. Nardini, G. Pacifici, F. Lotti nella seconda le Esperienze con interventi di: F. Fusi, M. Graglia, F. Boldrini, G. Farnetani, F. Serafini, P.V. Marzocchi, M. Ciani, N. Fortini, C. Bonazza, M. Lipparini, S. Giommoni ed infine R. Ferreti ci parla della Contestazione studentesca a Grosseto. Il libro è corredato da molti e ottimi inserti fotografici.

Teoria politica

Zapruder, n. 44, settembre-dicembre 2017        12,00

Numero dedicato al centenario della rivoluzione del 1917: Ottobre rosso. Gli interventi sono di: E. Francescangeli, G. Pacifici, R. Carocci, F. Loreto, E. Serventi Longhi, M. Stefanori, S. Corasaniti, P. Perri, D. Sanna, E. Carbone, C. Fogu, F. Milanesi, A. Brazzoduro, W. Gambetta, G. Savino, A. Lodeserto.

S. V. Malyšev, Il soviet dei disoccupati di San Pietroburgo, Come i bolscevichi organizzarono i senza-lavoro, 1906-1908, Prospettiva marxista 2016, pp. 198 €     20,00 

«Organizzammo le masse licenziate dei disoccupati in un esercito rivoluzionario unito e creammo uno stato maggiore che dirigesse tale esercito: il Soviet dei disoccupati di San Pietroburgo». Così Sergej Vasil’evič Malyšev sintetizzò la nascita, nel marzo-aprile 1906, dell’organismo che seppe conferire forza e identità politica rivoluzionaria alle masse dei senza-lavoro fino alla sua soppressione, nel 1908. Quella di Malyšev è la testimonianza di uno dei principali protagonisti di quella straordinaria forma d’organizzazione proletaria, sorta all’interno del ciclo rivoluzionario russo del 1905-07. Il volume riporta anche ampi brani sulle origini e le attività del Soviet dei disoccupati, una serie di rari volantini di quel soviet e altri materiali d’epoca ad esso relativi.

R. Massari, Lenin e l’antirivoluzione russa, Massari 2018, pp. 423 €     22,00 “Si sviluppa qui il concetto di «antirivoluzione» come chiave interpretativa della vicenda russa. Con tale termine s’intende la forza di opposizione che nasce all’interno del processo rivoluzionario e a un dato momento vi si contrappone perché animata da interessi divergenti: questi potevano esistere incubati fin dall’inizio o possono sorgere nel corso stesso del processo rivoluzionario. Nel caso russo vi fu una sintesi di entrambi gli elementi. Ripercorrendo mentalmente la storia passata si verifica che l’antirivoluzione è stata una costante in tutte le esperienze rivoluzionarie. Paradossalmente potremmo dire che la storia delle rivoluzioni è soprattutto storia delle rispettive antirivoluzioni. (dalla quarta di copertina)

V. Serge, Carnets (1936-1947), Massari 2014, pp. 384 €     24,00

Attraverso la lettura dei Carnets è offerto al lettore il punto di vista non già del “compagno”, bensì del “cittadino” Victor.  Serge annota e racconta i difficili anni tra il 1936 e il 1947 e lo fa parlando di “sé”, della propria esperienza di vita, dei mutamenti ideologici e politici. I Carnets riguardano sia gli eventi critici degli anni immediatamente precedenti, dalle epurazioni in Russia del ’37, all’assassinio di Trotzky del ’40, sia l’ultimo periodo, quello messicano, fino alla morte di Serge il 17 novembre 1947. “Pagina dopo pagina, i Carnets danno prova di una fedeltà ostinata, di un’obbedienza totale e di un attaccamento appassionato al progetto rivoluzionario” come scrivono nell’introduzione C. Albertani e J.G. Rens.

R. Gremmo, I trotskisti d’Italia, Dall’opposizione a Stalin e Togliatti al “Sessantotto”, Edizioni Storia Ribelle 2014, pp. 296 €     20,00

Questa breve storia dei trotskisti italiani, dall’opposizione a Stalin e Togliatti, fino al “sessantotto”, basata molto su fonti dell’Archivio Centrale di Stato, a sua volta infarcito di documenti della polizia politica e dell’Ovra fascista, cerca di ricostruire i numerosi tentativi dell’area trotskista italiana di costruire un’alternativa credibile ai vari gruppi dirigenti del Pci, dall’opposizione comunista interna a Stalin ad improbabili alleanze con i bordighisti, dalla costituzione di minipartiti ideologicamente coerenti (ma con dirigenti che l’autore segnala più volte come ex delatori dell’Ovra) fino alla fase dell’”entrismo” nel Pci e nel Psi, per arrivare all’esplosione del sessantotto, che trovò i trotskisti impreparati (come tutto il movimento comunista internazionale nelle sue varie sfaccettature). Vi si trovano personaggi che sono macchiette della politica come Brandirali (prima trotskista con il gruppo Falcemartello, poi stalinista e maoista con l’U.C.I. m-l, infine approdato all’anticomunismo bieco di Comunione e Liberazione) o l’argentino Posadas, insieme a personaggi di ben altro spessore come Tresso (la cui morte nelle campagne francesi è ancora tutta da chiarire) e Alfonso Leonetti. L’Autore tratta con una certa durezza il più noto e significativo dirigente del trotskismo italiano, Livio Maitan, del quale minimizza fino a disconoscere 60 anni di militanza politica e di contributi teorico-politici; cosa che lascia perplessi. Certamente, il trotskismo italiano non ha mai raggiunto le dimensioni di massa dell’esperienza francese, la quale, anche negli anni 30 del secolo scorso, era uno dei bastioni del trotskismo internazionale e dell’opposizione di sinistra allo stalinismo. Ma leggendo le circa 300 pagine di questo libro, nasce il dubbio che questo filone del movimento comunista, noto per la qualità culturale e di capacità di analisi politica dei propri “quadri”, sia stato trattato con superficialità. A partire dalle fonti consultate. (i.b.)

O. Coggiola, Storia del trotskismo in America latina, Massari 2016, pp. 272                18,00

Questo libro, alla sua prima edizione in Argentina nel 1985, fu uno dei primi saggi storici sul trotskismo mai scritti. È il frutto di una ricerca documentale sull’influenza di Trotsky nelle esperienze politiche pre-rivoluzionarie e rivoluzionarie dell’America latina (in particolar modo dell’Argentina e del Brasile). Mentre infatti inizialmente il movimento trotskista, che aveva avuto origine in Europa con l’Internazionale, aveva avuto fortuna nei maggiori paesi europei, nel dopoguerra la sua influenza si spostò massicciamente fuori dall’Europa. Fu proprio in America latina che l’ideologia trotskista si radicò in maniera più profonda nell’esperienza politica e rivoluzionaria. 

A cura di F. Biagi, M. Cappitti, M. Pezzella, Il tempo del possibile: l’attualità della Comune di Parigi, Il ponte 2018, pp. 224 €     20,00

Questo supplemento alla rivista «Il ponte» è dedicato alla Comune di Parigi del 1871 che si pone l’obiettivo di «interrogare il significato storico, filosofico e politico della rivoluzione comunarda».

La Comune di Parigi fu un’esperienza di democrazia insorgente che tentò di “inventare l’ignoto” per citare una celebre espressione di Daniel Bensaid. La Comune fu un breve «momento messianico» in cui le classi subalterne riuscirono a infrangere le loro catene aprendo nuovi spazi di emancipazione. Scrivono i curatori che: «Lo scopo di questa monografia è quello di ricondurre alla luce l’intero dibattito sul governo della Comune e di scorgere nella Comune ciò che è rimasto ancora latente, per riscattare questa esperienza attraverso una memoria che possa offrire ancora degli strumenti per leggere diversamente il nostro presente “carico di passato”». 

G. Roggero, Elogio della militanza, Note su soggettività e composizione di classe, Derive Approdi 2016, pp. 213       13,00 

Il pensiero nasce sempre dalla contrapposizione. Non si inizia mai a pensare per, ma contro qualcosa. Questo è l’assunto di fondo del libro che prende le mosse da una riflessione contro il capitalismo contemporaneo, con i suoi molteplici nomi e le tante retoriche che lo accompagnano. Nasce, allo stesso tempo, dall’insoddisfazione per gli strumenti concettuali di cui si è dotata la teoria critica a partire dagli anni Ottanta e Novanta, e dalla consapevolezza delle difficoltà delle lotte e dei movimenti e dell’agire militante nella fase attuale.

Per affrontare i problemi politici connessi a un progetto di trasformazione sociale, il libro pone al centro due concetti che vengono dalla tradizione dell’«operaismo» italiano: soggettività e composizione di classe. Ne ripercorre la genealogia, a partire da Marx fino ad arrivare agli anni Sessanta e Settanta. Ne propone nuovi modelli interpretativi dentro la crisi in corso e i mutamenti del lavoro di questi ultimi decenni, mettendo a critica e rivisitando le categorie teoriche del cosiddetto «post-operaismo» (capitalismo cognitivo, precariato, cooperazione sociale, comune…). Il libro coniuga lo sforzo di elaborazione di nuovi strumenti concettuali con l’analisi del loro sviluppo storico, fornendo una griglia di lettura utile sia in chiave formativa che di costruzione di inedite piste di ricerca teorica e politica. (Elvira Vannini)

M. Prospero, La scienza politica di Gramsci, Bordeaux 2016, pp. 272               18,00

Cimentandosi con i nodi storici di lunga durata, con i conflitti che attraversano la storia d’Italia, Gramsci affronta questioni teorico-politiche ancora oggi di scottante attualità: il partito personale, il capo carismatico, la partecipazione, il partito politico di massa, il trasformismo, la crisi di rappresentanza, la soluzione plebiscitaria, la caduta del regime democratico e la teatralizzazione del politico. L’Autore coglie il sistema che affiora in nuce nei frammenti gramsciani, operazione produttiva per un’indagine che intende penetrare il politico scrutandolo da molteplici angolature (cultura, storia, economia, diritto, credenze). 

La struttura aforistica dell’esposizione gramsciana agevola l’esplorazione di settori parziali altrimenti trascurati, ed esige però una attitudine alla ricomposizione del mosaico secondo indicazioni che il testo stesso si premura di fornire. Quello di Prospero è un tentativo sistematico di leggere Gramsci alla luce delle sue categorie politiche, avendo come riferimento i classici della modernità (soprattutto Machiavelli). (l.c.)

A cura du E. Lanini, Il mondo di oggi con le lenti di Gramsci, Centro di documentazione per la Storia dell’Emigrazione, della Resistenza, del Movimento Operaio e Contadino Filef Lucchese 2018, pp. 159         s.i.p.

In occasione della Mostra Storica  sull’emigrazione che si tiene ogni anno a Montefegatesi e che raccoglie e cura memorie e testimonianze di emigrati e  lavoratori, è stato distribuito questo libro che è un insieme di scritti di vari autori su Gramsci, di Gramsci e di storia italiana.

A cura di M. Contu, Antonio Gramsci in Costa Rica, Aipsa 2017, pp. 71 €     12,00

In Costa Rica, il pensiero di Antonio Gramsci fece la sua comparsa nella seconda metà degli anni Settanta – con un certo ritardo rispetto ad altri paesi dell’America Latina – per poi diffondersi nel contesto e nel dibattito culturale del paese tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta. La particolarità del caso costaricano consiste nel fatto che la diffusione del pensiero gramsciano avvenne ad opera di due docenti stranieri: il brasiliano Raimundo Santos e l’italiana Giovanna Giglioli. Di questi autori vengono proposti, per la prima volta tradotti in lingua italiana, tre articoli: Il filosofo della politica: Gramsci, questo sconosciuto (1977), di Raimundo Santos; Gramsci, teorico della sovrastruttura (1996) e Gli intellettuali organici nella teoria di Gramsci (1996), entrambi di Giovanna Giglioli.

R. Mazzacurati, Gramsci e il «Biennio rosso», I Consigli di fabbrica a Torino, Massari 2017, pp. 581 €     27,00 Il periodo storico qui considerato è unico nella storia d’Italia: quella consiliare torinese è la sola esperienza politica di massa e tendenzialmente rivoluzionaria che si ponga il problema concreto della conquista del potere partendo dal luogo di produzione, negli anni dell’immediato primo dopoguerra. La creazione e lo sviluppo del movimento dei Consigli di fabbrica sono strettamente legati all’attività del settimanale L’Ordine Nuovo, sostanzialmente gestito da Antonio Gramsci,  la cui maturazione politico-intellettuale subisce una forte accelerazione proprio in questo periodo, e vede l’opposizione netta sia dei grandi industriali sia delle gerarchie sindacali confederali: i primi tendono a conservare la propria egemonia dentro e fuori la fabbrica, mentre i secondi temono di perdere l’esclusivo diritto di rappresentanza dei lavoratori. (dalla presentazione)

A. Barile e D. Ruggieri, Pietro Secchia, Rivoluzionario eretico, scritti scelti, Bordeaux 2016,
pp. 207                         14,00 

Nel libro si alternano le considerazioni degli autori e saggi prodotti dallo stesso Secchia nel corso della sua lunghissima militanza nel Pci.

Interessante anche l’approccio dei due autori, ricercatori ma anche attivisti politici. In primo luogo viene demolita una semplificazione adottata spesso dalla sinistra ossia che il Pci non può essere valutato come un blocco omogeneo. Se è vero che il centralismo democratico e un senso forte della disciplina di partito (fortissima in Secchia anche nei momenti di massimo scontro) hanno impedito la nascita di correnti nel Pci, è anche vero che dentro il partito lo scontro politico tra strategie e tattiche spesso diversissime tra loro c’è sempre stato ed è stato durissimo. Paradossalmente, i segretari sono stati spesso minoranza nella loro stessa segreteria.

L’altra traccia che viene seguita è quella di capire “se la sua figura abbia rappresentato idealmente l’anello di congiunzione tra le spinte rivoluzionarie ancora presenti nel Pci degli anni Cinquanta e Sessanta e le alternative alla sua sinistra che dagli anni Sessanta inizieranno a prendere forma”.

F. Ferrarotti, Il conte di Vinadio, Felice Balbo e il marxismo come eresia cristiana, Edb 2016,
pp. 125 €     12,00

Conosciuto per caso nel giugno del 45, Ferrarotti ci racconta questa sua amicizia con Felice Balbo. Filosofo e docente italiano, considerato una delle voci più significative della cultura italiana della prima metà del Novecento, fu un intellettuale militante cattolico e comunista, impegnato in un vasto progetto di rifondazione della politica nell’immediato secondo dopoguerra e membro della Resistenza. Fu amico di Natalia Ginzburg, Giulio Einaudi, Alessandro Fè d’Ostiani, Massimo Mila, Paolo Boringhieri, Giaime Pintor e Cesare Pavese. 

S. Dalmasso, Lelio Basso, La ragione militante: vita e opere di un socialista eretico, Red Star Press 2018, pp. 182 €     16,00 

Non aveva ancora compiuto 25 anni, Lelio Basso, quando venne tratto in arresto e confinato all’isola di Ponza. La sua colpa, nel 1928, era quella di essere un convinto antifascista e di comportarsi come tale. Intanto, se allo studioso Lelio Basso si dovrà, tra le tante cose, la diffusione del pensiero di Rosa Luxemburg in Italia, fu grazie alla sua visione della lotta partigiana se la Resistenza guadagnò un respiro di massa. Ancora, per comprendere la complessità e l’importanza del personaggio, è a Lelio Basso, in quanto membro della Costituente, che si devono gli articoli 3 e 49 della Costituzione mentre, da strenuo difensore dei diritti umani quale fu, diede un contributo fondamentale alla fondazione di organismi quali il Tribunale Russell, chiamato a giudicare i crimini statunitensi in Vietnam. Con partecipazione e competenza, Sergio Dalmasso rievoca la vita di Lelio Basso, dà voce alle sue lotte e entra nei particolari del suo lavoro politico, spiegando la rielaborazione bassiana del materialismo storico e restituendo il giusto merito a una delle figure più importanti della storia italiana contemporanea. La Prefazione è di Piero Basso.

L. Raito, Paolo Spriano, Intellettuale militante,
Cleup 2017, pp. 208 €     18,00 

«Il destino di molti intellettuali comunisti è stato quello di vedere la propria vita di studiosi coincidere con quella del partito. Dove sono finiti gli storici (per isolare solo una categoria) dopo la fine del Pci? Di Paolo Spriano come di Ernesto Ragionieri e dello stesso Giuliano Procacci non risulta che le opere siano state ripubblicate, o ci sia una domanda. L’interesse al loro lavoro è durato quanto è durata l’esistenza politica del Pci». Riportiamo alcuni passi di una recensione al libro di Leonardo Raito di Salvatore Sechi: «Negli ultimi 10-15 anni, forse col cambio del suo nome, avvenuto nel congresso di Rimini del 1991 ad opera di Achille Occhetto, la saggistica,  la stessa memorialistica sul Pci è venuta scemando. Fino a costituire un buco nei principali cataloghi».

Questo libro rappresenta il primo tentativo di raccontare, in modo organico, la vita di un protagonista della storia repubblicana che seppe tracciare una strada di onestà intellettuale alle generazioni successive e che seppe vivere coerentemente il suo ruolo di militante senza rinunciare mai alla coerente libertà che fu la filosofia di fondo della sua esistenza.

R. Spazzali, Il bibliotecario di Ventotene, Mario Maovaz: un rivoluzionario per L’Europa dei popoli e l’autonomismo triestino, Irsml  Friuli Venezia Giulia 2017, pp. 356

    20,00 

La vita e le scelte di Mario Maovaz si concentrano nel tumultuoso divenire di una componente irredentista, lui nato a Spalato, di origine slava ma di sentimenti schiettamente italiani, imbevuta dallo spirito ribelle del mazzinianesimo, a sinistra del mazzinianesimo, quasi a contatto con i movimenti libertari approda infine al movimento di Giustizia e Libertà e successivamente deciderà di aderire ai programmi autonomisti del Partito d’azione, diventandone uno dei maggiori sostenitori. Non farà in tempo a vedere la fine della guerra, fucilato il 28 aprile 1945, pochi giorni prima della capitolazione tedesca a Trieste. Questo libro utilizza la ricostruzione della vita di Mario Maovaz per scrivere una biografia collettiva degli uomini che lo hanno conosciuto e frequentato e con i quali egli ha condiviso esperienze esaltanti e drammatiche.

M. Sassi, Amilcare Cipriani, Il rivoluzionario, Bookstones 2019, pp. 322 €    20,00 Amilcare Cipriani (Anzio 1843 – Parigi 1918) è stato un mito moderno, il rivoluzionario per eccellenza, per la propria generazione e per quella successiva; un garibaldino, un comunardo, un anarchico, un combattente, ma anche un socialista nel senso più vero della parola.  

Un uomo che ha messo da parte agi e tranquillità per difendere dalle angherie il popolo da cui proveniva, nel nome della democrazia e dell’eguaglianza sociale. Da Rimini a Parigi, passando per l’Egitto, la Grecia, l’Inghilterra, la Nuova Caledonia, è sempre stato pronto a dir la sua ed imbracciare un fucile dove ci fossero imperi e monarchie da far saltare, pagando un prezzo carissimo fatto di prigioni, esili e lavori forzati. Di una delle detenzioni più celebri, scontata sull’isola d’Elba, ha lasciato un diario che qui si riproduce integralmente.

R. Occhi, Che Guevara, La più completa biografia, Verdechiaro 2018, pp. 317 €     20,00 

Sono trascorsi quarant’anni dalla morte di Ernesto Che Guevara, ma la sua immagine, attraversando le generazioni, rappresenta ancora, per milioni di diseredati di tutto il mondo, la speranza di una vita dignitosa e di un riscatto dallo sfruttamento e dalle ingiustizie sociali. Tutta la vita del Che è raccontata in modo scorrevole e coinvolgente da un appassionato di storia. Dall’infanzia al viaggio in Sudamerica, dal Messico a Cuba, la Rivoluzione, gli incarichi di governo, i viaggi, il Congo e l’epilogo in Bolivia. La più completa e precisa biografia, corredata di numerose foto che ripercorrono i momenti salienti della sua vita.

D. Montaldi, Saggio sulla politica comunista in Italia 1919-1970, Cooperativa Colibrì 2016, pp. 480 €     29,00

Il Centro Luca Rossi ha curato la ripubblicazione di questo saggio di Danilo Montaldi edita da Quaderni Piacentini nel 1976. 

Riportiamo parte di una lunga dissertazione di Antonio Pagliarone su Montaldi: «In questo saggio Montaldi insiste con il suo antistalinismo nei vari passaggi corredati da note estremamente puntuali ed arricchite da altre, inserite dal Centro Luca Rossi, che rendono il giovane lettore edotto degli accadimenti di quei tempi.  Il volume, oltre ad una serie di lettere che riguardano i problemi che aveva Montaldi per la pubblicazione, contiene anche la nota introduttiva di Nicola Gallerano alla prima edizione. Inoltre vi è una cronologia essenziale del PCI utile per poter inquadrare i passaggi del testo. Una bibliografia molto articolata che comprende riferimenti di Montaldi stesso ed altri del Luca Rossi. Molto interessante l’impostazione ed i riferimenti dell’Indice Analitico in cui non mancano delle citazioni anche ironiche che Montaldi stesso usa nel testo».

G. Falconi, Una magnifica ossessione, La vocazione pedagogica del Pci, Harpo 2016, pp. 317
    17,50

Partendo dalle posizioni di Gramsci sulla formazione dei quadri dirigenti espresse nell’articolo su La scuola di partito dove: «La scuola di partito deve proporsi di colmare il vuoto che esiste tra quello che dovrebbe essere e quello che è… coscienza teorica… dottrina rivoluzionaria… senza quest’anima il partito non esiste… è necessario che il partito intensifichi e renda sistematica la sua attività nel campo ideologico, che  esso ponga come un dovere del militante la conoscenza della dottrina del marxismo-leninismo almeno nei suoi termini più generali», iniziano le scuole di partito volute da Togliatti e condotte prima in Svizzera, poi a Ventotene, dopo a Roma dal 1944 ed infine alle Frattocchie in una villetta donata al Pci nel 1952. Questa scuola avrà una fine ingloriosa dopo la svolta della bolognina e la sua lenta agonia, con la dispersione della sua biblioteca (26.000 volumi e molte riviste) e poi la vendita agli Angelucci nei primi anni duemila. Ma non è soltanto questo che racconta la Falconi. 

Parla anche  dei rapporti tra il PCI e la comunicazione, la propaganda, le pubblicazioni, le feste dell’Unità, indagati nella loro evoluzione con i cambiamenti delle linee del partito.

A cura di L. Andalò, D. Bigalli e P. Nerozzi, Il Psiup: la costituzione  e la parabola di un partito (1964-1972), BraDypUS 2015, pp. 156
    18,00 Il volume presenta gli atti dell’incontro che si è tenuto il 10 ottobre 2014 a Bologna, presso il Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale, in occasione dei cinquant’anni dalla fondazione del Psiup. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione sulla storia del partito, sul suo significato nel quadro politico dell’Italia degli anni Sessanta e sul suo inserimento nella più complessa vicenda internazionale, in un mondo in drammatica trasformazione. Dall’intreccio di relazioni e testimonianze è emersa l’immagine di uno Psiup come spazio politico attraversato da contraddizioni, che hanno comportato da un lato la brevità della sua esistenza, ma dall’altro anche la presenza di elementi che sono poi andati a fecondare altre esperienze e organizzazioni politiche.

O. Scalzone, 77 e poi…, Da una conversazione con Pino Casamassima, Prefazione di Erri De Luca, Mimesis 2017, pp. 334 €     20,00

La biografia dell’autore è il filo d’Arianna che attraversa un’intera stagione della nostra storia. Scalzone sceglie la straordinaria giornata romana del 12 marzo: centomila in piazza di cui – sottolinea l’autore due volte in poche pagine – almeno 5000 armati. Non è un dato statistico: serve a Scalzone per ribadire quanto fasulla sia la narrazione di un ’77 diviso tra “lottarmatisti” cattivi e “movimentisti” buoni. In larghi settori di movimento in quei giorni è aperta la tematica dell’iniziativa armata. Ci si divide, caso mai, sulla sua centralità, sul carattere strategico della clandestinità militare, sul rischio che trascini il conflitto sociale sul terreno della militarizzazione, in opposizione a un processo di contropotere i cui tempi di maturazione sono dettati dai rapporti di forza tra le classi e la “critica delle armi” deve piegarsi al servizio di questi passaggi di massa. (dalla recensione di Giovanni Iozzoli su Carmillaonline.com)

W. Montefusco, M. Sersante, Dall’operaio sociale alla moltitudine, La prospettiva ontologica di Antonio Negri (1980-2015), DeriveApprodi 2016, pp.133 €     15,00

«Cattivo maestro» è l’appellativo che ha sempre accompagnato Toni Negri. Perché non prenderlo sul serio? È quanto fanno gli autori della ricerca centrata sul pensiero di questo filosofo materialista. Se Negri è stato e continua a essere un «cattivo maestro», la ragione sta nel fatto che in primo luogo è un pensatore di un genere suo proprio: comunista. Attraverso la ricostruzione del percorso personale, politico e filosofico di Negri, il libro cerca di seguire lo sviluppo della sua riflessione dagli anni del carcere (1979-1983) e dell’esilio francese (1983-1997) fino a momenti più recenti.

G. Manfredi,  Ma chi ha detto che non c’è,  1977 l’anno del big bang, Agenzia X 2017, pp. 423
    20,00

È un “mappazzone” di 423 pagine e non è facile arrivare fino in fondo per chi ha meno di 60 anni. Sembra scritto per reduci e dintorni, ma – in realtà – non è così. È poliedrico e caleidoscopico e va letto con attenzione. La data 1977 serve per ricostruire un clima (culturale, sociale, ecc.) che si estende per molti più anni, giusto per ricordare che in questo paese non c’è stato “il ’68” ma un lungo sommovimento durato 10 anni con il canto della fenice di una generazione che è stato “il 77” con il suo big bang speranzoso di essere una scuola dei cento fiori e dei cento pensieri che sbocciano.  Certo, c’è molto di personale e varie autocitazioni ma Manfredi, da agitatore culturale di grande livello qual’ è, evita, peraltro giustamente, l’ennesima riflessione sul movimento italiano del 77, ragionando su quello che succede contemporaneamente in Europa e negli States come in sud America e in Asia su questioni sociali (la trasformazione profonda della classe operaia ma anche la ancora aperta riflessione su proletariato giovanile o giovani proletari che sfuggono a tutte le analisi dei nostri improvvisati sociologi antagonisti), culturali (il rifiuto del lavoro e la trasformazione definitiva della canzone in merce), ambientali (vi ricordate di Seveso?), di genere, ecc. E vengono fuori mille riflessioni su come è andata e come sarebbe potuta andare. È un libro utile più alle nuove generazioni che scopriranno “L’altra domenica” e la lontananza dai movimenti e dai desideri reali di quella galassia folle che ha partorito tanti “pentiti” e collaboratori di giustizia, l’impatto del funerale di Mao, l’esplosione del punk o la follia del reverendo Jim Jones e di tante sette, le contraddizioni tra la guerriglia urbana, l’ala creativa del movimento e la galassia della musica alt(r)a, il lavoro della talpa, Porci con le ali, la nascita dell’impero del porno e la febbre del sabato sera, la battaglia antinucleare e le radio libere, Sandokan e Ken Parker e Pentothal di Andrea Pazienza. Ma a chi c’era, ricorderà anche tanti odori, forme e colori diversi e quasi incomunicabili e che li ritrova qui perché riuniti in una radice comune da una stesura di un solo autore. (i.b.)

M. Pallante, Destra e sinistra addio, Per una nuova declinazione dell’uguaglianza, Lindau 2016, pp. 229 €     18,00

Con il tempo la distinzione di destra e sinistra è andata riducendosi. Nata con la rivoluzione francese nel 1789, i deputati favorevoli ad introdurre cambiamenti radicali nell’ordinamento dello Stato sedevano negli scranni di sinistra mentre i deputati sostenitori dell’ancien regime sedevano alla destra del presidente dell’Assemblea. Oggi si assiste ad una sinistra, il Pd, che rincorre la destra e l’autore di questo libro scrive: «Forse è arrivato il momento di chiedersi se le categorie di destra e sinistra abbiano ancora un senso, o non siano uno specchietto per le allodole che qualcuno utilizza per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dai problemi reali e dalle soluzioni possibili. In questo libro si sostiene che se si abbandona l’ideologia della crescita è possibile ridare forza all’impegno per una maggiore equità tra gli esseri umani. 

A tal fine occorre avviare una decrescita selettiva della produzione sviluppando innovazioni tecnologiche che accrescano l’efficienza nell’uso delle risorse e attenuino l’impatto ambientale dei processi produttivi, perseguire l’autosufficienza alimentare valorizzando l’agricoltura di sussistenza, superare l’antropocentrismo estendendo l’equità a tutti i viventi, ridurre la mercificazione e l’importanza del denaro, riscoprire i beni comuni e le forme di scambio basate sul dono e la reciprocità».

G. Thomas, Cento motivi per essere di sinistra, Perché le idee politiche hanno ancora un senso nel mondo globale e perché e in cosa destra e sinistra sono divise, Clichy 2018, pp. 276
    15,00

Il libro non risolve il problema di chi è di sinistra e chi è di destra; racconta molti luoghi comuni. Il discrimine tra destra e sinistra è altro, accettare o non accettare il sistema capitalista e la sua economia. Sarebbe stato più interessante e positivo se l’autore avesse messo in evidenza quanto oggi hanno in comune la sinistra e la destra per provare a capirci qualcosa.

S. Vannuzzi, Socialismo e massoneria, Note di un socialista massone, Circolo culturale anticonformista Andreani 2014, pp. 36        s.i.p.

A causa dell’ultimo dibattito all’interno del Partito democratico per la espulsione di  assessori iscritti alla massonneria, il circolo ripubblica uno scritto di Sante Vannuzzi del 1910 che ritiene possibile  essere massoni e socialisti.

A. Burgio, Il sogno di una cosa. Per Marx, DeriveApprodi 2018, pp. 536 €     28,00

«Questo libro non vuole essere un esercizio di pietas nei confronti di una figura un tempo osannata e oggi piuttosto ridimensionata. Il nostro intento è studiare Marx come filosofo: i temi che la sua filosofia discute; le fonti che la ispirano; le prospettive che essa schiude. Parrebbe un gesto massimamente inattuale: per l’inattualità di Marx nel tempo della globalizzazione capitalistica; per l’inattualità della filosofia, quale Marx la intendeva: non erudizione né intrattenimento, ma critica dell’esperienza storica: genealogia del mondo umano e teoria della prassi trasformatrice. 

Marx: il critico dell’economia politica; lo scienziato dei modi di produzione; l’attento osservatore degli accadimenti contemporanei; l’infaticabile costruttore di organizzazioni operaie – questo Marx era interessato in primo luogo a riflettere sulla storia, nel convincimento che essa abbia una virtuale coerenza e un’immanente finalità. 

Di questa idea il libro ricostruisce fonti e sviluppi. Per capire in che misura, a duecento anni dalla nascita, Marx sia ancora parte integrante della nostra comune filosofìa spontanea».

M. Castaldo, Marx e il torto delle cose, 1871-1917-2017, Colibrì 2017, pp. 446 €     22,00 Michele Castaldo propone un lavoro di analisi su due grandi avvenimenti rivoluzionari, La Comune di Parigi del 1871 e l’Ottobre del 1917 in Russia, ponendo al centro della sua ricerca le classi proletarie. 

Rivisita la storia del movimento socialista e comunista, rapporta i fatti alla teoria e la teoria ai fatti, per mettere in luce lo scontro perenne che si svolge nei rapporti sociali tra la forza della ragione e la ragione della forza; o più prosaicamente come la specie umana si trova a vivere in modo subordinato rispetto ai meccanismi che essa stessa in modo istintivo pone in essere, quei processi economico-sociali che Marx analizza ne Il Capitale.

M. Quirico e G. Ragona, Socialismo di frontiera, Autorganizzazione e anticapitalismo, Rosenberg & Sellier 2018, pp. 198 €     16,00 

Dalla introduzione riportiamo un parte che ci sembra chiarisca bene gli intendimenti del volume: «Il volume propone uno sguardo eccentrico sulla tradizione novecentesca, ricostruendo l’itinerario politico e culturale di intellettuali militanti (comunisti, socialisti, anarchici) capaci di declinare in maniera originale i temi fondamentali della critica del capitalismo (e insieme del modello sovietico), valorizzando nel contempo l’autorganizzazione e la democrazia radicale, con l’obiettivo di dare concretezza all’antico sogno, sempre rinnovato, di una società in cui il libero sviluppo di ciascuno sia condizione del libero sviluppo di tutti. Il volume  propone  una  prospettiva  eccentrica  sulla  tradizione  del socialismo  novecentesco,  assumendo  il  termine  in  un’accezione  ampia,  che  ricomprende  sotto  di    le  diverse  correnti  del  comunismo, dell’anarchismo, della socialdemocrazia, e le varie declinazioni di esse». 

I. Mészáros, Oltre il capitale, verso una teoria della transizione, Punto Rosso 2016, pp.1 000
      40,00

Esce finalmente anche in italiano il monumentale libro di questo filosofo marxista, allievo di Lukàcs, che fornisce un importante contributo al compito di ripensare innovativamente l’alternativa socialista e le condizioni per la sua realizzazione alla luce delle sfide del XXI secolo, dopo il crollo del socialismo reale. Mészáros riporta l’originale impianto di Marx ad essere di nuovo uno strumento per la sinistra di oggi, ma non tornando indietro: egli si muove oltre il progetto che Marx ha iniziato e che ha articolato nella sua opera maggiore, Il capitale, per andare oltre Marx e ricostruire strumenti analitici efficaci ad analizzare il potere del capitale nella sua conformazione attuale.

A. Altamura, Marxismo aperto, Giuseppe Semerari e l’umanesimo socialista tra destalinizzazione e Sessantotto, Stilo 2018, pp.  161 €    14,00 In un saggio breve arricchito da brani antologici di grande valore, l’autore ricostruisce un momento particolarmente fecondo della storia del comunismo europeo, tra gli anni ’50 e ’70 del XX secolo. L’opera richiama l’attenzione sulla vivacità e la complessità del pensiero filosofico marxista sviluppatosi nel fuoco delle rivolte polacche del 1956 attraverso Kołakowski e Schaff, nella Jugoslavia di Tito attraverso le vicende della rivista «Praxis», in quel misto di speranza e tragedia che fu la Primavera di Praga attraverso Kosík. 

Impegnati in una serrata critica del socialismo realizzato, questi intellettuali aprirono la strada a una nuova riflessione filosofica di cui, in Italia, Giuseppe Semerari (1922-1996) fu un importante interprete, contribuendo con la sua analisi del marxismo aperto dell’Europa orientale alla diffusione delle proposte teoretiche dei suoi principali esponenti. 

Il volume contiene la traduzione integrale del testo di Leszek Kołakowski – Wovon leben die Philosophen?

Jean-Marie Strub, Kommunisten, Film, DeriveApprodi 2016 DVD €     10,00 

Il film inizia con l’inno della DDR, un verso della sua seconda strofa potrebbe essere il comune denominatore dei sei blocchi di cui è composto il film. Prendendo come punto di partenza Le temps du mépris d’André Malraux, Straub ritorna sui lutti popolari degli anni 1920-1940: nella Germania nazista, nell’Italia fascista, nell’Egitto colonizzato. Tessendo frammenti che provengono per la maggior parte dai film precedenti di Straub e Huillet, dà vita a un ritratto terribile del XX secolo.

Mescolando blocchi di tempo (quarant’anni separano i diversi girati), di testo (Malraux, Fortini, Vittorini, Holderlin) e di lingue (francese, italiano, tedesco), così da far emergere la storia del mondo e dallo stesso movimento la speranza politica del suo superamento. Tutto ciò che è stato il cinema di Jean- Marie Straub e Danièle Huillet ha, in Kommunisten, la sua forma più compiuta. Include anche il cortometraggio La Guerre d’Algérie e il libro di Giorgio Passerone Sperimentazione komune.

V. Chiti, La democrazia nel futuro, Le nuove sfide globali, il «caso Italia» e il ruolo del centrosinistra, Guerini e associati 2017, pp. 196 €     18,50

Scritto da un senatore del Pd che ha fatto campagna per il SI e che pensa ora di poter ricostruire un centro sinistra con luoghi comuni ispirato più da papa Francesco che da una interpretazione reale della società in senso marxista, fa un po’ ridere, anche perché le cose stanno andando avanti in un modo che difficilmente si può prevedere e che non sarà in nessun modo influenzato dalle scelte del Pd che è ormai fuori da tutti i possibili interventi che potrebbero cambiare in un verso o nell’altro la storia futura di questo Paese.

Libretto rosso, Citazioni dalle opere del presidente Mao Tse-Tung, All around 2016, pp. 201
      10,00

Ripubblicato con lo steso formato e la stessa introduzione di Lin Piao del 1966, è il testo  storico della generazione dei sessantottini che ne fece una icona. Si stima che ne siano state stampate in tutto il mondo qualcosa come 900 milioni di copie, secondo come tiratura dopo la Bibbia.