Associazioni

RiLL Riflessi di Luce Lunare è un’associazione culturale senza scopo di lucro, attiva dal 1992.

La principale attività associativa è il Trofeo RiLL per il Miglior Racconto Fantastico: un concorso letterario che RiLL bandisce per scoprire e valorizzare autori di storie “al di là del reale”  (storie fantastiche, appunto: fantasy, fantascientifiche, horror e così via…).

Attualmente, i racconti partecipanti sono 200-250 a edizione (provenienti dall’Italia e dall’estero). Compongono la giuria del premio scrittori professionisti, giornalisti, saggisti, accademici e autori di giochi. Le raccolte sono curate da RiLL, e ospitano i racconti premiati al Trofeo RiLL. 

I volumi sono realizzati senza alcun contributo da parte degli autori pubblicati.

Nel 2003 è nata la collana Mondi Incantati: le antologie annuali del Trofeo RiLL, attualmente pubblicate da Wild Boar Edizioni. La collana è patrocinata dal festival internazionale Lucca Comics & Games.

Inoltre, dal 2013 RiLL ha avviato una collaborazione con alcuni concorsi letterari europei dedicati al fantastico (Premio Nova, Finlandia; Prix Masterton, Francia; Aeon Award Contest, Irlanda; James White Award, Regno Unito; Premio Domingo Santos, Spagna), pubblicando i loro racconti vincitori nelle antologie Mondi Incantati. Le collaborazioni estere si sono poi allargate, nel 2015, al Nova Short Story Competition (Sud Africa) e all’AHWA Flash & Short Fiction Competition (Australia).

Dal 2014 il racconto primo classificato del Trofeo RiLL è pubblicato su Albedo One, la più importante rivista irlandese di letteratura fantastica, e su Visiones, l’antologia annuale dell’AEFCFT (Asociación Española de Fantasía, Ciencia Ficción y Terror), la maggiore associazione spagnola che si occupa di fantastico.

Il consolidarsi del successo del Trofeo RiLL ha portato infatti a creare nel 2011 due nuove colane, entrambe con cadenza annuale: Aspettando Mondi Incantati (serie di e-book che ospitano tutti i racconti finalisti del Trofeo RiLL dell’annata) e Memorie del Futuro (antologie di racconti di un solo autore, scelto fra quelli che più si sono distinti nell’ambito del Trofeo RiLL).

Nel 2005 e 2006 RiLL ha collaborato al Premio Solinas, uno dei maggiori concorsi italiani per sceneggiature cinematografiche. La collaborazione ha riguardato la sezione BluViola del premio I Colori del Genere, dedicato a storie per il cinema di carattere fantastico.

Ancora, nel 2012 e 2013 RiLL ha collaborato con la Armando Curcio Editore, curando svariate presentazioni dei romanzi di fantascienza “Ferro Sette” e “Falsi Dei”, di Francesco Troccoli, pluripremiato autore del Trofeo RiLL. Nel 2016, in occasione dell’uscita del terzo romanzo di Francesco Troccoli (Mondi senza tempo), RiLL ha curato la prima presentazione del volume, a Roma, in collaborazione con l’editore Delos Books. 

 

Centro studi e documentazione Luigi Attenasio e Vieri Marzi

Il Centro Studi e Documentazione Luigi Attenasio – Vieri Marzi, istituito nel 2002, nasce da un’intuizione del dr. Luigi Attenasio, già direttore del DSM, che ha tenacemente voluto dare origine ad un’esperienza di empowerment con la fattiva partecipazione di utenti della ex ASL Roma C, delle Associazioni dei Familiari (rappresentati all’interno della Consulta Dipartimentale), e degli operatori del Dipartimento. Nel corso degli anni sono state sviluppate le premesse per la creazione di un ambito in cui “Il lavoro di riabilitazione ha a che fare con l’umanizzazione e con i diritti, con la de-istituzionalizzazione delle pratiche, con la trasformazione degli spazi, con la soggettivazione degli individui, all’interno di uno spazio concreto” (Franco Basaglia, 1964).

L’attività routinaria del Centro Studi Documentazione è quella di ampliare la biblioteca attraverso la continua acquisizione di libri, articoli, riviste, tesi di laurea, materiale multimediale sulle tematiche della salute mentale, con una sezione dedicata alla legislazione psichiatrica nazionale e internazionale e caricare in un data base online (www.salutementale.net) tutte le norme e le leggi relative alla salute mentale sia italiane che straniere da mettere a disposizione della cittadinanza.

Il nostro obiettivo è quello di rendere disponibile il nostro materiale per la consultazione e il prestito agli utenti del D.S.M., operatori, studenti, cittadini che vogliono approfondire le conoscenze sulla salute mentale. 

La nostra missione vuole essere la divulgazione attraverso la promozione di eventi, congressi e formazione di una cultura alla salute mentale.

Il Centro Studi Documentazione è promotore di un progetto di ampio respiro che prevede uno studio di larga portata presso le scuole sul fenomeno dello stigma attraverso la somministrazione di un questionario e la conseguente relazione dei dati statistici.All’interno di questo progetto è previsto un calendario di incontri con autori di libri sulla salute mentale relativamente ai nuovi saperi della psichiatria, delle neuroscienze, della riabilitazione psichiatrica e della psicologia.

Nel 2015 il Centro Studi e Documentazione è diventato anche un sito web,
www.salutementale.net, attraverso il quale offrire a tutti i cittadini una data base in cui sono catalogate le leggi nazionali, regionali, comunali ed anche europee e infine le sentenze relative alla salute mentale, inoltre è disponibile un catalogo on line di libri, riviste e tesi.

Alcuni recapiti attraverso cui contattare il Centro:

Centro Studi e Documentazione Luigi Attenasio – Vieri Marzi

Via Monza 2, 00182 Roma

Tel. 06 51006551 Fax 06.51008071

e-mail: info@salutementale.net

Apertura al pubblico della biblioteca:

lunedì e mercoledì dalle ore 10,00 alle 13,00; martedì e il giovedì dalle ore 15,00 alle 18,00

Responsabile del Centro Studi e documentazione: dr. Gaetano Infantino

 

Riviste

A Forlì 

la Fanzinoteca d’Italia

Ma cosa sono le Fanzine? Sono riviste fatte in casa, con passione, molte idee e pochi mezzi (insomma poca Grana e nessun Sponsor!!) nascono povere, quindi libere dalle imposizioni di un mercato totalitario. Destinate ad appassionati che ne condividono gli interessi e la voglia di comunicare, proliferano e si diffondono per canali sotterranei “un po’ in tutto il pianeta come riportato in ultima di copertina di Poveri ma Liberi. Catalogo delle Fanzine italiane (1977-1997) – Edizioni Millelire, Stampa Alternativa.

Ma che cosa è una Fanzinoteca? Come spiega il suo fondatore Gianluca Umiliacchi, ideatore di questo “Museo-Biblioteca”, sorto a Forlì nel 1977: Fanzinoteca [Fan-zi-no-tè-ca] s.f. (pl.-Che) Composto di Fanzine (rivista degli appassionati) e Theke (ripostiglio v. Teca) è un luogo dove sono raccolte le fanzine a scopo di conservazione e di studio,  e documenti relativi all’editoria fanzinara opportunamente catalogati, a disposizione degli utenti per consultazione, lettura o prestito con funzione pubblica, comunale e universitaria riconosciuta e unica nel suo genere a livello nazionale, col supporto della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Forlì-Cesena e del Comune di Forlì anche se, come recita il suo fondatore, il percorso della Fanzinoteca d’Italia, forse dettato dalla sua atipicità, non è stato né semplice né immediato. 

Gianluca Umiliacchi, nato a Rimini nel 1961, apolide studioso fanzinotecario e attento ricercatore dei linguaggi veicolati dalla produzione dell’editoria fanzinara nazionale e dell’autoproduzione, filologo e storico delle fanzine italiane, massimo esperto del campo, è autore di varie pubblicazioni, numerosi articoli, saggi e bibliografie diffuse in periodici ufficiali e di settore. 

Oltre al libro sopra menzionato, ha scritto il saggio Fanzine italiane oltre il 2000 per il Centro di Documentazione di Pistoia, vari e-book tra i quali: Fanzine: 2 o 3 cose che ho appreso in riguardo ad esse (Fanzinoteca d’Italia Edizioni, Forlì FC, 2007/2010), Fanzine Editoria fanzinara italiana (Forlì, 2012). 

Dal 1998 partecipa, in veste di cultore della materia, come relatore ad incontri e dibattiti in varie manifestazioni o eventi culturali legati al mondo giovanile e non solo, oltre ad essere curatore e organizzatore di manifestazioni, esposizioni ed eventi proposti su tutto il territorio nazionale.

Da anni collabora con articoli, testi, analisi, sceneggiature, impaginazioni, illustrazioni, fumetti, net art, ecc. con periodici ufficiali, pubblicazioni specializzate, pubblicazioni amatoriali, siti Internet, riviste telematiche, webzine, pubblicazioni locali e, in particolar modo, con oltre 30 testate fanzinare sparse sul territorio italiano.

I recapiti della Fanzinoteca d’Italia sono i seguenti: Via E. Curiel, 51 – 47121 Forlì FC mail: fanzinoteca@fanzineitaliane.it e sul sito: www.fanzinoteca.it. 

Attualmente la sede è aperta al pubblico due mezze giornate alla settimana. Durante l’apertura sono attivi i servizi di consultazione in sede, di prestito esterno, di ricerca in archivio,  di fotocopiatura. A oggi la sede di Forlì propone una grande quantità di fanzine e il patrimonio bibliografico è costituito prevalentemente da testate inviate gratuitamente dagli stessi fanzinari o collezionisti da tutta Italia e da Paesi di tutto il mondo come USA, Brasile, Argentina, Francia, Spagna, Germania, Giappone ecc… 

 

 

ANTEREM 

RIVISTA DI RICERCA LETTERARIA

Via Zambelli 15 •37121 Verona • e.mail: infoanteremedizioni.it • www.anteremedizioni.it

Fondata nel 1976 da Flavio Ermini e Silvano Martini, «Anterem» è tra i periodici che più profondamente hanno indagato il rapporto tra parola poetica e pensiero. 

Tra le pagine di «Anterem» vengono riprese le domande fondamentali che urgono nel pensiero aurorale, approfondendole, muovendo da angolazioni sempre diverse, fino a rendere viva l’antica eredità che si trova in noi. Questo cammino del pensiero è – in quanto poesia – pensiero del cammino: luogo comune per tutti coloro che si sono allontanati dai singoli generi letterari per assumere una funzione, per così dire, di “rete”.

Il nome «Anterem» nasce porgendo attenzione al valore originario della parola, chiamata a essere il luogo di raccordo tra sensibilità e percezione. 

Ma l’opera su cui esplicitamente fa presa il nome «Anterem» è la Scienza nuova di Vico, dove leggiamo: «Il più sublime lavoro della poesia è alle cose insensate dare senso, ed è propietà de’ fanciulli di prendere cose inanimate tra mani e, trastullandosi, favellarvi come se fussero, quelle, persone vive. Questa degnità filologico-filosofica ne appruova che gli uomini del mondo fanciullo, per natura, furono sublimi poeti». Sarà lo stesso Vico a citare a questo proposito una riflessione di Spinoza: «La fantasia tanto è più robusta quanto è più debole il raziocinio».

«Anterem» è giunta a costituire nel corso di oltre quarant’anni uno dei più illustri cataloghi di quella letteratura che fa i conti con il pensiero delle origini; una letteratura scettica nei confronti dell’oggi, di ogni oggi, dello stesso concetto di oggi.

Con questa consapevolezza, intorno alla rivista si è formata una comunità di poeti e pensatori che ha deciso di privilegiare quelle riflessioni che faticosamente – attraverso difficoltà continue e mai completamente superate – producono opere letterarie. Tale comunità fa della ricerca un principio estetico che emerge da una trasformazione e non dal calcolo. Una trasformazione che nell’era della tecnica sembra possibile unicamente nel dire.

«Anterem» accoglie l’istanza di un pensiero non più metafisico e quindi nuovamente e radicalmente iniziale, in grado dunque d’immaginare come il mortale può tornare a essere. Gli autori convocati sanno che è vana la ricerca di un senso centrale e di princìpi fondanti che non sia l’enigma dell’erranza, vera cifra dell’esperienza umana.

Attraverso testi poetici provenienti da ogni parte del mondo – pubblicati in lingua originale e con traduzione a fronte – «Anterem» si è assunta il compito di veicolare la varietà e la complessità di un mondo in continua trasformazione, codificabile solo con nuovi alfabeti, da coniugare in un mosaico irregolare e vitale.

Né cattedrale né prigione della poesia, la grande casa di «Anterem» continua a costituirsi come luogo verbale affacciato sul mare dell’altrove e dell’inconosciuto. È in questo processo che viene favorito il movimento precategoriale e autonomo della parola ante-rem, in un incessante nomadismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Segnalazioni

Ambiente

Polizia e Democrazia, n. 1, gennaio 2018 

      3,10

Nell’articolo L’infarto operativo procurato ai Forestali, un ex Dirigente del Corpo forestale dello Stato, ora carabiniere, spiega l’inutilità e la pericolosità di una riforma che ha dimostrato evidenti lacune nell’organizzazione della difesa del territorio, un territorio, un ecosistema, un ambiente sempre più abbandonati da una politica miope che non trova di meglio che spuntare le armi e togliere diritti a chi ha sempre protetto i boschi.

Polizia e Democrazia, n. 2-3, febbraio-marzo 2018 €       3,10

Adriano Gradi nell’articolo Alla montagna non occorre una grande Polizia specializzata, parla dell’abbandono quasi generalizzato dell’Appennino e del desolante spettacolo dell’assenza di manutenzioni di importanti foreste, del preoccupante aumento del dissesto idrogeologico e delle conseguenti tragedie umane. La montagna ha bisogno di  investimenti, cantieri di lavoro,  selvicoltura, sistemazioni idraulico-forestali. Invece di fare questo si è pensato di attribuire solo compiti di polizia al personale che prima si occupava di sorveglianza del territorio.

Documenti wilderness, n. 3 luglio-settembre 2017         s.i.p.

Franco Zunino  riprende in questo numero tutta una serie di considerazioni che già aveva espresso sulla presenza di lupi ed orsi nelle nostre montagne, animali che  hanno fatto parlare a vanvera con la prosopopea di chi crede di sapere tutto perché infarcito di nozioni imparate a scuola, con scarso senso pratico e nessuna esperienza sul campo.

Documenti Wilderness, n. 1, gennaio-marzo 2018          s.i.p.

Franco Zunino, in  Una storia tutta “italiana” dell’Italia di oggi, è contro la realizzazione dei nuovi impianti di depurazione delle acque reflue dei Comuni di Pescasseroli e di Opi che andrebbe ad intaccare un’area agro-naturale oggi assolutamente integra, ed anche di grande valore naturalistico e bellezza, quanto meno paesaggistica. 

Malamente, rivista di lotta e critica del territorio, n. 8, settembre 2017          3,00

Francesco Aucone interviene sul gasdotto Rete Adriatica,  un lungo serpente tra le faglie sismiche dell’Appennino, che prevede una centrale di compressione e spinta localizzata a Sulmona (AQ) su terreni agricoli a poca distanza dal centro abitato.

Malamente, rivista di lotta e critica del territorio, n. 10, marzo 2018        3,00

Riporta un interessante contributo critico proveniente dal collettivo AltreMenti della Valle Peligna che ci parla ancora della centrale di compressione e spinta sul gasdotto Rete adriatica prevista a Sulmona.

Nunatak, rivista di storie, culture, lotte della montagna, n. 48, autunno 2017 €       2,50 

Nell’articolo Terra bruciata. Riflessioni dal Piemonte in fiamme, da una discussione  con Luca Giunti sui vasti incendi di questo anno in Piemonte contrastati con molte difficoltà. Ne è scaturito un discorso di valenza generale sulla montagna, sull’abbandono, sulla gestione delle emergenze e la cura quotidiana del territorio.

Nunatak, rivista di storie, culture, lotte della montagna, n. 49, inverno 2017-2018   

      3,00

Cincia Allegra in L’erba del bisonte parla degli appalti assegnati a imprese polacche di sfruttamento forestale che, con i loro enormi macchinari, stanno violentemente frantumando il suolo e abbattendo decine di alberi pluricentenari  ogni giorno nella foresta polacca di Białowieża, facendo sparire ciò che rimane della foresta primaria europea che dopo l’ultima glaciazione ricopriva le immense pianure del continente, un santuario di biodiversità ed ecosistemi fragilissimi e unici al mondo. 

   

Adista, n. 11, 24 marzo 2018 

Abbonamento annuale cartaceo          € 75,00

Segnaliamo Salviamo il paesaggio, difendiamo i territori, brani tratti dall’introduzione della Proposta di legge di iniziativa popolare del Forum Salviamo il Paesaggio che ha ritenuto indispensabile elaborare un proprio originale testo normativo orientato a mettere fine al consumo di suolo.  Un’avanzata incontrollata di asfalto e cemento – al ritmo, anche l’ultimo anno, di 4 metri quadrati al secondo – che ha prodotto, in termini di servizi ecosistemici una perdita economica compresa tra i 538,3 e gli 824,5 milioni di euro l’anno. 

Medicina Democratica, n. 233-234, maggio-agosto 2017

Quota associativa annua ordinaria      35,00

Dossier Trasporto su ferrovia e su gomma. A cura di E. Ferrara: Quale velocità; B. Thieme, L. Mara, R. Carrara: Relazione Tecnica relativa all’immane e nefasto disastro ferroviario avvenuto nella Città di Viareggio il 29 giugno 2009; R. Antonini: Strage di Viareggio: condannati Moretti & company. La nostra lotta… non può che continuare; E. Ferrara: Il senso delle grandi opere e i rischi del trasporto ferroviario. Intervista a Claudio Cancelli; R. Saleri: L’alta velocità tra Brescia e Verona inutile, costosa, dannosa; S. Bologna: La globalizzazione e il fallimento di Hanjin; M. Caldiroli: Utilizzo e abuso di rifiuti nella formazione di infrastrutture stradali; F. Ciafaloni: La nuova via della seta; A. Tartaglia: Costi e benefici della Nuova Linea Torino Lione. Per chi?; P. Mattone: Repressione del Movimento No Tav: il ruolo della Magistratura; G. Tognoni: La sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli: diritti fondamentali, partecipazione delle comunità locali e grandi opere; a cura del Tribunale Permanente dei Popoli: La sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli dell’8 novembre 2015 sulla violazione dei diritti fondamentali degli abitanti delle comunità locali in Val Susa; L. Pepino: La genesi della sessione dei TPP; L. Giunti: Torino Lione: a che punto siamo? 

E. Genre, Chi va al mulino…, Acque mulini e mugnai delle valli piemontesi, Neos 2017, pp. 87
      16,80

Il lavoro del mugnaio era un lavoro faticoso (come lo erano un po’ tutti i mestieri di una volta) e svolto in condizioni sgradevoli:  all’oscurità, al freddo e all’umidità, alla quantità di farina che, volando nei locali, veniva inalata dai mugnai e giorno dopo giorno andava a depositarsi nei polmoni. In molti casi non si trattava affatto di un’attività remunerativa. Se si considera infatti che dalla loro attività si otteneva uno dei cibi alla base dell’alimentazione quotidiana, si capisce come essi non fossero solo utili, ma persino necessari alla sopravvivenza stessa della comunità. 

Oggi, quando ormai l’economia agricola a cui i mulini appartenevano non esiste più, non solo gran parte degli edifici è in rovina, ma è andato perso anche quel patrimonio fatto di conoscenze architettoniche e saperi meccanici che li accompagnava. L’intento di questo libro è quello di far conoscere il funzionamento dei mulini e di condurre alla scoperta del piccolo universo che ruotava loro intorno. 

B. Romagnoli Bonomi, Bee happy, storie di alveari, mieli ed apiculture, DeriveApprodi 2016, pp. 121 €     12,00

Testo chiaro, divertente ed educativo che ha come tema il mondo delle api. 

L’autrice ci fa conoscere tutti gli aspetti di questa attività che pratica da anni e che sta prendendo sempre più campo, soprattutto fra i giovani, pur essendo un’attività stagionale che richiede molto tempo e guadagni non facili.

Si sta delineando infatti un ritorno alla campagna da parte dei giovani che cercano
di agire nel rispetto della natura e dell’ambiente, integrando le tradizioni e i saperi antichi col sapere moderno. 


G. Vazza,
In meno di quattro minuti, Testimonianza sul Vajont: la strage e l’umiliazione, Cleup 2017, pp 216 €     15.00 Giuseppe Vazza, superstite del disastro del Vayont, avvenuto nella notte del 9 ottobre 1963, vide la sua casa, l’attività e gran parte della sua famiglia inghiottite da un’onda colossale che si lasciò alle spalle morte, desolazione e disperazione. 

In questo libro testimonianza l’Autore conduce il lettore lungo i sentieri della memoria per rievocare quella che è stata una delle catastrofi più sconvolgenti che hanno ferito l’Italia del secondo dopoguerra. Ma è soprattutto la ricerca di verità ancora avvolte dal mistero sulla strage che ha spinto Vazza a farsi portavoce di quanti chiedono chiarezza sulle dinamiche di quest’evento disastroso.

Testimone di un mondo spazzato via non tanto e non solo dalla natura, ma da un diluvio di piccole e grandi ingiustizie, l’Autore racconta con generosità il suo vissuto, e ne fa partecipi quanti abbiano desiderio di conoscere la realtà di questa tragedia, dando un senso a un disastro che si poteva evitare. Raccontare ancora e ancora diventa un modo di riscattare l’ingiustizia con un’azione rivolta ad altri, per mettere un seme nell’animo delle giovani generazioni auspicando che esso possa germogliare.

Il volume è arricchito da un’appendice fotografica che documenta le drammatiche conseguenze del disastro. (l.c.)

M. Spinetti, Napapiiri, Ritorno al selvatico. «Il mio Walden», Caosfera 2016, pp 166 €     14.00 Finalmente un libro che ci parla della Wilderness “all’americana” e non la solita guida per turisti con descrizioni ambientali materialisticamente naturalistiche e geografiche (gli scrittori italiani di natura sono solo campioni in questo!) dove nulla della spiritualità Wilderness esiste e meno ancora viene trattata

È un libro che si consiglia a tutti perché, pur trattandosi di una narrativa fantasiosa ma basata su fatti e descrizioni reali, nelle sue pagine si respira quello spirito Wilderness che è alla base dell’Idea e della sua conservazione; un animalismo ed un naturalismo che è amore per i momenti, per i luoghi, per la vita e l’ambiente e per i sentimenti interiori che vi si possono provare. Se la loro ricerca sta dentro di noi non è tanto importante osservare un orso in quanto specie rara, quanto godere del momento in quel mondo dove l’orso sta vivendo e noi con lui. Purtroppo, pochi lo capiscono: Mario Spinetti è uno dei pochi. Non ha mai cercato la fama del ricercatore naturalista, né ha mai ricercato l’impresa od il primato da battere camminando in natura, ma solo e semplicemente lo ha fatto per vivervi dei momenti in comunione col mondo selvaggio: cogliere un’ostia da lasciare sciogliere in bocca nella solitudine di un angolo di foresta, metafora di una chiesa. Con la sua narrazione Spinetti ci dice indirettamente della sua esperienza nella Lapponia finlandese, dove vive in una casetta se non sperduta almeno lontana da centri abitati, lungo le sponde di un grande fiume e dove orsi, lupi ed alci giungono fin quasi sotto le sue finestre. Soprattutto ci dice dei suoi pensieri. Novello Thoreau egli narra, più che della sua esperienza naturalistica, i suoi sentimenti e le sue emozioni; quando l’ascolto della foresta o l’osservazione dell’aurora boreale o degli abeti ingessati nel gelo delle nevicate… (Franco Zunino)

V. Shiva e L. Astruc, La terra ha i suoi diritti, Emi 2016, pp. 206 €     18,00

In questo saggio (realizzato sotto forma di intervista con il giornalista e attivista francese Lionel Astruc) Vandana Shiva affronta tutti i grandi argomenti della sua pluridecennale lotta in difesa dell’ambiente e dei diritti dei contadini: la sovranità alimentare, la battaglia contro la biopirateria, la definizione di ecofemminismo, più in generale l’attivismo sociale, che l’ha resa uno degli esponenti più in vista della galassia dei movimenti di base in tutto il mondo. Nel suo libro Vandana racconta in maniera dettagliata tutta la sua vita e le motivazioni che l’hanno spinta, da filosofa e studiosa di fisica, a impegnarsi socialmente a fianco di piccoli agricoltori, donne in India fino a diventare una paladina anti-globalizzazione selvaggia in tutto il mondo. Rievoca la nascita della battaglia contro l’idea di creare piante Ogm per rendere la produzione di cibo vincolata strettamente a un mercato nelle mani di poche aziende. A più riprese nella lunga intervista, Vandana Shiva dimostra che gli Ogm non servono per combattere la fame nel mondo; mostra come un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dei cicli della natura è più produttiva dell’agricoltura intensiva che si impadronisce dei terreni; sostiene che con l’agroecologia sarebbe addirittura possibile nutrire due popolazioni del mondo attuale (anche se lascia completamente senza risposta la questione del rapporto metropoli/campagne). Nel racconto di Vandana Shiva c’è spazio (e pure alcuni elogi) anche per alcune esperienze positive italiane. Un libro che ci ricorda che il rispetto dell’ambiente e la difesa dei diritti umani, in particolare dei più poveri, vadano di pari passo. Afferma Vandana Shiva: «Difendere i diritti della Terra Madre è la lotta con le maggiori chance di portare a una pace duratura». Proviamo a ricordarcelo anche in questa parte di mondo. (i.b.)

R. Hopkins e L. Astruc, L’ecologia di ogni giorno, Emi 216, pp. 192 €     15,00 

Rob Hopkins, attivista ambientale inglese, ha avviato il fenomeno delle Città in Transizione partendo da Totnes, cittadina del Devon (UK), nel 2005. Oggi, le Città in Transizione sono una rete a livello mondiale che registra quasi 1.200 gruppi di cittadini in 47 Paesi del mondo. Sono persone che lavorano su scala locale «per lottare contro il riscaldamento climatico e per costruire una nuova società più solidale, attraverso una riappropriazione partecipativa delle sfide-chiave: l’alimentazione, l’energia, la finanza, l’ambiente ecc.» come si legge a p. 18 di questo volume, dove è intervistato da un saggista francese esperto di ecologia e sviluppo sostenibile. Il dialogo si snoda attraverso tre tappe: l’epopea ecologica di una piccola città (Totnes), la storia di una crescita planetaria con mezzi rudimentali, gli effetti della rete e dei social network sulla politica, contribuendo a rafforzare la democrazia e la solidarietà tra i cittadini. Un tratto distintivo dell’intera esperienza delle Città in Transizione è l’importanza data al linguaggio utilizzato, sia all’inizio che durante la diffusione: «come comunicare su questo argomento? Come narrare questa nuova storia, e costruirla?”. Come spesso accade nelle riflessioni del mondo angloamericano e nordeuropeo, si dimenticano vari aspetti (scardinanti dei buoni propositi) legati ai motivi profondi della crisi ecologica del pianeta. Hopkins sostiene che l’innovazione sociale ha bisogno, ancora oggi, di un linguaggio attento e misurato, che sappia sollecitare la coscienza collettiva, dialogando con i responsabili politici. Che però sono gli stessi che stanno dissipando scientemente le risorse naturali di questo pianeta in nome della crescita economica e di falsi sviluppi declinati in varie forme che comunque non non mettono in discussione  gli architravi su cui si regge in modo distorto e suicida la società umana. (i.b.)

P. Ermani e V. Pignatta, Pensare come le montagne, Terra Nuova Edizioni 2011, pp. 213

    12,00

Come viviamo? Male! Lo sappiamo bene, tutti o quasi. La nostra è una società complessa, articolata su più piani e ormai tutti o quasi siamo quotidianamente in lotta con l’orologio, sommersi da mille rumori, a rischio salute sulle strade, nelle case, sul lavoro, soffriamo in larga maggioranza di patologie dovute allo stress e all’obbligo del divertirsi e dell’accumulare. Sappiamo che non durerà a lungo (in termini di ere, è questione di 1 minuto; misurati sulla vita umana, poche generazioni forse 150 anni). E allora? È necessario fermarsi a riflettere su come rallentare la distruzione del pianeta e tornare ad essere una specie che per sopravvivere si può adattare ai mutamenti della casa comune chiamata “pianeta terra” invece di pensare a fare nuove colonie su Marte o improbabili conquiste extraterrestri. Pensare come le montagne che si presenta come un manuale teorico-pratico nel filone della decrescita felice, prova a dare delle risposte. Il testo è sostanzialmente diviso in due parti: la prima è una amara, lucidissima e spietata analisi della situazione italiana ma non solo, riguardante temi quali la salute, l’ambiente, l’alimentazione e il potere. Sì, proprio il potere. 

L’impostazione del testo, mette in luce come tutti questi ambiti sottostiano ad un’unica logica: quella del profitto e quindi quella del potere politico-industriale che tutto lega e conduce. Non c’è un aspetto dell’esistenza che sia scollegato dagli altri e che non possa essere modificato in meglio. La seconda parte del volume avanza delle proposte per costruire alternative concrete al modello dominante partendo da cose che possiamo fare tutti, dall’alimentazione e l’agricoltura biologica al cohousing, dall’autoprodursi energia da fonti rinnovabili al recupero della comunità. Il tutto legato da un filo verde chiamato etica: etica dei consumi, dei gesti, della qualità della vita, del tempo e di cosa, in quel tempo, vogliamo che abbia spazio. Un libro senza l’impronta new age di pubblicazioni simili, ricco anche di dati, di citazioni e di pensieri dei più famosi ed importanti pensatori ecologisti contemporanei. Ma non un libro di teoria: anzi, molto ben ancorato alla realtà e alle esperienze concrete dei due autori. (i.b.)

A cura di Andrea Stocchiero, Ecologia integrale e migrazioni, L’espulsione dalle terre in Africa e l’incoerenza della politica europea, Carocci 2016, pp. 199 €     20,00

Il volume, si legge nell’Introduzione, si occupa dei problemi della piccola agricoltura famigliare che è la principale protagonista della soluzione per porre fine al dramma della fame, e sviluppa una riflessione sugli approcci etici e politici a favore della sovranità alimentare, e sulle misure per l’agro-ecologia.   

A cura di P. Boschiero, L. Latini e S. Zanon, Curare la terra. Luoghi pratiche, esperienze, Fondazione Benetton 2017, pp. 225

    22,00 Il libro indaga il crescente fenomeno del ritorno alla terra che contraddistingue la società occidentale, ponendolo a confronto con pratiche, mestieri e testimonianze provenienti da altre culture e società. Come scrive Joan Nogué, direttore dell’Osservatorio del Paesaggio della Catalogna e membro del Comitato scientifico della fondazione trevigiana, l’espressione “curare la terra” si riferisce qui all’insieme di prassi, esperienze e comportamenti che indicano un rinnovato atteggiamento mentale rispetto ai luoghi da parte della società contemporanea.  Senza pretese di esaustività, il volume parte dal panorama europeo, con contributi che vertono per esempio sui paesaggi alpini, l’allevamento ovino, la relazione tra cartografia e strutture agrarie, per poi spostarsi su esperienze di altri continenti, come quelle del Bangladesh, della Cina o della Palestina. 

C. Drénou, Di fronte agli alberi, imparare a osservarli per comprendere, Il verde editoriale 2009, pp. 163 €     36,00

L’autore ci insegna a conoscere gli alberi attraverso “l’educazione dello sguardo”. Esistono molti manuali che ci insegnano i nomi degli alberi ma non ci insegnano a capire la loro storia per chi vuole saperne di più.

Il senso di questo testo è quello di insegnare a “vedere” realmente un albero, interpretandone la forma, leggendo la corteccia, rilevando la presenza di rami secchi od osservando le radici per arrivare a conoscere la storia dell’albero e la sua probabile evoluzione. Il testo è corredato da bellissime foto di Georges Feterman e dell’autore stesso.

M. Koster e E. Sibley, Botanica urbana, L’ippocampo 2017, pp. 148 €     19,90 

Botanica urbana è un’imprescindibile guida illustrata alle piante da interni. 

La passione per le piante d’appartamento e il numero di persone che aspirano a vivere in una casa piena di verde è in continuo aumento. 

Se oggi il vivere in un ambiente urbano preclude l’accesso a un giardino lussureggiante, comprare piante da interni offre l’occasione per  riempire di piante in vaso gli spazi domestici, con il vantaggio di potersi portare dietro le proprie piante quando si decide di cambiare casa.
Bellissime le illustrazioni della designer
Maaike Koster.

G. McKay, Radical gardening, Politiche, utopia ribellione nell’orto e nel giardino, Nautilus 2017,  pp. 149 €     10.00 Nella percezione pubblica comune, il giardinaggio contemporaneo viene inteso come un’attività ricreativa suburbana, un’alternativa alla televisione o a Internet.

La quotidianità del giardino non è solo patio, grigliate, staccionate bianche e bordi erbosi. Dai vasi da davanzale alla serra, dal complotto politico al flower power, questo libro scopre e celebra momenti, movimenti e azioni dell’approccio popolare all’orticoltura e ai giardini. Intreccia la storia dell’orto e del giardino alla controcultura, quella di singole piante alla discussione delle politiche governative, la storia sociale dei gruppi militanti e delle loro campagne con il piacere dell’attività e le mani sporche di terra. Riferimenti mediatici, pop e artistici riferiti alla cultura anglosassone si mescolano a foto di archivio e ad altre immagini per offrirci un nuovo punto di vista, informato e ispirato, su di un vecchio argomento.

George McKay è tra gli autori britannici più noti sugli aspetti della cultura alternativa che passano per la musica, la protesta, lo stile di vita.

F. Barberini, Il mio primo grande libro sugli uccelli, Guida al riconoscimento delle specie italiane e loro evoluzione: uccelli, i dinosauri di oggi, Stampa alternativa 2017,  pp. 186 €     20.00 150 schede scientifiche sui principali uccelli d’Italia con 300 foto per il riconoscimento. Un capitolo dedicato all’evoluzione dai dinosauri agli uccelli, arricchito da disegni e illustrazioni. Consigli sul birdgardening e molto altro in un libro per bambini, ragazzi e neofiti di ogni età.

M. Scalia, F. Pulcini e M. Sperini, Inquinamento elettromagnetico e ambiente, Il metodo della mappatura dal 1997 ad oggi, Andromeda 2017,  pp. 218 €     28.00 Per la prima volta in questo libro sono raccolti, assemblati e ordinati dati, grafici, relazioni e risultati delle campagne di misura sull’inquinamento elettromagnetico realizzate in tanti anni dal gruppo di ricercatori del prof. Massimo Scalia. Emerge da queste pagine un quadro interessante e un “archivio storico” di dati, i più “antichi” raccolti quando la normativa italiana in materia di bioelettromagnetismo muoveva i primi passi. Questo archivio mostra come nel tempo il valore dell’ambiente elettromagnetico artificiale si sia progressivamente modificato, sia nei luoghi “puliti”, che nei cosiddetti “punti caldi”, ovvero nelle aree in cui sono presenti molte antenne trasmittenti.

Per Giorgio Nebbia, Ecologia e giustizia sociale, Fondazione Luigi Micheletti 2016, pp. 146                                                                   s.i.p.

Le testimonianze sulla vita e le opere di Giorgio Nebbia, professore emerito dell’Università di Bari, ex-parlamentare.

Studiosi, ricercatori, esponenti dell’ambientalismo si confrontano e discutono con Giorgio Nebbia sul lavoro che ha compiuto dagli anni Cinquanta ad oggi; un’eredità straordinaria che tocca alcuni dei principali problemi del nostro tempo che Nebbia ha affrontato come scienziato, docente, ambientalista, parlamentare, giornalista, divulgatore, appassionato di storia e di innovazione. 

Si può acquistare il volume scrivendo a: micheletti@fondazionemicheletti.it.

C. Nieuwenhuys, New Babylon, La città nomade, Nautilus 2017,  pp. 59 €       4,00 

Una città per nomadi a scala planetaria: sembra un paradosso, invece è stata l’utopia a cui tra il 1959 e il 1974 l’artista e architetto olandese Constant Nieuwenhuys dedica la propria attività, mirata  prevalentemente allo sviluppo di una megastruttura architettonica dedicata a un nuovo tipo di uomo e di società. Tutto ha inizio un giorno di dicembre 1956, quando il pittore Pinot Gallizio e Constant visitano un campo di gitani nella cittadina piemontese di Alba: il primo regalerà loro un terreno, il secondo un progetto, che sarà alla base di questa città immaginaria.

Al contrario della società utilitarista, quella che abita New Babylon è la società ludica teorizzata da Johan Huizinga e sviluppata dall’Internazionale Situazionista a cavallo degli anni ’60, in cui l’uomo, liberato dall’automatizzazione del lavoro produttivo, diviene capace di sviluppare la propria crescita attraverso il gioco e lo sviluppo creativo. Liberato dalla schiavitù del lavoro, scoprirà una vita in perenne viaggio attraverso le regioni della Terra, sempre in cerca di nuovi stimoli e nuove possibilità di esperienza, una vita errante impostata sulla dérive situazionista per una società di nomadi a scala planetaria. 

Anarchici

Germinal, giornale anarchico e libertario di Trieste, Friuli, Isontino, Veneto, Slovenia e…,  n. 126, febbraio 2018                2,00

Numero monografico dedicato a Paola Mazzaroli (1955-2017) e al suo lavoro politico con il Gruppo Germinal durato tutta la vita. La lotta antimilitarista, il ’77 vissuto come scontro, l’impegno ecologista a seguito del disastro nucleare di Chernobil e il femminismo, il laicismo, il sostegno alla lotta contro Tav, Muos…

Zapruder, n. 42  gennaio-aprile 2017 €     12,00

F. Bertolucci nell’articolo Tradizione anarchica in Italia tra Ottocento e Novecento, parla di radicali, repubblicani, anarchici e movimenti antiliberali, tratti spesso dall’epopea del Risorgimento italiano, che furono relegati nell’oblio perché politicamente scomodi dalla mitografia ufficiale, come Aurelio Saffi, Agostino Bertani, Carlo Pisacane, Goffredo Mameli, Anita Garibaldi o i fratelli Bandiera, come le battaglie d’Aspromonte, Bezzecca, Mentana o Dijon. Un immaginario simbolico fatto anche di icone celebrative nuove come Guglielmo Oberdan, Pietro Barsanti o Francisco Ferrer e Pietro Gori (figure di riferimento della tradizione anarchica, studiate da Franco Bertolucci nel primo Zoom di questo numero).

A. Senta, L’altra rivoluzione, Tre percorsi di storia dell’anarchismo, BraDypUs  2016, pp. 287 €     30,00 Sono qui raccolti una ventina di studi, tra cui alcuni inediti, compiuti da Senta negli ultimi dieci anni sulla storia dell’anarchismo tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, ordinati secondo tre ambiti ideali. Nella prima parte le carte d’archivio, su tutte quelle dell’Internationaal Instituut voor Sociale Geschiedenis (Iisg) di Amsterdam, raccontano le figure di Ugo Fedeli, Pietro Bruzzi, Francesco Ghezzi, Clelia Premoli, Charles Hotz e di molti altri protagonisti del movimento anarchico prima, durante e dopo il regime fascista. La seconda parte si snoda attorno alle dimensioni della repressione e dell’esilio che vedono partecipi militanti la cui attività è tratteggiata con precisione: tra gli altri, Luigi Galleani, Vittorio Pini, Amleto Fabbri, Torquato Gobbi e Maria Luisa Berneri.
La terza sezione pone l’attenzione sulla dimensione territoriale, in particolare bolognese, e sulle lotte per il lavoro in un’ottica libertaria. Scopriamo nomi come quelli di Clodoveo Bonazzi, Pietro Comastri, Sigismondo Campagnoli, Attilio Diolaiti e Libero Dall’Olio. 

Completano il volume ricche appendici bibliografiche e una sezione fotografica con diversi inediti.

A cura di G. Berti e C. De Maria, L’anarchismo italiano. Storia e storiografia, Biblion  2016, pp. 595 €     35,00 Il volume riporta gli  atti  dei convegni  promossi  dalla  Biblioteca  Panizzi  di  ReggioEmilia  e  dall’Archivio  Famiglia  Berneri-Aurelio  Chessa, tenutisi tra il 2013 e il 2014, sui metodi e i temi della storiografia  dell’anarchismo. Il  volume  è una messa a punto e  una  riflessione  intorno  agli studi  sull’anarchismo  e  sul pensiero  libertario  in  Italia, un  settore  storiografico  che ha conosciuto negli ultimi decenni un notevole sviluppo. 

È un libro importante in quanto ormai da quarant’anni mancava una messa a punto e una riflessione compiuta intorno agli studi sul socialismo anarchico e sul pensiero libertario in Italia.

E. Malatesta, F. Saverio Merlino, Anarchismo e Democrazia, Soluzione anarchica e soluzione democratica del problema della libertà in una società socialista, Sicilia punto L 2015,  pp. 190 €       8.00

Libro incentrato sulle due figure cardine del movimento anarchico italiano di fine Ottocento: Francesco Saverio Merlino e Enrico Malatesta con numerosi estratti dal «Messaggero» e da varie riviste di estrema sinistra del periodo.

I testi riscontrabili all’interno del libro sono incentrati sull’ idea di democrazia, ma non solo, che non era condivisa dai due amici e dalla quale scaturì un dibattito: “Tra le tematiche affrontate la lettrice e il lettore ne riconosceranno molte che fanno parte del confronto, oggi come allora, tra chi è convinto che la democrazia rappresenti il meno peggiore dei sistemi sociali possibili e chi invece ritiene che quell’ambiguo sostantivo non sia altro che uno dei travestimenti del principio di autorità fatto istituzione”. Saverio Merlino, infatti, dopo i suoi anni di prigionia maturò un’idea politica più socialista tendendo ad avere come idea principe quella di unificare il socialismo che in questo momento (e ancor di più nei periodi successivi) era frammentato. Malatesta invece, dopo essere riuscito a fuggire all’autorità dopo un’insurrezione a Roma (nella quale Merlino era stato appunto arrestato), a Londra rimase della sua idea antiparlamentarista.

Da sottolineare l’attualità dei temi trattati e la presenza di contributi non presenti nelle edizione precedenti del libro la cui prima edizione è datata 1949. (Federico Guidi Ricci)

P. Adamo, William Godwin e la società libera, Da dove viene l’idea di anarchia, Claudiana 2017, pp. 244 €     20,00 A quattro anni dallo scoppio della Rivoluzione francese, William Godwin pubblica lo scandaloso Enquiry concerning Political Justice, in cui si scaglia contro monarchia e governo, famiglia e educazione, proprietà e religione, presentando nel contempo l’ipotesi di una società libera senza Stato, leggi e istituzioni giuridiche. Per molti si tratta della prima esposizione del paradigma anarchico. Pietro Adamo rintraccia qui le matrici delle intuizioni di Godwin, illustrando nel contempo i modi di pensare la “società senza Stato” nel tardo Settecento, tra utopisti francesi, riformatori religiosi inglesi e rivoluzionari americani.

M. Rossi, Il lavoro contro la guerra. L’antimilitarismo rivoluzionario dell’Unione Sindacale Italiana, Usi-Ait 2017, pp 101 €       5.00

Il libro è incentrato sul lavoro dei sindacati durante la Grande Guerra antimilitarista. All’interno del testo emergono numerosi temi tutti incentrati sulla rivolta antimilitarista durante la Prima guerra mondiale. In questo libro emergono molto bene le motivazioni che hanno dato vita a numerose rivolte; infatti vengono forniti i dati sulle vittime e sui feriti ma anche sui numerosi giovani che, per non combattere, si diedero alla macchia. Numerose anche le foto di giornali e volantini sindacali del periodo. (Federico Guido Ricci)

A cura di F. Bertolucci, Gruppi anarchici d’azione proletaria. Le idee, i militanti, l’organizzazone, 1. “Dal fronte popolare alla “Legge truffa”: La crisi politica e organizzativa dell’anarchismo, Bfs 2017, pp. 774 €     40.00 Tra il 1949 e il 1957 si consuma all’interno dell’anarchismo italiano una profonda frattura, figlia della sua crisi politica e ideologica maturata dalla sconfitta degli anni Venti e Trenta. Una delle esperienze forse meno conosciute di quel periodo storico sono stati i Gruppi anarchici d’azione proletaria. La scelta del gruppo di militanti che si aggregarono intorno a Pier Carlo Masini, il principale ispiratore e responsabile della nascita dei Gaap, è stata quella di voler costruire un’organizzazione politica di “quadri”, un “partito” libertario con una prospettiva internazionalista/libertaria, classista e consiliarista. La loro parabola si chiuderà dopo il fatidico 1956 (Rivolta d’Ungheria) quando questa esperienza si fonderà con quella dei Gruppi d’azione comunista – movimento dissidente comunista ispirato da Giulio Seniga – formando il Movimento della Sinistra comunista.
Con questo lavoro si colma un vuoto di documentazione su questa pagina di storia dell’anarchismo del ’900 non sempre adeguatamente indagata e conosciuta.

A. Bartolo, Anarchistes et fiers de l’être, Six essais et une autobiographie, Atelier de création libertaira- Réfractions  2018, pp. 235 €     16,00 

Questo volume riunisce i principali contributi al pensiero anarchico di Amedeo Bertolo (1941-2016) che ha sempre condotto un’intensa attività di elaborazione e scambi teorici,  con la partecipazione a conferenze internazionali, con l’animazione di riviste e case editrici, e allo stesso tempo con un’attività militante ugualmente importante all’interno dei gruppi anarchici. 

A cura di G. Sacchetti, Con l’amore nel pugno, Federazione Anarchica Italiana (1945-2012) Storia e documenti, Zero in condotta 2018, pp. 367 + CD €     25.00 La storia e i documenti della Fai (Federazione Anarchica Italiana) costituitasi nel 1945 e ancora attiva.

Dalle battaglie del primo Novecento i libertari italiani, pur se decimati dai totalitarismi, sono stati presenti a tutti gli “appuntamenti decisivi” dell’età contemporanea: dall’avvento della democrazia fino al lungo Sessantotto, dalla globalizzazione alla “fine del Comunismo” e all’era della rivoluzione digitale.

D. Benvenuti, Storie di vita e d’anarchia, Guelfo Guelfi e Erminia Del Colombo, fra Volterra e Bruxelles, Distillerie  2016, pp. 71         s.i.p.

La storia di Guelfo Guelfi e Erminia Del Colombo attraversa tutto il Novecento. Nati a Volterra agli inizi del secolo passato attraversarono tutti gli eventi politici locali ed internazionali degli anni Dieci e Venti fino all’avvento del fascismo e alla fuoriuscita in Belgio. 

A Bruxelles si unirono alla militanza anarchica e antifascista partecipando con coerenza all’impegno per una società nuova. Così come frequentarono le accademie e gli atelier di scultura fino alla totale unione fra militanza politica e scultura militante. È una storia come tante altre, una storia a lieto fine. La storia di uno scultore, della propria compagna e di una famiglia che vivono la loro vita con speranza, con ardore, con modestia.

L. Michel, È che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica, A cura di A.M. Farabbi, Il ponte 2017, pp. 174 €     10,00 Louise Michel (1830-1905) era una persona audace, intelligente e intraprendente, operò e s’impegnò per i suoi ideali libertari/umanitari. La poetessa Anna Maria Farabbi ha curato e tradotto in italiano questa antologia che ci restituisce la viva voce di questa figura ottocentesca assai poco nota ma da riascoltare per una ben precisa serie di ragioni, che la Farabbi riassume così: «perché la sua vita e la sua penna hanno vissuto in uno stesso corpo, con potenza laica, anticlericale, dirompente, carismatica. 

Perché la sua determinazione rivoluzionaria rovescia ogni potere occlusivo ed esclusivo e sancisce il diritto per ogni individuo a vivere in crescita intellettuale e in dignità economica. Perché squarcia la prevaricazione maschilista che inebetisce la donna, o la prostituisce in dinamiche seduttive di sfruttamento, perché esplora esperienze complesse come quelle della malattia mentale e del carcere, vivendole in prima persona, perché si schiera a fianco dei più umili, degli anziani, perfino degli animali».
A cura di L. Molfese, Voltairine de Cleyre, Una poetessa ribelle, Stampa alternativa 2018, pp. 154 €     15.00

Voltairine de Cleyre (1866-1912) è stata un’anarchica, scrittrice e attivista femminista statunitense, una delle più affascinanti e originali intellettuali anarchiche di fine Ottocento. Nota soprattutto per i suoi saggi, in questa raccolta la scopriamo anche narratrice e poetessa. La de Cleyre riteneva infatti che la letteratura, in quanto specchio dell’uomo e della sua vita quotidiana, avesse un forte valore sociale. Se nei saggi qui presentati rimarca i legami tra letteratura e anarchismo, nei racconti mostra una spiccata sensibilità nei confronti degli ultimi del suo tempo. Nelle lettere si scopre invece una Voltairine più intima, come in quelle agli amici o alla madre, ma anche potente come quando si rivolge a un senatore degli Stati Uniti. Nelle poesie, infine, è capace di esprimere un lirismo che pochi scrittori militanti prima di lei sono riusciti a raggiungere, regalandoci uno straordinario senso di libertà. (dalla quarta di copertina)

A. Orlando, Anarchici e anarchia in Calabria, Erranti 2018, pp. 352 €     15.00 Dall’impegno eroico di Nino Malara che scelse di rimanere a Cosenza anche sotto la dittatura, alla vita avventurosa di Luigi Sofrà a quelle di Cosimo Pirozzo, Paulino Scarfò, Bruno Misefari, Antonio Pietropaolo e Alessandro Bagnato. Nel volume, oltre agli scritti scelti sui singoli anarchici, vi sono quattro capitoli che riguardano la storia collettiva. 

R. Creagh, Sacco & Vanzetti, Un delitto di Stato, Zero in condotta 2017, pp 229 €     18.00

Questo studio, basato su un’abbondante documentazione, si legge come un romanzo e appassionerà chi vuole saperne di più sull’America del proibizionismo e l’Europa degli anni “folli”.  Lo storico Ronald Creagh nell’affrontare la tragica vicenda dei due anarchici ricostruisce, per la prima volta, grazie a fonti inedite, il mondo nel quale vivevano Sacco e Vanzetti prendendo in considerazione gli archivi dell’Fbi finalmente disponibili. 

B. Vanzetti, Una vita proletaria, Retroscena del processo di Plymouth, Galzerano  2017, pp. 206 €     13,00 Vanzetti racconta la sua vita di proletario e di emigrante anarchico; è uno straordinario e coinvolgente documento umano, culturale e politico. Questa nuova edizione è arricchita da un raro testo inedito di Vanzetti uscito in inglese nel 1926 e tradotto per la prima volta in italiano, nel quale Vanzetti esamina attentamente le contraddizioni e i retroscena del processo di Plymouth.

G. Fuga e E. Maltini, Pinelli, La finestra è ancora aperta, Colibrì  2016, pp. 271 €     14,00 

Nel 1996, si scoprono a Roma i documenti segreti di un ufficio detto degli Affari Riservati, struttura potente quanto “occulta” che fa capo al Ministero dell’Interno.  Solo nel 2011, quando la “Casa della Memoria” di Brescia inizia un vasto progetto di digitalizzazione di atti giudiziari, quei documenti e quelle deposizioni escono dagli archivi dei tribunali e divengono accessibili a storici, ricercatori, giornalisti. 

Solo allora si scopre che molti di questi riguardano da vicino la vicenda in cui Pinelli trovò la morte.

Arti visive, fumetti, graphic novel

M. Scotini, Artecrazia, Macchine espositive e governo dei pubblici, DeriveApprodi 2016,  pp. 279 €     20,00 

Nell’ultimo decennio numerose sono le esperienze artistiche, espositive e museali che hanno proposto nuove pratiche e nuove forme di relazione con gli spazi, le opere e il pubblico stesso. L’arte contemporanea si rivela così capace di misurarsi con il terreno della politica, facendo della critica all’economia e alla società neoliberale il luogo in cui mettere alla prova la libertà artistica come tale. Il libro raccoglie contributi critici su: Guy Debord, Peter Friedl,
Alberto Grifi, Sanja Ivekovic´, Armando Lulaj, Deimantas Narkevičius, Oliver Ressler, Harald Szeemann, Franco Vaccari, Paolo Virno, Clemens von Wedemeyer, Li Xianting,.

A cura di T. Tozzi, Idee e grafica nel punk hardcore. Una mostra di fanzine, manifesti e volantini da tutto il mondo, realizzata nel 1986 al Pat Pat Recorder di Firenze, con la collaborazione e un saggio di S. Bettini, Accademia di belle arti di Firenze 2016, pp. 300           s.i.p.

È il catalogo della mostra che esponeva alcune centinaia tra manifesti, volantini, copertine, retrocopertine o pagine interne di fanzine degli anni Settanta e Ottanta, di area prevalentemente punk hardcore. Le fanzine punk, e ancor più quelle hardcore punk, sono le discendenti dirette della stampa underground, dei fogli controculturali e delle riviste di movimento degli anni ’60 e ’70. 

G. Farcet, Alejandro Jodorowsky. Universo Jodorowsky, Conversazioni su vita, arte, psicomagia e altri imbrogli sacri, Spazio interiore 2017,  pp. 208 €     17,00

Attraverso due interviste nell’arco di quindici anni (1989-2004), Gilles Farcet ci mostra l’umanità e le debolezze di Alejandro Jodorowsky, il suo percorso iniziatico e artistico, l’evoluzione della sua consapevolezza fisica e mentale.
 

S. Luginbühl, Scritti sparsi 1964-2014. A cura di Flavia Randi, Cleup  2018, pp. 239      25,00 La cultura degli anni ’60-’70 è stata un periodo fecondo per l’arte, il cinema e la letteratura. A Napoli, a Milano, a Padova si aggregano intellettuali e artisti che vogliono mutare e rinnovare i canoni dell’estetica. Nascono così gruppi e cooperative in cui la sperimentazione diviene la parola d’ordine: Vedi la Cooperativa del Cinema Indipendente, il Gruppo N,  il gruppo poetico dei Novissimi. 

L’autore ricorda in questo libro incontri con personaggi come Pier Paolo Pasolini o Sylvano Bussotti, l’atmosfera parigina pregna di vivaci interessi della libreria Shakespeare & Company o della vecchia cantina Tabou, dove artisti e intellettuali nostalgici dell’esistenzialismo si ritrovavano. Molti sono anche i ricordi famigliari che riaffiorano.

Sirio Luginbühl (1937-2014) fin da giovane rivolge i suoi interessi alle esperienze di avanguardia nel campo della letteratura e del cinema. Nel 1970 fonda la Cooperativa Cinema Indipendente. Nel 1974 scrive Cinema underground oggi, la prima opera che si occupa del cinema sperimentale europeo. 

Nel 1988, per promuovere opere su pellicola o nastro fuori dai normali circuiti, costituisce la Cinema&video indipendente Padova. I suoi film sono stati presentati a Festival internazionali. La curatrice del libro, Flavia Randi si occupa dell’archivio e dei film del marito Sirio.

P. Brolati e F. Santin, Campo 97, Anarchici e slavi internati a Renicci nel 1943, Cleup 2018, pp 118 €     15.00 Questa graphic novel, dal diario di Corrado Perissino, anarchico veneziano combattente antifascista nella Spagna del ’36, ricostruisce le vicende da luglio fino all’8 settembre del 1943.
All’indomani della caduta di Mussolini, la maggior parte degli antifascisti rinchiusi al confino reclama e ottiene l’immediata liberazione unendosi alla Resistenza contro i nazifascisti. Ma questa liberazione non avviene per tutti: alcuni di loro, in gran parte anarchici, vengono trattati dal governo Badoglio alla stregua di nemici, tanto che ne viene ordinato il trasferimento nel campo di concentramento di Renicci d’Anghiari, poco lontano da Arezzo, nel famigerato Campo 97, dove già migliaia di prigionieri di guerra, per lo più slavi, patiscono condizioni di vita durissime. La storia prosegue narrando le vicende dei protagonisti nel viaggio di trasferimento, al momento dell’arrivo e soprattutto durante il periodo di permanenza nel campo. 

A cura di I. Palmieri, Educare all’odio, L’antisemitismo nazista in tre libri per ragazzi, Cierre edizioni  2018, pp. 186      19,50 Nella Germania nazista la propaganda razzista e antisemita investiva capillarmente tutte le fasce della popolazione. Lo testimoniano tre libri illustrati pubblicati fra il 1936 e il 1940 dalla casa editrice Stürmer di Julius Streicher, destinati all’indottrinamento dei più giovani e diffusi in varie decine di migliaia di copie. 

Qui vi vengono riprodotti e narrati i peggiori stereotipi sugli ebrei, raffigurati come volpi ingannatrici, corpi estranei da allontanare, funghi velenosi da estirpare, pericolosi nemici che è legittimo e necessario eliminare. 

Le tre opere, tradotte ora per la prima volta in italiano e accompagnate da un adeguato corredo critico, ripercorrono a grandi linee lo sviluppo dell’antisemitismo europeo negli ultimi due secoli. 

Una pubblicazione utile ad approfondire la conoscenza di un fenomeno che con il nazismo raggiunse il suo apogeo persecutorio e criminale.

Luigi Bonanate, Dipinger guerre, Aragno  2016, pp. 475      65,00 La guerra ha dato vita a un’infinità di opere d’arte, che hanno cercato di disvelarne il segreto: come sia possibile che alla dimensione più drammatica della vita umana si possa accostare la ricerca appassionata del bello. 

La pittura ha raffigurato la guerra discutendola in termini morali, ideologici o estetici, realizzando alcune delle opere più celebri di tutta la storia dell’arte (come lo è Guernica), ed è diventata uno dei più potenti mezzi di comunicazione e di dibattito di cui le società possano disporre. 

Che le guerre abbiano fatto nascere alcune delle più straordinarie manifestazioni pittoriche della storia è davvero un mistero – e anche una meraviglia.

Mariangela Guatteri, Tecniche di liberazione, Benway Series  2017, pp. 76      15,00

Mariangela Guatteri (Reggio Emilia, 1963)è un’artista che, fin dai primi anni Ottanta, sperimenta materiali e tecnologie realizzando lavori visivi e sonori, video e installazioni ambientali. Conduce la sua ricerca verso le tecnologie e i linguaggi artificiali dell’informatica, le modalità relazionali degli ipertesti e della Rete, gli oggetti ipermediali, gli spazi sonori, virtuali e collaborativi del Web. 

Opera altresì attraverso la combinazione di diversi linguaggi quali quello visivo e quello poetico, come nel caso del recente volume Tecniche di liberazione in cui suggerisce un’esperienza che non è soltanto visuale o narrativa, ma un vero e proprio esperimento che va alla ricerca di nuove strade di interpretazione che pongono quale fondamento dell’indagine la necessità di mantenere un vigile sistema critico. (Giovanna Gammarota)

C. De Gregorio, Chi sono io?, Autoritratti, identità, reputazione, Contrasto  Books 2017, pp. 189
      22,00 Il volume presenta l’incontro tra Concita De Gregorio e cinque giovani fotografe italiane – Guia Besana, Silvia Camporesi, Anna Di Prospero, Simona Ghizzoni e Moira Ricci – che si muovono nel campo dell’autorappresentazione.  

Nessuna di loro ha descritto a Concita De Gregorio le caratteristiche tecniche delle proprie immagini, a tutte premeva parlare piuttosto della propria storia: la famiglia, la madre, l’infanzia, il corpo, il sesso, la paura e temi legati all’identità. Chi sono io? è un volume che traccia un percorso di lettura insolito e sorprendente, capace di innescare un dialogo virtuale tra epoche e culture differenti e di toccare tematiche portanti e universali come quelle dell’identità e della reputazione.

Completa il volume un approfondito apparato di note biografiche delle autrici citate.

A cura di E. Orlandi, A. Trabacchini, E. Varrà, I graphic novel da leggere a vent’anni, Edizioni dell’asino  2016, pp. 249      15,00

Questo libro nasce come guida per il lettore per aiutarlo ad orientarsi nel mondo del fumetto che, con il passare del tempo, è diventato sempre più esteso. Avendo il ruolo di guida, gli autori partono innnanzitutto dalla definizione della parola stessa “fumetto”, proseguendo poi con la sua storia, arrivando infine ad individuare quelli che sono gli autori ed i romanzi grafici più importanti e più interessanti, in modo da riuscire a sottolineare il lato affascinante di una delle forme espressive più significative del mondo contemporaneo. (c.p.)

S. Brancato, L’impero dei segni, Igort tra Walter Benjamin e Walt Disney, Edizioni d’If 2017,  pp. 276 €     28,00 

L’incessante sperimentazione espressiva di Igor Tuveri, in arte Igort, dagli anni del gruppo Valvoline Motorcomics ai graphic novel di oggi rappresenta l’intima inquietudine del fumetto, il suo imprevedibile trasformarsi in qualcos’altro rispetto al medium di massa da cui era partito alla fine del Diciannovesimo secolo. Muovendosi tra le teorie di Walter Benjamin sull’opera d’arte nell’epoca della riproducibilità tecnica e la pragmatica di Walt Disney sul lavoro intellettuale nelle fabbriche dell’immaginario, Igort è tra coloro che portano a compimento l’esperienza storica del fumetto svelandone la sofisticata duttilità e la profonda vocazione a narrare/rappresentare ogni aspetto dello spirito del tempo.

Il volume comprende una conversazione tra l’autore e l’artista e un fumetto dono di Igort. 

 

Marco Bailone,  Fondobosco, Tabor 2014, pp. 80
    10,00 

È il fumetto di un viaggio allucinatorio verso altri piani dell’essere, raccontato attraverso disegni in bianco e nero minuziosamente tratteggiati. Un racconto che si snoda tra larici, metamorfosi, animaletti del bosco, ma anche ospedali psichiatrici, cantieri, la tetra città. Un intrico di ispirazioni diverse e eterogenee, richiami immaginari e suggestioni nascoste, percorsi lasciati alla fantasia e all’intraprendenza del lettore.

Li Kunwu e Philippe Ôtié, Una vita cinese, Il tempo del padre, Add editore 2016,  pp. 252 €     19,50 

Li Kunwu e Philippe Ôtié, Una vita cinese, Il tempo del partito, Add editore 2017,  pp. 196 €     19,50

Li Kunwu e Philippe Ôtié, Una vita cinese, Il tempo del denaro, Add editore 2017,  pp. 269 €     19,50

Una vita cinese è l’autobiografia a fumetti dell’artista Li Kunwu, disegnata da lui stesso e scritta a quattro mani con  Ôtié. 

Il tempo del padre è il primo di tre volumi che racconta rispettando fedelmente i fatti storici della sua vita: la Rivoluzione culturale, il Grande balzo in avanti. La mano di Li Kunwu, che unisce le tradizioni del pennello ai tratti caricaturali della propaganda maoista, raffigura la vertiginosa follia collettiva e la spirale di alienazione di un popolo ipnotizzato da Mao.
Il tempo del Partito è il secondo volume della trilogia: il grande timoniere, Mao Zedong, è morto. Disorientati, sconcertati, i cinesi sono sotto shock. Che ne sarà della rivoluzione culturale? Una nuova aria soffia sulla Cina, una nuova epoca è iniziata. 

La famiglia di Xiao Li è sparpagliata per accondiscendere al modello rivoluzionario: il padre si trova in un campo di rieducazione, la madre lavora in fabbrica, la sorella è andata in campagna a difendere la rivoluzione, Xiao Li è nell’esercito popolare di liberazione ed è arrivato per lui il momento di entrare nel partito.
Il tempo del denaro è dedicato ai travolgenti anni del boom economico, dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri. 

Quando la rivoluzione culturale finisce e parte una politica di apertura e riforma, in Cina si diffondono nuove aspirazioni e nuovi timori. Dai fatti di piazza Tiananmen al turbocapitalismo della contemporaneità. 

In una sequenza di dialoghi illuminanti, si delinea la complessità del confronto tra la visione del mondo occidentale e quella cinese.

Julio Cortázar, Reunión, Che Guevara e lo sbarco a Cuba, Disegni di Enrique Breccia, Gallucci 2009,  pp. 37 €       9,00

Il battesimo del fuoco di Che Guevara subito dopo l’arrivo del Granma a Cuba. I primi scontri con i militari, l’euforia e le perdite, fino all’incontro sulla Sierra con Fidel Castro e i suoi barbudos. In una cronaca serrata, condotta in prima persona attraverso le parole del guerrigliero poeta, Julio Cortázar riesce a rendere con pochi tratti la complessa intimità del protagonista e a raccontare l’epica collettiva della rivoluzione.

Carlos Reyes e Rodrigo Elgueta, Gli anni di Allende, La novella Grafica, Edicola 2016,  pp. 125          16,00

Quando il 4 settembre 1970 Salvador Allende ottenne il 36,6% dei voti che lo portarono a diventare il Presidente della Repubblica, iniziarono i mille giorni più intensi della storia del Cile. 

Il paese fu un esempio inedito di socialismo popolare e democratico e al tempo stesso una temuta enclave marxista che minacciò i privilegi, gli affari privati e i grandi capitali. Il libro racconta con passione e rigore storico gli accadimenti politici, i fattori e gli attori che caratterizzarono la via cilena al socialismo, e la sua fine. Il libro ci riporta alle speranze e alle paure dei protagonisti di allora, persone che vissero con entusiasmo e dolore il modo in cui nacque e venne distrutto un esperimento unico nel XX secolo.

Gianni Carino, La storia di Qiu, detto il Randazzo, Ispirata  all’opera originale di Dario Fo e Franca Rame, La compagnia del libro 2017,  pp. 112          19,90

Da un incontro fortuito con Dario Fo e Franca Rame nasce l’idea di realizzare questa graphic novel che riprende una storia pubblicata da Guanda che Dario Fo stava adattando per una piéce teatrale. Sono 103 tavole ispirate al testo originale del copione di quella commedia.

Al protagonista Qiu-Randazzo, giovane buffone senza arte né parte che vive di espedienti e piccoli furti, per una serie di eventi casuali, la sorte assegna il ruolo di capo dei rivoltosi e capro espiatorio ideale che verrà condannato a morte dopo un processo farsa.

La vicenda di Qiu tratta dell’eterno conflitto tra il potere e il popolo, messo a nudo attraverso lo sberleffo irriverente e libero.

Gionata Brandolin, Gaetano Perusini, L’irragionevole silenzio del mondo, Edizioni Cultura globale 2016,  pp. 121 €     15,00 Questo libro narra la  vita di Perusini che fu protagonista della scoperta del morbo di Alzheimer (malattia Perusini-Alzheimer) e che morì nel 1915 durante la Prima Guerra Mondiale a Cormòns. 

Il libro, con l’inedito linguaggio del fumetto e grazie al talento del fumettista Gionata Brandolini,  fa rivivere la storia di questo personaggio anche negli aspetti intimi e problematici,  dalle geniali scoperte scientifiche fino al suo cruento epilogo. 

Gabriele Peddes e Pietro Scarnera, Non sono che un uomo, Vita e pensieri a fumetti di Ernesto Balducci, Edizioni Piagge 2017,  pp. 33 €       6,00 

«Se vuoi la pace, prepara la pace»: tra i punti di arrivo del pensiero di padre Balducci questo è il più conosciuto e utilizzato dai movimenti che a lui si ispirano per costruire un mondo diverso. 

Il libro, diviso tra illustrazioni e parole, racconta la genesi di questo percorso teorico; mette in fila la storia personale e la dimensione collettiva e storica che l’ha alimentata. 

Lorenzo Nicoletti, Il grande ingegno, Eif 2017,  pp. 130 €     12,00

Ripercorre la strada che ha portato l’Europa a diventare Unione Europea e la moneta a diventare Euro. 

Da una intervista a Lorenzo Nicoletti rilasciata al Blog di Kipple riportiamo i motivi che lo hanno spinto a scrivere questo volume: «È il mio terzo libro a fumetti ed è il secondo tentativo (dopo il fumetto su Moro) di comunicare con le nuove generazioni usando un linguaggio più vicino ai giovani. Mi rendo conto che il mio pensiero a proposito delle prospettive per il futuro, per come la vedo io, non sia per niente roseo. 

Ma bisogna combattere prima di darsi per spacciati. Di questo parla il Grande Ingegno, in linea di massima. È il messaggio finale che mi stava a cuore e che volevo evidenziare, e spero di esserci riuscito in qualche modo».

Alessandro Buffa e Alessandro Cascio, Touch & Splat, Eif 2013 €     12,00 È un fumetto tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Cascio. 

Una storia pulp con ambientazioni western e tanta, tanta rabbia! 

Samuele De Marchi, The unemployed, Eif 2014 €     12,00 Le storie di The Unemployed  ruotano intorno a Sam e al suo coinquilino, lo scarabeo Yoko, e alla perenne ricerca di un impiego. 

Sam vive nel limbo in cui sono condannati i trentenni di oggi.

Il tono della strip è spesso surreale, volutamente sopra le righe e con riferimenti al mondo del fumetto americano. 

Paolo Massagli, O.Z, La piccola volante 2017, pp. 200      15,00 

O.Z è una libera interpretazione del classico Il meraviglioso mago di Oz di L. Frank Baum in chiave dark-erotica/horror/trip. 

Dorothy è un’adolescente dall’animo cupo, dall’espressione seria e con una lunga cicatrice che le solca le labbra, come un grottesco sorriso. Un giorno, dopo un tornado che ha devastato il Kansas, si risveglia in uno strano luogo. E da quì inizia il suo viaggio tra streghe e maghi e reietti.

Sara Cabitta e Marco  Fontanili, Q.B., La piccola volante 2017, pp. 200 €     15,00 Q. B. è una storia cupa e dai connotati surrea-li e splatter che mescola gli ingredienti della suspance, dell’horror e dell’ordinaria follia per dar vita a un racconto che prende i risvolti dell’incubo. L’ambientazione prevalente è un grigio condominio di periferia e il tempo scelto dall’autrice il monotono alternarsi fra giorno e notte nell’appartamento di Valentina, la strana protagonista del libro. 

Mademoiselle Caroline e Julie Dachez, La differenza invisibile, Lswr 2018, pp. 196 €     24,90 A raccontare la storia di Marguerite è Julie Dachez, con un graphic novel che prende ispirazione dal proprio vissuto personale, con le illustrazioni di Mademoiselle Caroline.

Molte donne non sanno di avere la Sindrome di Asperger a causa della scarsa conoscenza delle caratteristiche specifiche che non si presentano come quelle dei maschi, più ampiamente descritte e più agevolmente riconoscibili. Inoltre riescono ad adattarsi grazie alle loro maggiori capacità di empatia emotiva e cognitiva che le costringe, per esempio, a una vita carica di ansie, di abitudini difficili da modificare e di difficoltà nel socializzare, e questo perché  non sempre riescono a comprendere il reale motivo delle loro fatiche quotidiane.La difficoltà di diagnosi si traduce spesso con la scoperta della sindrome solo in età adulta. Come nel caso di Marguerite, che scopre di essere Asperger solo a 27 anni. Impiegata in una importante multinazionale, tenta inutilmente di condurre una vita normale: ha un fidanzato, degli amici ma preferisce non uscire o passare i pomeriggi da sola al parco.  Arriverà per lei il momento di affrontare i suoi problemi e scoprirà di non essere “fuori di testa”, come spesso viene definita. Comprenderà di avere semplicemente un modo differente di rapportarsi agli altri.

Per lei inizierà finalmente una nuova vita.

 Don Milani

Il tetto, n. 319, giugno 2017 €     15,00

Dall’editoriale di Pasquale Colella: “A don Milani, prete, maestro e cittadino, dedichiamo  il dossier di questo numero con l’intento di raccontare quanto abbia significato nell’esperienza dei singoli autori, credenti e non credenti, l’incontro con questo straordinario personaggio del ’900 che fece «dell’esilio un trono» e con cui non è possibile non confrontarsi civilmente, religiosamente, culturalmente, ora come allora, perché la sua lezione è ancora viva”. Gli interventi sono di: S. Marini, F. Valletti, F. Avitabile, G. Losito, U. Leone, E. Stifano, G. Avallone, M. Rovinello, P. Russo Krauss, U.M. Olivieri, Papa Francesco.

Il tetto, n. 320-321, luglio-ottobre 2017 €     20,00

A. Proto Pisani presenta tre articoli del giovane don Lorenzo Milani dai quali emerge con chiarezza il dramma di un giovane prete che era stato chiamato ad effettuare anche dal pulpito discorsi anticomunisti a favore della Democrazia cristiana e anticomunisti ma che non intravedeva nei primi anni del governo De Gasperi scelte chiare in senso sociale.

Il tetto, n. 322, novembre-dicembre 2017 €     15,00

Della settimana di incontri che si sono svolti a Napoli dedicata a don Lorenzo Milani vengono pubblicati gli interventi tenuti alla inaugurazione il 21 ottobre da V. Spini: La centralità della scuola nel pensiero e nell’opera di don Milani; U.M. Olivieri: La relazione al sapere e il sapere come relazione; C. Raia: La risposta creativa del sapere ad una società in crisi identitaria; M. Rovinello: «Vediamo un po’ a chi giova che la scuola sia poca».

Inoltre abbiamo in questo numero un intervento di  A. M. Palmieri: Il dovere di essere e non  di apparire e di A. Straniero: Lettera da una professoressa: perché, oggi, don Milani.

segno, n. 392, febbraio 2018 €     10,00

M. Sassano nell’articolo: L’affettuosa premura di Paolo VI per don Milani rievoca un incontro con don Milani negli anni in cui era studente al Parini di Milano insieme a don Sommariva, prete operaio.

Don Lorenzo Milani 50 anni dopo, Restituire la parola, Quaderni di Bethania-Shalom n. 26 2017, pp. 43 €      14,90 In Lettera a una professoressa don Milani scrive: «Qualche volta viene voglia di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati». Ma soprattutto la scuola di Barbiana era totale perché era una scuola di vita. A Barbiana si imparava a diventare dei cittadini.

Come ha sottolineato Danilo Amadei, il fondamento della denuncia di don Lorenzo non è solo nel Vangelo ma anche nella Costituzione. In questi due capisaldi individua parole come “nonviolenza” e “condanna definitiva della guerra”. La guerra difensiva non esiste più. Allora non esiste più la guerra giusta  né per la Chiesa né per la Costituzione.

 E un altro principio fondante dell’insegnamento di don Milani che vale per ognuno di noi è quello della responsabilità individuale, per cui bisogna avere il coraggio di dire ai giovani che sono tutti sovrani, per cui l’obbedienza non è più una virtù ma la più subdola delle tentazioni. Penso che il modo migliore per ricordare don Milani sia di tornare a leggere attentamente i suoi scritti e lasciarsi interpellare dalle sue parole semplici, mai ambigue, essenziali e dalle provocazioni salutari che contengono. (dalla  presentazione di Gabriella Giani Rotelli)

L. Rondanini, Don Lorenzo Milani, La lezione continua,  Tecnodid 2017, pp. 93 €        8,00 

Per molti insegnanti, soprattutto quelli nati tra gli anni 50-60, la sfida di don Milani (come quella di altri maestri esemplari, da Mario Lodi ad Alberto Manzi, da Gianni Rodari a Danilo Dolci, ma con in più il tocco di una esperienza “totale” ed “eroica”) è stata decisiva nel costruire la passione etico-politica per l’educazione pubblica, in tutte le sue sfumature: da quelle strettamente didattiche a quelle più orientate all’impegno professionale, associativo, politico. Ma, appunto, la buona politica, come ricostruisce Raffaele Iosa nel recente “Generazione Don Milani”.

Cosa resta di Don Milani nella scuola di oggi? I problemi non sono quelli di 50 anni fa, ma quelli di oggi: la scuola è veramente diventata di tutti e per tutti? Pensiamo al 95% di scolarizzazione nella scuola dell’infanzia, non ancora “inventata” nel 1968, pensiamo alla scuola media del 1962 alle prese con una trasformazione non ancora conclusa (v. Rapporto Fondazione Agnelli, 2011), all’obbligo scolastico fino a 16 anni (2007) di fatto smentito dalla separatezza dei percorsi scolastici successivi alla terza media, ai condizionamenti socio-culturali al successo scolastico (v. Istat, Invalsi, Ocse).

La lezione di Don Milani mantiene, dunque, intatta la sua attualità. (dalla prefazione)

P. Cristofanelli, Il maestro scomodo, Attualità di don Lorenzo Milani, Edb 2017, pp. 220 €      18,00 Attualità viva ma non sorprendente di don Lorenzo Milani a mezzo secolo dalla morte: egli è stato sempre qua, da allora ad oggi. Ed è cosa buona che un papa venuto dalla fine del mondo infine gli abbia reso merito e che sia caduta la proibizione vaticana di diffondere il suo testo principe, Esperienze pastorali, che comunque non era affatto scomparso dalla circolazione, come non si era eclissato nessuno dei suoi scritti maggiori. Se ce ne fosse bisogno questo profilo di Pacifico Cristofanelli, pubblicato nel 1975 e ora riproposto con puntuale aggiornamento, sarebbe un’ottima attestazione di quella perdurante presenza. (dalla prefazione di Luigi Accattoli)

E. Affinati, L’uomo del futuro, Sulle strade di don Lorenzo Milani,  Mondadori 2016, pp. 177
      18,00 

Eraldo Affinati ripercorre le strade della avventura di don Lorenzo, breve e fulminante: Firenze, Milano, Montespertoli, Castiglioncello, San Donato di Calenzano, Barbiana, “penitenziario ecclesiastico”, in uno sperduto borgo dell’Appennino toscano, incredibile teatro della sua rivoluzione. Ma in questo libro, frutto di indagini e perlustrazioni appassionate non troveremo soltanto la storia dell’uomo con le testimonianze di chi lo frequentò. Affinati ha cercato l’eredità spirituale di don Lorenzo nelle contrade del pianeta dove alcuni educatori isolati, insieme ai loro alunni, senza sapere chi egli fosse, lo trasfigurano ogni giorno: dai maestri di villaggio, che pongono argini allo sfacelo dell’istruzione africana, ai teppisti berlinesi, frantumi della storia europea.

Donne

Tepee, n. 52, 2017 

Abbonamento annuo €     20,00

A cura di Naila Clerici: La violenza verso le donne autoctone del Canada. 

La Highway 16 nel nord della British Colombia è stata soprannominata Autostrada delle lacrime in riferimento alle donne e alle ragazze (17 su 18 native) sparite o ammazzate nei suoi dintorni dagli anni ’60 ad oggi ed i cui casi sono per la maggior parte irrisolti. Le donne native non si sentono infatti mai al sicuro: da una parte perché sono sotto la minaccia costante di violenze, sia domestiche sia di altro tipo, e dall’altra perché temono abusi e maltrattamenti da parte della polizia, uso eccessivo della forza, nonché violenza fisica e anche stupri.

A. Cavaliere, La Comparsa delle donne: Uguaglianza, differenza, diritti, Fattore Umano Edizioni 2016, pp. 146 €     14,00

L’autrice in questo libro ricostruisce tutta la storia delle donne partendo dalla definizione di femminismo e dal primo movimento a favore dei diritti delle donne fino ad oggi, offrendoci più punti di vista con importanti riflessioni che ogni volta ci portano a ripensare al problema, ad approfondirlo e anche a cercare di andare oltre. Inoltre, la Cavaliere ci invita a non tenere divise l’emancipazione e la differenza poiché la loro unione è necessaria per poter dare importanza al tema dei diritti, in particolare i diritti sociali, considerati dalla scrittrice il punto di incontro sia dell’individuale sia del collettivo e che rendono autenticità alla continua lotta delle donne.

A.M. Mozzoni, La liberazione della donna, All Around 2018, pp. 236 €     13,00 Giornalista, scrittrice, attivista dei diritti civili, Anna Maria Mozzoni (1837-1920) fu la voce più forte nel chiedere, tra Otto e Novecento, pari diritti politici e sociali per le donne italiane.
Ha 27 anni quando, nel 1864, pubblica La donna e i suoi rapporti sociali: spera che il Risorgimento politico sia anche – e finalmente – una rinascita delle donne in Italia;  si impegna con i socialisti per le tutele del lavoro, specialmente femminile; la sua battaglia, combattuta per tutta la vita, è per il diritto al voto delle donne; conquistato solo 26 anni dopo la sua scomparsa.
Unione Femminile Nazionale, Il voto alla donna?, Inchiesta e notizie, Unicopli 2016, pp. 179 €     18,00 Nel 70° anniversario del voto alle donne italiane viene ripubblicata l’inchiesta promossa nel 1903 dal periodico dell’Unione femminile con la prefazione di M.R. Cutrufelli e la postfazione di contestualizzazione storica a cura di C. Brigadeci e G. Franchini. Le 140 risposte raccolte, di cui 87 di donne e 53 di uomini,  forniscono un quadro significativo del dibattito tra favorevoli e contrari al voto all’interno dell’area socialista,  democratica e liberale.

A cura di L. Paolozzi e A. Leiss, C’era una volta la Carta delle donne, Il Pci, il femminismo e la crisi della politica, Biblink 2017, pp. 214
    22,00 

Nel 1986, in un Pci con un’identità ormai in crisi dopo la morte di Berlinguer, un gruppo di donne organizzato da Livia Turco cerca nel femminismo e nella forza sociale femminile la chiave di una nuova politica, e scrive la Carta itinerante delle donne comuniste. In tutta Italia si moltiplicano incontri, manifestazioni, proposte. Nell’89 il crollo del muro di Berlino e la svolta mettono fine a una storia: lo scontro tra il Sì e il No sul cambiamento del nome divide anche il gruppo della Carta. Trent’anni dopo le protagoniste di quell’esperienza si ritrovano. L’incontro diventa testimonianza a più voci e un racconto del passato che non rimuove la differenza dei sessi e parla anche al nostro presente.

S. Ferrer Valero, Donne nella storia, Settanta donne che hanno cambiato il mondo, Piano B 2018, pp. 220 €     15,00 

Il libro racconta personaggi femminili che hanno compiuto imprese straordinarie in tutti i tempi e nei più svariati campi. Personalità spesso cadute nel vuoto apparente della storiografia tradizionale come Ada Lovelace inventrice del primo software o Alice Guy ideatrice del primo film per non parlare di Marie Curie che vinse due volte il premio Nobel.

Un viaggio attraverso i grandi talenti, le scelte coraggiose e le vicende spettacolari di oltre settanta donne che riuscirono a farsi spazio nei luoghi formali del sapere e del potere, contribuendo al progresso dell’umanità con ostinazione e finezza d’intelletto, e che proprio per questo furono dimenticate dalla Storia.

G. Modica, Come voci in balia del vento, Un viaggio nel tempo tra storia personale e storie collettive, Iacobelli 2017, pp. 208 €     13,00 Gisella Modica interroga le testimoni di una stagione dimenticata, quella dell’occupazione delle terre in una Sicilia tra fascismo e dopoguerra, dove a comandare erano i latifondisti spalleggiati dalla mafia e i braccianti morivano di fame. Sono figure indimenticabili per forza e intelligenza, eppure dimenticate anche dallo stesso partito per cui militavano a rischio della loro stessa vita ma che i “compagni” ritenevano inaffidabili perché donne, il parroco teneva fuori dalle chiese perché comuniste e le comari criticavano perché non stavano al posto loro. Ma loro c’erano, e nei cortei dirette verso gli sterminati feudi dei padroni portavano le bandiere rosse e lo stendardo con il cuore di Gesù.

M.R. Cutrufelli, Scrivere con l’inchiostro bianco, Iacobelli 2018, pp. 161 €     13,00 

Maria Rosa Cutrufelli tra autobiografia, esperienza e immaginario collettivo, ripercorre la comune storia culturale e il suo punto di vista sulla domanda se il genere sessuale influisce sulla scrittura, se si può dire che esista una scrittura femminile e  quanto la sessualità, intesa anche come gusti, influenzi l’opera. Si cerca di penetrare il mistero della narrazione, capire che cosa spinga a comunicare, a scrivere, a raccontare e a raccontarsi e quanto conti il proprio vissuto e quanto ci sia di autobiografico in un testo. 

A cura di M.R. Cutrufelli, Quella febbre sotto le parole, Iacobelli 2016, pp. 161 €     13,00 

Dodici importanti autrici italiane (Alice Ceresa, Luce d’Eramo, Francesca Duranti, Elena Gianini Belotti, Gina Lagorio, Lia Levi, Grazia Livi, Rosetta Loy, Romana Petri, Clara Sereni, Francesca Sanvitale, Marisa Volpi) intervistate  dalla rivista «Tuttestorie» tra il 1990 e il 2001raccontano il loro processo creativo. 

I tempi, i luoghi, gli strumenti – e i motivi interiori – di chi accetta la sfida della pagina bianca sono diversi per ognuna e scrivere può essere vocazione, mestiere, necessità, una impresa di civiltà. Unico elemento in comune per tutte le scrittrici interpellate è l’aver letto  molto coltivando l’amore per la parola, perché serve conoscere gli altrui travagli della scrittura e farne tesoro. 

A cura di A. & J. Vandermeer, Le visionarie, Fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia, Nero 2018, pp. 535 €     25,00 Il volume poderoso, più di cinquecento pagine, raccoglie ventinove racconti che tratteggiano i contorni di un mondo di volta in volta futuristico, inquietante, onirico o semplicemente strano. Sono racconti che spaziano dalla fantascienza al fantasy, dall’horror alla weird fiction, scritti da donne che hanno fatto la storia e il presente della narrativa fantastica, e che incrociano gusto per l’invenzione di mondi altri e riflessione femminista. Il risultato è un caleidoscopio di storie immaginarie che, in maniera imprevista e mai ordinaria, legano letteratura di genere e letteratura sul genere.

A cura di S. Neonato, La ragazza che ero, la riconosco, Schegge di autobiografie femministe, Iacobelli 2017, pp. 249 €     18,00 Genova, anni Settanta: molte donne, come in altre città italiane, partecipano al movimento femminista che riempie le piazze. Ma fanno contemporaneamente anche un lavoro più nascosto, riunendosi in collettivi nelle case e nelle sedi più o meno provvisorie.

Quel lavoro, vera e propria pratica politica definita “autocoscienza”, ha segnato la vita di tutte. A quarant’anni di distanza, otto protagoniste di quel collettivo femminista genovese si sono reincontrate, per provare a raccontare che cosa è successo nel frattempo a ciascuna di loro e al mondo. Questi frammenti di biografie femministe illuminano una stagione di forte impegno ancora troppo lacunosamente ricostruita, affondando nella storia personale di ognuna, nelle differenze di classe e collocazione, nelle reciproche relazioni e nelle vicende di una città, dal dopoguerra a oggi. 

M. Lanfranco, Donne dentro, Detenute e agenti di polizia penitenziaria raccontano, Settenove 2017, pp. 120 €     14,00 Detenute e agenti di polizia penitenziaria per la prima volta raccontano la loro vita, accomunate dall’esperienza di vivere, per motivi diversi, per l’intera giornata o buona parte di questa, all’interno di un istituto carcerario.

Narrano la vita quotidiana, il lavoro, la discriminazione, le difficoltà, l’amore, la solitudine, l’idea di futuro a partire da una realtà così difficile e dolorosa.

È una sorta di diario di viaggio tra le carceri di Genova, Milano, Pozzuoli, Roma, Sollicciano, Venezia e Verona che non trova paragoni nella letteratura italiana.

J. Piromallo e R. Salemi, I mariti inutili, Corso femminile di sopravvivenza alla vita di coppia, Cairo 2018, pp. 183 €     14,00 Mariti utili, mariti diversamente utili, compagni di una vita, in una eterna, disarmonica intesa. Ricco di aneddoti, di vita vissuta, un trattato filosofico e sociologico, drammaticamente attuale. Indaga l’esistenza di coppia, una nuova presa di coscienza da parte della donne, l’emancipazione al femminile. Anche se i confini continuano ad essere ancora instabili e molto precari.

S. Prandi, Oro rosso, Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo, Settenove 2018, pp. 107 €     14,00 

Un reportage sulle donne che raccolgono e confezionano il cibo che arriva sulle nostre tavole. Il racconto si snoda in tre Paesi affacciati sul mare Mediterraneo: Italia, Spagna e Marocco, tra i maggiori esportatori di ortaggi e frutta in Europa e nel mondo. Qui, le braccianti, non solo sono pagate meno degli uomini e costrette a turni estenuanti, ma vengono molestate sessualmente, ricattate, subiscono violenze verbali, fisiche e stupri. Nelle pagine, le vite delle molte lavoratrici che i media ignorano: la sopravvivenza quotidiana, la resistenza alla violenza, il coraggio delle denunce che, malgrado gli sforzi, cadono nel vuoto. Il libro è il risultato di un lavoro di inchiesta e documentazione durato più di due anni, con oltre centotrenta interviste a lavoratrici, sindacalisti e associazioni.

E. Estévez López, Disobbedienti figlie di Eva, Rivendicazioni femminili nella Chiesa delle origini, Edb 2016, pp. 83 €       9,00 Nelle prime comunità cristiane i ruoli dirigenziali erano appannaggio dei maschi e le donne rimanevano relegate al loro compito di spose e di madri, come predicato nelle lettere di san Paolo. Ma non tutte le donne si adeguavano a questi ruoli subalterni e cercavano nella Chiesa uno spazio in cui esprimere più compiutamente i doni di cui si ritenevano dotate. Per non aderire alle loro richieste, queste donne venivano tacciate di essere altezzose, corruttrici dei costumi, immorali, pettegole, oziose… Tuttavia, questa conflittualità dimostra che esisteva una “resistenza” femminile anche in seno alle comunità cristiane dell’Asia Minore e come – conclude con un raggio di speranza l’autrice, docente di Sacra Scrittura all’Università pontificia Camillas – «non tutte le donne, né tutte le comunità, si sono arrese di fronte alle pressioni sociali e agli stereotipi culturali».

Nojoud Ali, La sposa bambina, La storia vera che ha ispirato il film, Piemme 2017, pp. 163 €       8,90 

È la storia di Nojoud una bambina di dieci anni che in un Paese come lo Yemen, in cui le donne sono spesso schiave inermi, ha saputo combattere e opporsi a un uomo che non aveva mai visto, scelto dalla famiglia come sposo. 

Nojoud, scappata dalla sua casa-prigione, si è incamminata da sola verso il tribunale di Sana’a, si è ribellata alla legge degli uomini. 

Ha chiesto il divorzio. 

In un Paese in cui oltre la metà delle spose sono bambine tra gli otto e i dieci anni, Nojoud ha trovato il coraggio di dire no.

A cura di D. Altomare e L. Pietrafesa, Rosa sangue, Un’antologia fantastica per raccontare il femminicidio, Altrimedia 2016, pp. 254 €     20,00 È la prima antologia di racconti fantastici al femminile di diciotto autrici che parlano di femminicidio. 

Il pregio di questa raccolta sta nel particolare taglio che si è voluto conferirle: il fantastico come strumento femminile per parlare del femminicidio. 

L’idea è nata proprio dalla considerazione che la presenza femminile nelle antologie del genere fantastico è indiscutibilmente esigua. 

Le diciotto autrici hanno narrato tutte storie diverse per contesto, ambientazione ed epoca, alcune prendendo spunto da femminicidi realmente accaduti, altre attingendo esclusivamente alla propria immaginazione. 

B. Benedettelli, 50 sfumature di violenza, Fenmminicidio e maschicidio in Italia, Cairo 2017, pp. 218 €     14,00 La violenza domestica, che erroneamente pensiamo veda vittime solo le donne, è un fenomeno ampio e ricco di sfumature che devono essere individuate. Le donne sono certamente colpite in modo sproporzionato, anche a causa della minor forza fisica, della disparità economica ancora presente, della dipendenza emotiva. È tuttavia un dato che maltrattino e uccidano anche loro. Femmine e maschi: adulti, bambini, anziani, sono tutti intrecciati in quelle costellazioni di orrore che nascono spesso dall’analfabetismo emotivo e dall’incapacità di amare.

N. Nalli, Avventure semiserie delle mie gambe, Golem 2016, pp. 139 €     12,00 

Un racconto semiserio, una autobiografia degli arti inferiori di questa scrittrice che ha scoperto di essere affetta dalla sclerosi multipla all’età di 26 anni. 

«Questi due arti malfermi, aggrediti a tradimento dalla perfida sclerosi multipla, – scrive  Noria Nalli – sono la parte di me che ho sempre curato di meno. Se voglio affrontare meglio la mia convivente sclerosi, dovrò cambiare atteggiamento: non si può vivere bene disprezzando metà del proprio corpo. Voglio cominciare, se non proprio ad amare, almeno a stimare le mie gambe».

Aneddoti della vita si alternano ai sogni di bambina (“da grande farò la ballerina classica”), alle emozioni della maternità, al rapporto tutto da costruire con il “fido deambulatore”.

F. Càlzia, Le ragazze del ’68, Come nasce in Italia il calcio femminile, Galata 2018, pp. 80
    9,90 Il ’68 è stato anche questo: gruppi di ragazze di ogni dove in Italia che mettono insieme delle squadre di calcio e che si ritrovano, grazie all’iniziativa di genitori che indossano panni da dirigenti, a giocare il primo campionato nazionale femminile. Per buona parte di loro la vera rivoluzione è questa: compiere a tempo di record un miracolo organizzativo e farsi poi apprezzare per le loro doti tecniche e atletiche. Il primo scetticismo fa posto all’apprezzamento; il calcio delle ragazze raccoglie subito consensi: ci sono migliaia di persone a vedere le partite, si aprono gli stadi dei campioni; il vecchio Marassi celebrerà lo scudetto dell’Acf Genova, prima squadra campione nel 1968, mentre il “Comunale” di Torino laureerà di lì a un anno le azzurrine campionesse d’Europa. Escursionismo e sport

Psicoterapia e Scienze Umane, n. 1, 2018

                           22,00 

Sándor Ferenczi, nell’articolo Psicologia dell’escursionismo  scritto nel 1897 quando aveva 24 anni, espone alcune riflessioni sulle motivazioni della passione per l’escursionismo. Vengono considerati gli aspetti psicologici, fisici ed estetici, in rapporto anche alle classi sociali.  

L. Amicucci, L’Afghanistan in Millecento, Viaggio in un mondo ormai perduto, Nuovecarte 2018, pp. 153 €     12,80 Raccoglie i ricordi di un viaggio compiuto nel 1975 dall’autrice Lina Amicucci con due giovani amici che, affascinati dai discorsi che circolano sui viaggi in India o in generale in Oriente, alla ricerca di paradisi perduti,  decidono di partire e mettersi in cammino verso una meta poco consueta per quei tempi.

Gli incontri, ancor più dei paesaggi e delle magnifiche città, si fisseranno nella loro memoria e nel loro cuore, oltre che nel diario di Lina, che oggi ci viene riproposto con aggiustamenti e nuove annotazioni che lasciano tuttavia intatto la testimonianza di un mondo ormai perduto.

A cura di A.M. Cavallarin e A. Scapin, Mario Rigoni Stern, Un uomo tante storie nessun confine, Priuli & Verlucca 2018, pp. 255 €     16,00

Si tratta di contributi in onore e nel nome dello scrittore asiaghese proposti dagli specialisti negli ambiti più vari, durante il convegno internazionale tenuto ad Asiago a novembre del 2017. La pubblicazione degli atti ha offerto l’occasione di stampare tre inediti: La natura nei miei libri, dattiloscritto di Rigoni Stern risalente al 1989, la trascrizione di una intervista allo scrittore condotta da Luca Mercalli per la radiotelevisione svizzera e infine il testo poetico Rap di Mariostern composto per l’occasione dal Maestro Bepi De Marzi.

E. Camanni, Alpi ribelli, Storie di montagna, resistenza e utopia, Laterza 2016, pp. 236 €     18,00

Ormai di ribelli in montagna ne sono rimasti pochi, resistono ancora i NoTav, e speriamo ancora per molto, ma la montagna ormai non ha più abitanti e quindi niente ribelli; i paesi si sono svuotati di persone, animali e cultura, per trasferirsi in pianura, e la montagne è stata ripopolata da impianti e villaggi  turistici che periodicamente si svuotano e si ripopolano secondo i flussi del turismo di massa. Il libro del Camanni, ottimo scrittore e divulgatore, ci ricorda le tante  ribellioni generate dai conflitti con gli interessi dei potenti, che fossero il potere ecclesiastico, casa Savoia, il fascismo, la Sade, la Tav, il Cai, la Compagnia delle guide.

G. Mallory, Lettere dall’Everest, a cura di G. Rossi, Tararà 2017, pp. 165      17,00

Il ritrovamento del corpo di George Mallory (1886-1924) sui pendii sottostanti la cresta Nord-est dell’Everest, nel 1999, ha richiamato l’attenzione generale su questo alpinista che prima si poteva dire “ben noto” solo negli ambienti alpinistici di oltre Manica. 

Ora la pubblicazione delle lettere e delle annotazioni varie che accompagnano gli eventi delle tre spedizioni a cui ha partecipato svelano  i vari aspetti della sua complessa e coinvolgente personalità. Il volume è corredato da un’appendice con il racconto di Noel Odell, testimone diretto della scomparsa di Mallory, e da un’altra sul ritrovamento del corpo di Mallory.   

A. Paloselli, Il diavolo generoso, La storia di Tita Piaz il Diavolo delle dolomiti, Dolomiti Edizioni 2018, pp. 197 €     26,00

Ecco un altro ribelle e sono tanti i suoi atti di disobbedienza che incarnarono la tensione sociale della Val di Fassa del primo Novecento.Accanto ad una intensa attività alpinistica e tea-
trale unì una forte connotazione politica compiendo forti gesti di convinzione irredentistica come l’aver fissato una bandiera rossa su una guglia dolomitica da lui battezzata  Edmondo De Amicis.

Durante il fascismo collabora in operazioni di espatrio di elementi antifascisti e rompe dopo la fascistizzazione del Cai i suoi rapporti con la Sat che gli costa la “cacciata” dal rifugio Vajolet che aveva in gestione. 

Neanche durante la seconda  guerra mondiale passa inosservatao; viene arrestato dalle SS senza  una precisa accusa. 

Muore nel 1948 per un banale incidente in bicicletta.

Il libro riporta nella prima parte la storia della vita del fassano e nella seconda parte un ricco dossier con documenti,  molti dei quali ritrovati fortunosamente  in Val di Fassa. Un libro ricco anche di articoli, lettere e tante bellissime foto.

D. Buzzati, Dino Buzzati parla di Cesare Maestri il ragno delle dolomiti, Editrice Rendena 2017, pp. 208 €     12,00

Nessun alpinista meglio di Cesare Maestri ricorda Tita Piaz come ci ricorda Buzzati nella sua introduzione al libro di Maestri Lo spigolo dell’infinito, non tanto per la bravura alpinistica, e di questo nessuno può dubitare, ma  della sua schiettezza, una schiettezza senza freni, di gesti impulsivi e clamorosi, contrario a qualsiasi maneggio e polemista. E per sottolineare il suo pensiero, vale la pena riportare una sua frase sull’essere alpinista che taglia di netto tutte le polemiche di allora e di oggi sull’andare in montagna: «Ogni alpinista dev’essere libero di andare in montagna come più gli aggrada: con chiodi o senza, di giorno o di notte, d’estate  o d’inverno, per trovare Dio o per negarlo, per conforto o per sconforto… Il sentenziare “quello non è alpinismo” solo perché un particolare modo di scalare le montagne è diverso dal proprio, è un gravissimo atto di presunzione che non si accorda con le regole del vivere insieme».

P. Mattiel e I. Bertoluzzo,  Un passo verso il cielo, Arrampicata sportiva in valle di Susa, Fraternali 2010, pp. 167 €     19,00 Questo volume propone le pareti d’arrampicata moderna nella valle di Susa ma non è una guida esaustiva delle zone di scalata, né, tanto meno, una selezione dei posti più belli. L’intenzione del libro è quella di dare suggerimenti agli amanti dell’arrampicata che si trovano a percorrere o a visitare la valle, un territorio in grado di soddisfare pienamente le esigenze della maggior parte degli arrampicatori ed evidenziare l’importanza che la valle di Susa riveste nel panorama storico dell’alpinismo e dell’arrampicata in Piemonte e, più in generale, nell’Italia occidentale.

B. Codini, Tragedie  di Val Grande, Storie vere in una terra selvaggia, Alberti Libraio 2017, pp. 160      14,00

La Val Grande, chiusa tra le montagne dell’Ossola, il bacino del Lago Maggiore e la Valle Cannobina, viene abbandonata da taglialegna e alpigiani e il bosco riprende il sopravvento.

Nel giro di 50 anni la Val Grande ha assunto un aspetto così impervio e selvaggio che nel 1983 è stata individuata dall’Associazione Italiana per la Wilderness come una delle aree del settore più interessanti a livello internazionale. 

Ma è anche un territorio dai percorsi difficile dove è impossibile utilizzare i cellulari e in questi anni ha visto molti incidenti. 

Questo libro racconta quindici tragiche storie con l’intento di dire qualcosa in più delle poche righe di un quotidiano locale, provando a mettersi dalla parte di chi ha perso la vita e di chi, suo malgrado, si è trovato coinvolto e ne è stato spettatore. 

Storie diverse, alcune di queste così emblematiche da suscitare, ancora a distanza di anni, uno stupore incredulo.

G. Dal Mas, Itinerari nel parco nazionale dolomiti bellunesi, Editoriale programma 2017, pp. 159 €     10,00

Il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi vanta 25 anni di progetti rivolti alla valorizzazione e alla promozione del territorio, fondati su una visione di conservazione attiva e sui principi del turismo sostenibile. Proprio nel solco del camminare, i percorsi descritti da Giuliano Dal Mas sono quasi dei racconti di chi non solo vede le tracce dei sentieri, ma alzando lo sguardo sente e comprende il linguaggio non codificato della natura. 

Quello che Giuliano Dal Mas racconta ed illustra con ampia documentazione fotografica è un ulteriore contributo alla conoscenza del territorio, un’occasione per un incontro intimo e personale con i luoghi, i suoni, i profumi e le voci delle Dolomiti Bellunesi.

P. Ferrari, La via delle Bocchette e le vie ferrate, Editrice Rendena 2016, pp. 95

    10,00

È una miniguida che illustra tutti gli accessi ai rifugi delle Dolomiti del Brenta, la classificazione dei sentieri, la descrizioni delle ferrate e la storia delle ferrate del Gruppo nate  nel 1936 con l’intento di collegare il passo del Groste fino al rifugio XII Apostoli andando di bocchetta in bocchetta (di passo in passo) utilizzando le cenge naturali. 

M. Farraiolo, Trekking. Passeggiate e ferrate a Cortina e dintorni, 175 itinerari tra le montagne di Cortina, Misurina, Auronzo, Alta Pusteria e dintorni, Vividolomiti 2016, pp. 208
      29,50

Una guida studiata per tutti che raccoglie percorsi semplici per una escursione domenicale e itinerari più complessi per escursionisti che già conoscono le zone. I percorsi descritti e le ferrate sono raggruppati per zone: Tofane-Falzarego, Cristallo-Pomagagnon, Sorapiss-Faloria, Croda Rossa-Fanis, Passo Giau-Croda del lago, San Vito-Pelmo, Antelao-Marmarole, Cadini-Lavaredo, San Candido-Comelico, Dobbiaco Casies, Valle di Braies. 

R. Caramaschi, Per malghe e per rifugi in Alto Adige, 165 escursioni illustrate con cartine e immagini, Raetia 2009, pp. 708 €     59,90

È la seconda edizione, completamente aggiornata, della guida Per malghe e per rifugi in Alto Adige di Renzo Caramaschi, una delle guide escursionistiche più apprezzate. 

La montagna e le inseparabili macchine fotografiche Leica sono i due hobby dell’autore che, integrandosi in modo magnifico, hanno consentito la realizzazione di questa edizione aggiornata, caratterizzata anche da una rinnovata veste grafica. 

In particolare si è voluto ampliare la possibilità di scelta dell’appassionato, attraverso la proposta di percorsi in zone scarsamente frequentate, a molti ancora sconosciute. Con 165 escursioni, 2.300 chilometri di sentieri, 160.000 metri di salite, il libro è una guida utile che si rivolge agli escursionisti e a chi vuole approfondire sul campo gli aspetti culturali della vita di montagna.

L. Brugger, Facili passeggiate. Alto Adige-Dolomiti, 50 itinerari comodi e belli tra la Val Venosta e le Dolomiti, Tappeiner 2018, pp. 167
    24,90 Le escursioni e le passeggiate proposte regalano panorami unici dalle Alpi Venoste al Gruppo di Tessa fino alle Alpi Sarentine; la natura sfaccettata dell’Alto Adige si riflette sulla varietà dei percorsi in tutte le aree vacanze della provincia. Lungo i vari tragitti si scoprono vigneti, meleti, laghi balneabili, castelli, rocche e monasteri, luoghi ricchi di energia e giardini in fiore. Tutto sembra superiore ad altri luoghi: passeggiate dai panorami avvolgenti, gustosi  piaceri della buona tavola, vini ricercati.

S. Ardito e C. Re, I 50 sentieri più belli della Valle D’Aosta, Guide Iter 2017, pp. 127 €     14,00

Il Monte Bianco, il Cervino, il Gran Paradiso e il Monte Rosa fanno da sfondo a molti itinerari di questa guida. Ai loro piedi si scoprono ghiacciai, cascate e torrenti, infinite distese di pascoli, fitti boschi di larici. Un mondo dove chi cammina può incontrare marmotte, aquile, camosci, straordinarie fioriture. E naturalmente gli stambecchi, che il Parco del Gran Paradiso ha salvato dall’estinzione.

Nelle valli, e spesso lungo i sentieri, si scoprono borghi suggestivi e castelli, strade romane, chiese e cappelle affrescate, le mulattiere di caccia di re Vittorio Emanuele II, le malghe utilizzate da secoli dagli allevatori e dal loro bestiame.

S. Bade e W. Mikuteit,  Piemonte, Itinerari escursionistici sulle Alpi occidentali, Fraternali 2018, pp. 240 €     16,00

Sono 38 gli itinerari descritti da questi autori che hanno percorso per molti anni i sentieri e conosciuto a fondo le valli del Piemonte occidentale. Gli itinerari sono accompagnati da tutte le informazioni necessarie ad affrontare le escursioni con tranquillità: tempi, segnaletica, equipaggiamento, difficoltà, possibilità di sosta e di rifornimento. Le informazioni sui punti di partenza e di arrivo e sulle modalità di accesso, sui trasporti pubblici, le navette e i taxi locali consentono flessibilità nella programmazione delle gite. Il formato e la consistenza sono agili e comodi alla consultazione del libro durante il cammino. A ogni escursione si accompagnano schede che approfondiscono aspetti storici e culturali dei luoghi che si attraversano. Sono interessanti e a volte divertenti i commenti sulla cucina nei rifugi e nelle locande.

S. Grillo e C. Pezzani,  I 50 sentieri più belli della Liguria, Guide Iter 2017, pp. 127 €     14,00

Regione in bilico tra la montagna e il mare, la Liguria è celebre per le sue spiagge e quasi sconosciuta ai più per le valli e i monti che pure si alzano a poca distanza dalle coste. Tra i due estremi, una fittissima e antica rete di sentieri, viottoli e vecchie mulattiere offre a chi ama camminare una ricchissima scelta di scenari e di mete. Gli itinerari scelti spaziano dal mare ai 2200 metri delle Alpi Liguri, in uno scenario sempre diverso e sempre sorprendente: le faggete del Gerbone e gli olivi delle colline di Imperia; le valli Arroscia e Tanaro; le colline di Savona e infine gli incredibili sentieri scavati nelle rocce del Pietravecchia. Il volume è arricchito da fotografie, tracciati e schede tecniche degli itinerari.

L. Mečnikov,  Viaggi in Toscana, A cura di R. Risaliti, Stampato in proprio 2016, pp. 178 Sono quattro i saggi di Lev Mečnikov sui viaggi compiuti in Etruria e pubblicati nel 1862 sulla rivista «Sovremennik», una rivista di giovani democratici radicali russi. Interessanti le considerazioni che fa sull’Italia, una terra che dopo tre secoli di dominazione straniera è stata trasformata da giardino d’Europa, da Paese di avanguardia della civiltà umana in un Paese di straccioni, sbranati da possidenti nullafacenti, da stormi di monaci e preti gaudenti di benefici lautissimi. L’unico modo per il riscatto della nazionalità italiana sembra essere quello che si rifà alle tradizioni delle associazioni artigiane per superare l’inevitabile contrasto fra capitale e lavoro.

G. Ferrari,  La via Vandelli, Antica strada nuovo cammino, Artestampa 2018, pp. 109 €     17,00 Centoquarantacinque chilometri di strada che passa due alti valichi oltre i 1600 metri e collega due città, Modena e Massa, attraverso piccoli paesi, campagne assediate dal cemento, foreste silenziose, valli inospitali e incontri illuminanti: ecco la Via Vandelli, la più leggendaria delle strade del Ducato Estense, anzi, la madre di tutte le strade moderne.

Questa guida-racconto accompagna i viandanti tra gli Appennini e le Alpi Apuane attraverso boschi, prati, calanchi e passi montani, seguendo il percorso originale della strada disegnata nel 1739 da Domenico Vandelli per il Duca Estense Francesco III: un percorso che l’autore ha ricostruito negli archivi storici e che ha preparato con meticolosi sopralluoghi.

Accanto al diario delle otto tappe compiute nel giugno del 2017, arricchito da foto, disegni e carte, si trovano pratiche informazioni per l’escursionista con mappe e suggerimenti turistici, oltre a collegamenti interattivi per scaricare i tracciati delle tappe e collegarsi ai siti delle principali attrazioni che si incontrano lungo il percorso.

N. Casile,  Diario di un trekking sul Sentiero del Brigante, In cammino tra l’Aspromonte e le Serre, Kaleidon 2015, pp. 150 €     13,00

L’autore, nella introduzione di cui riportiamo ampi stralci, spiega i motivi che lo hanno spinto a scrivere questo libro «Non ho voluto realizzare né una guida turistica, né una guida escursionistica, né una guida naturalistica. Ne sono state prodotte già tante e comunque, da solo, non avrei avuto le competenze necessarie…  Quando scelgo o propongo un sentiero mi interessa aggiungere un elemento in più: una visione critica e costruttiva, personale ma ampiamente condivisibile…  Voglio conoscere la storia dell’area geografica in cui si inserisce, quella dei paesi vicini; devo assaggiare i prodotti tipici, devo farmi raccontare leggende, devo incontrare pastori, artigiani, contadini, personaggi particolari.

Ho bisogno di informazioni sui mutamenti del paesaggio, sulla vegetazione che c’era prima, sul perché è scomparsa. Solo così un’escursione, anche soltanto giornaliera, può diventare un’esperienza… Ho deciso di mettermi alla prova scrivendo questo libro per due motivi: perché la scrittura è da sempre il mio mezzo espressivo preferito e perché la Calabria è una terra stupenda ma anche la Regione più povera d’Italia, merita di essere conosciuta da una platea ampia, quella che ovviamente mi auguro di raggiungere».

A. Del Pian, Wild mountainbike, Mtb/e-Mtb, Dolomiti e prealpi del medio Piave, Vividolomiti 2017, pp. 123 €     19,90 Questo libro descrive per la prima volta, in modo esaustivo, tutti i percorsi del lato destro e sinistro del fiume, ciclabili con Mountain bike muscolare e/o elettrica. 

Sono descritti capillarmente i tracciati percorribili da Pian Cavallo (PN) al Grappa (TV)
e ritorno per il lato orografico opposto (BL), concatenandoli e collegandoli in un unico grandioso percorso, per la prima volta descritto come “Altaciclovia” del Piave, qui, nel tratto Medio. Il percorso è suddiviso in 15 tappe autonome, percorribili quindi anche singolarmente. Ciascuna tappa contiene degli approfondimenti escursionistici ed esplora ambienti incontaminati e selvaggi. È prevista la pubblicazione di un prossimo volume che descrive il tratto Alto, dalle sorgenti al Cadore.

G. Breccia, La fatica più bella, Perché correrre cambia la vita, Laterza 2018, pp. 233 

    15,00

Noi siamo nati per correre, è questo l’assunto principale del libro. Siamo perfetti fisiologicamente per la corsa e la corsa per l’uomo è tutto. L’evoluzione non ci ha dato un fisico per la velocità ma ci ha dato un  fisico per la resistenza. Ricordiamo  il bel libro sui tarahumara (Born to run di Christopher McDougall, Mondadori),  conosciuti per la loro abilità di inseguire correndo cervi e tacchini selvatici fino a farli letteralmente morire per sfinimento, esattamente come facevano i nostri antenati. 

Da  qui il libro di questo maratoneta che ci parla di come preparare una maratona, la corsa per eccellenza e che è una avventura dello spirito, prima ancora che del corpo. Ci parla degli allenamenti, delle difficoltà e ci invita a vivere con gioia e consapevolezza la meravigliosa fatica della corsa di resistenza. Le sue idee sono maturate durante trentacinque anni  di allenamenti e gare e sono utili per evitare i pochi e gravi errori che impediscono la conclusione della gara e per trasformare la pratica sportiva in una componente positiva della propria vita quotidiana.

C. D’urso, Tra le corde, Prospettiva editrice 2018, pp. 69 €     12,00 Questo libro è nato dall’esperienza diretta, vissuta come pugile agonista dilettante, del protagonista. “Tra le Corde” è un’espressione che usano i pugili per descrivere l’esperienza di aver combattuto sul ring. Quando si sale sul ring cambia la visuale e il modo di vedere se stesso, letteralmente rinchiuso tra le sue corde fino a che la campana o l’arbitro non decidono l’epilogo. 

Il testo si concentra sulla preparazione atletica del pugilato nei suoi ambiti più diffusi e accreditati, il combattimento e i vari effetti correlati sulla vita fuori dal ring.

R. Ghedini, Rivincite, Lo sport che scrive la storia, Paginauno 2018, pp. 457 €     18,50

Non è tanto l’evento che interessa – sono ancora molti che percorrono la Via alpina da Trieste a Montecarlo – non è neanche l’unicità del percorso, il tempo impiegato, né la particolarità del personaggio, né la descrizione del percorso, ma la storia intima del viaggiare senza dogmi, prendere un auto, una funivia, chiedere un passaggio, trovare scorciatoie. Perché questo libro è importante? Perché ci fa sentire il percorso come qualcosa di naturale, abbastanza semplice se le cose sono affrontate con la dovuta saggezza, quindi un percorso fattibile.  La storia già di per sé raccontata come  è stata raccontata è abbastanza leggibile, inoltre  l’autore ha inserito un giallo improbabile ma abbastanza divertente.

Migranti

Shalom, Trimestrale di informazione e cultura della Comunità Betania, n. 4, ottobre-dicembre 2017          s.i.p.

Dossier Immigrazione e Salute a cura di Roberto Boggiani e Franco Ferrari: La salute degli immigrati non fa notizia; Stato di salute e accesso ai servizi sanitari; Le malattie infettive; Le “ferite invisibili” del disagio mentale; Irregolari e “in transito” categorie molto vulnerabili; I minori non accompagnati; La condizione delle donne; Il rispetto delle differenze fino a che punto è possibile?; La prospettiva interculturale nelle relazioni di
cura
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Adista, n. 9, 10 marzo 2018 Abbonamento annuale cartaceo                                  € 75,00

10 cose da sapere su migranti e immigrazione, di Caritas italiana è un piccolo dossier che smonta con dati alla mano le frasi più ricorrenti come «Ci portano via il lavoro», «Siamo invasi dai migranti», «Passano il tempo al cellulare» o «Sono tutti terroristi e criminali», diffuse nell’opinione pubblica sulla realtà dell’immigrazione, per dimostrare che si tratta di falsità. 

C. Kyenge, P. Rumiz, fotografie di L. Ottani, a cura di R. Biagiarelli, Dal libro dell’esodo, Piemme 2016, pp. 86 + 170 pagine illustrate                                17,50

Riportiamo il risvolto di copertina: “Centinaia e centinaia di fuggitivi, a piedi, forzano il blocco e sfondano la linea di confine greco-macedone. Con filo spinato e granate assordanti la polizia cerca di frenarli. Arrivano dalla Siria, dall’Iraq, dall’Afghanistan e premono per entrare nei Paesi della zona Schengen. Il governo di Skopje usa il pugno duro. Un fotografo e una documentarista volano sul posto per vedere con i propri occhi quel che sta accadendo e raccontano con coraggio questo esodo biblico. Secondo i dati ufficiali, sono quasi sessantamila i migranti arrivati in Macedonia dall’agosto 2015 a oggi. Cercano di raggiungere l’Europa, forzando il cordone di sicurezza attraverso il posto di frontiera macedone di Gevgelija. La polizia usa bastoni, raddoppia il filo spinato, ma i confini vengono sfondati e la maggior parte dei profughi – uomini, donne, bambini – si dirige camminando sui binari verso le più vicine stazioni ferroviarie per andare verso la Serbia e, da lì, raggiungere l’Ungheria e poi gli altri Paesi europei. Sono notti trascorse all’addiaccio, nei campi, sotto la pioggia, con scarso accesso a cibo e acqua. 

Le immagini e le parole di questo reportage di grandissima intensità testimoniano la forza e la dignità umana di chi cammina. Gli esiliati sono consci di esercitare un diritto primordiale: attraversare i territori. Qualcosa di antico, di atavico, ma anche di assolutamente nuovo”.  

K. Malik, Il multiculturalismo e i suoi critici Ripensare alle diversità dopo l’undici settembre, Nessun Dogma 2016, pp. 94 €     10.00

Come facilmente intuibile dal titolo all’interno di questo saggio il tema principale è il fenomeno immigratorio nell’Europa del XXI secolo e i suoi riscontri politici e culturali. 

L’obiettivo del libro è celebrare la diversità opponendosi al multiculturalismo. 

Inizia con una breve esposizione delle radici storiche e filosofiche del multiculturalismo e delle disquisizioni filosofiche intorno a tale concetto. 

Analizza poi le radici politiche e le conseguenze sociali delle politiche multiculturaliste. Infine, esamina la critica contemporanea nei confronti del multiculturalismo, per dimostrare che molta di questa non è solo sbagliata ma anche pericolosa. Il senso di questo libro è che bisogna mettere in discussione sia il multiculturalismo, sia il malcontento che suscita.

A. Bono, Migranti!? Migranti!? Migranti!?, Segno edizioni 2017, pp. 145 €      12,00 

I dati raccolti da Anna Bono, le sue osservazioni e le sue valutazioni sono un servizio alla realtà, ci dicono come stanno le cose e, di conseguenza, quali passi sarebbero sbagliati e quali invece attendibili e praticabili con buona possibilità di riuscita.  

Mettono in evidenza come  le autorità dei Paesi di accoglienza – soprattutto in Europa – siano incapaci di valutare le culture e le religioni che entrano nelle loro nazioni, ponendole tutte sullo stesso piano e favorendo così una società multiculturale imposta e accettata nell’indifferenza, ma non funzionale ad una vera integrazione, semmai essa sia possibile, incapace di distinguere tra desideri e diritti e quindi impossibilitata ad accogliere e integrare veramente.

Minniti e il suo mondo, Libreria Calusca 2017, pp. 63 €       6.00 Questo opuscolo raccoglie una serie di contributi relativi all’incontro su “Le nuove politiche migratorie”, organizzato dall’Assemblea No Borders, in collaborazione con l’Assemblea della Statale e Calusca City Lights, svoltosi il 19 aprile 2017. L’Assemblea No Borders Milano nasce dalla volontà di prendere posizione contro il sistema delle frontiere, un sistema che va affermando la sua brutale centralità nel nostro presente storico: business dell’accoglienza, ricatti, retate, detenzione coatta e deportazioni sono alcuni dei risvolti delle politiche migratorie nazionali ed europee. 

C. Venturi, Senza casa e senza tutela, Il dramma e la speranza dei profughi ambientali, Tau 2016, pp. 141 €     15.00 L’emigrazione forzata costituisce una realtà molto variegata che necessita di essere studiata attraverso un approccio multidisciplinare e interdisciplinare, attento alle cause che la producono e alle conseguenze generate dal suo verificarsi. Molti, infatti, sono i fattori che costringono una persona a lasciare il proprio Paese: si spazia da problemi politici, persecuzioni razziali o religiose, fino ad arrivare a disastri naturali causati dai cambiamenti climatici.

Affrontando il complesso rapporto tra crescita economica, modelli di produzione, cambiamenti climatici e degrado ambientale, si delineano i tratti multiformi di un fenomeno in grande crescita: i profughi ambientali.

In questo volume si cerca di  suggerire un approccio al problema di tipo etico e scientifico.

A cura di A. Cusumano, Dialoghi mediterranei, Antropologia delle migrazioni,  Istituto euroarabo di Mazara del Vallo 2016, pp. 176         s.i.p. 

Questo libro presenta una piccola e parziale selezione di contributi di giovani studiosi per lo più appartenenti alla Scuola antropologica di Palermo, pubblicati sul  bimestrale online Dialoghi Mediterranei. Questo bimestrale, nato nel 2013, ha fin qui raccolto e valorizzato un cospicuo numero di contributi, di ricerche etnografiche, letture critiche e approfondimenti teorici e analitici sui diversi aspetti che i flussi migratori oggi sollecitano con l’obiettivo di decostruire le interpretazioni correnti di tipo assistenzialista, tendenti ad oscurare e deformare i profili dei migranti entro rappresentazioni convenzionali e immagini stereotipate.

M. Contu, L’immigrazione italiana in Uruguay, Attraverso le fonti consolari (1857-1865),  Aipsa 2017, pp. 155 €      14,00 

Il volume propone un inedito lavoro sull’emigrazione italiana in Uruguay negli ultimi anni del Regno di Sardegna e nei primi anni di vita del Regno d’Italia (1857-1865). Di particolare interesse, anche per le ricerche genealogiche, sono le trascrizioni delle  relazioni trimestrali sui passaporti vistati dalle autorità consolari uruguaiane presenti a Genova, Savona e Livorno, contenenti i rinominativi di oltre 1.300 passeggeri imbarcatisi dai porti di queste tre città con destinazione finale Montevideo. Questi documenti, oltre al nome e al cognome dei passeggeri, contengono altre informazioni sugli emigrati riguardanti il luogo di provenienza, l’età, la professione, il porto di arrivo e le annotazioni sull’eventuale presenza a bordo di altri passeggeri loro parenti. 

E. Drudi, Fuga per la vita, La tragedia dei profughi: una strage annunciata, Simple 2018, pp. 207 €      16,00 Dati, storie, situazioni, personaggi, problemi, analisi, proposte, per cercare di contrastare quell’indifferenza che induce, appunto, a voltarsi dall’altra parte. Nella convinzione che, in situazioni come questa che stiamo vivendo, densa di morte e di sofferenze inumane, anche soltanto restare indifferenti è una colpa grave o, peggio ancora, un crimine contro l’umanità. 

F. Murard-Yovanovitch, L’abisso, Piccolo mosaico del disumano, Parte terza,  Stampa alternativa 2017, pp. 138 €      14,50  

L’abisso descrive il passaggio storico: dalla xenofobia alla manifestazione del nuovo Fascismo in Europa: il Fascismo della Frontiera. Il passaggio geopolitico, lo spostamento della Frontiera in Africa. Di fronte a migliaia di persone in movimento, l’Europa dichiara guerra ai migranti.

Esiste un modo per combattere questo “Fascismo della Frontiera”? Sì, e sta nel trasformare la cronaca in racconto e poi in memoria e da lì in Storia.

L’abisso è la terza parte del Piccolo mosaico del disumano, dopo Derive: Centri di detenzione per stranieri, sparizione di migranti nel Mediterraneo, pogrom contro i rom, muri e filo spinato: il disumano in Europa. (Stampa Alternativa, 2014) e La Negazione del Soggetto Migrante (Stampa Alternativa, 2015).

L. Luatti, Adulti si nasceva, Immagini e metafore letterarie sull’emigrazione minorile girovaga e di lavoro dall’Ottocento ai giorni nostri,  Cosmo Iannone editore 2016, pp. 284 €      20,00 

Le storie deIl’espatrio, dello sfruttamento lavorativo e della “tratta” dei minori italiani all’estero fra Ottocento e prima metà del Novecento e dei loro mestieri di strada e impieghi nelle fabbriche trovarono un eco nella produzione letteraria, educativa e popolare.

Furono in gran parte “atroci letture devote” quelle sui piccoli suonatori d’organetto, i bambini spazzacamino, i giovani venditori di statuine e i piccoli vetrai all’estero che intendevano promuovere un messaggio chiaramente anti-emigrazionista mettendo in cattiva luce la scelta dell’allontanamento dal paese d’origine. Sono pochi i testi che invece collocano il problema della migrazione minorile all’interno della più ampia questione sociale.

A cura di S. Chiodo e G. Naletto, Il mondo di dentro, Il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati a Roma,  Lunaria 2016, pp. 77         s.i.p. 

Quasi due anni fa i primi arresti e la pubblicazione delle ordinanze di custodia cautelare relative all’indagine “Mondo di mezzo” gettarono un’ombra più che oscura sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati della Capitale. L’effetto immediato fu quello di dare un ulteriore colpo alla già scarsa legittimazione delle politiche pubbliche di accoglienza, che certo non ne avevano bisogno. Rileggere a distanza ciò che è successo e come è potuto accadere è necessario per evitare che tutto torni a funzionare esattamente come prima.

T. Attino, Il Pallone e la miniera: Storie di Calcio e di emigranti, Kurumuny 2018, pp.155 €      13,00

Il libro racconta le storie degli uomini immigrati nel corso del ’900 in Lussemburgo per poter lavorare nelle miniere, raccolte durante un viaggio, e ricorda le vicende riguardanti la squadra di calcio Jeunesse, diventata oggi la più importante dello Stato di Lussemburgo. 

È un libro in cui si incontrano culture, religioni, tradizioni, mondi che apparentemente non c’entrano nulla ma che gravitano attorno allo stesso corpo, allo stesso centro che le mantiene in vita e in cui si affronta la crudeltà della vita, che a volte però può essere spezzata da momenti in cui hanno il sopravvento la passione e la gioia, come avvenne il 19 Settembre del 1973 quando la Jeunesse Esch riuscì a battere il Liverpool con un gol di Gilbert Dussier.

A cura di D. Licata e M. Molfetta, Il diritto d’asilo, Minori rifugiati vulnerabili e senza vice. Report 2017,  Tau 2017, pp. 295 €      20,00 All’interno della cornice dei suoi studi che trattano specificatamente la mobilità umana, la Fondazione Migrantes – Organismo pastorale della Cei –  all’inizio del 2017 ha dedicato un’analisi specifica al mondo dei richiedenti asilo, partendo da una prospettiva storica che cerca di “afferrare” i tempi e le cause di un fenomeno che accompagna, da sempre, la cosiddetta “era delle migrazioni”. 

XXVI Rapporto Immigrazione  2016, Nuove generazioni a confronto, Tau 2017, pp. 430 €      15,00

Questo volume  – grazie al contributo di stud iosi ed esperti delle tematiche migratorie di diverse discipline e accademie italiane – descrive la situazione quanti-qualitativa della mobilità internazionale e nazionale, per soffermarsi nello Speciale Nuove generazioni a confronto ad analizzare il tema dell’immigrazione in Italia, con particolare attenzione al mondo giovanile. 

Completano il testo: l’Appendice giuridica che si sofferma, in particolare, sulle difficoltà burocratiche incontrate ed affrontate dai giovani di origine non italiana e l’Annuario dei principali fatti dall’Italia e dal Mondo accaduti nell’ultimo anno.

Salute e malattia

Gaia, n. 71, inverno 2018                      5,50

L’articolo di Patrizia Gentilini: Tumori e inquinamento ci informa che è in aumento l’incidenza di cancro nell’infanzia e nell’adolescenza: nel 2017 sono stati diagnosticati nel nostro Paese oltre 369.000 casi di cancro, rispetto ai 365.000 del 2016 e la più elevata incidenza di cancro sia fra 0-14 anni che fra 15-19. 

Inoltre un articolo comparso su Pediatrics a novembre 2016 dal titolo emblematico: Strategie ambientali ed economiche per la prevenzione primaria del cancro nelle prime fasi della vita ha stimato che siano oltre 7.000 i casi di cancro infantile evitabili ogni anno negli USA, riducendo le esposizioni ambientali nocive.

A. Bertoli, Le vere origini della malattia, Psico-bio-genealogia, Macro 2010, pp. 410         12,90 

Ci sono intrecci, relazioni e influenze che collegano un individuo alla sua famiglia, alla società in cui nasce e alla cultura di cui fa parte e, infine, alla specie biologica cui appartiene.

Questa trama però è inconscia e proprio per questo difficilmente individuabile, ma è indispensabile portarla a livello di coscienza per uscire dal circolo vizioso del malessere.

Questo è l’obiettivo della Psico-Bio-Genea-logia che fonde, all’interno di un percorso organico, la Psicogenealogia e la Nuova Medicina di Ryke Geerd Hamer, partendo dalla convinzione che proprio l’albero genealogico costituisca la base di nevrosi, ossessioni e di molte malattie.

S. Bouznah e C. Lewertowski, Quando gli spiriti incontrano i medici, Sette storie per guarire, Colibrì 2017, pp. 140 €     15,00 La società si mondializza; pazienti dalle molteplici identità e lingue hanno ognuno un rapporto particolare con le malattie e la morte. Che fare quando le risorse mediche messe in campo esauriscono la loro efficacia e gli operatori della salute non riescono a comprendere né ad aiutare pazienti provenienti da altre culture? Gli autori, attraverso sette storie, ci mostrano come superare i malintesi e le incomprensioni che si tessono tra curanti e pazienti e non rendono possibili le cure. Con un dispositivo innovativo, quello della mediazione etnoclinica, esplorano la faccia nascosta della malattia, quella che si narra nell’intimità familiare. Unendo le conoscenze scientifiche dei medici e i saperi profani dei sapienti rendono possibile la mobilizzazione di risorse nuove per affrontare la malattia. 

G. Graziani e L. Graziani, Antibiotici? No, grazie!, Perché la farmacoresistenza è un problema, Le alternative naturali agli antibiotici, Macro 2018, pp. 109       6,90 I batteri stanno diventando sempre più resistenti e rendono inefficace l’azione di questi farmaci.  In questa guida pratica gli esperti in farmacologia Luciano e Gabriele Graziani ci illustrano le caratteristiche di questo fenomeno conosciuto con il nome di farmacoresistenza: non sono solo i batteri, infatti, a resistere ai farmaci, ma anche altri agenti patogeni infettanti come certi virus e parassiti. Gli autori ci spiegano il motivo per cui molti antibiotici vengono prescritti inutilmente, quali sono le conseguenze del loro impiego sempre più massiccio nell’industria alimentare e perché negli ultimi 30 anni le scoperte scientifiche in questo campo si siano fermate. Vengono presentate anche le terapie alternative con antibiotici naturali, come per esempio l’argento colloidale e i batteriofagi. Completano l’opera la tabella degli antibiotici di uso più frequente e un utilissimo glossario.

E. Arnaudo, Dolore  e medicina, Ets 2016, pp. 215     € 19,00

Questo lavoro ricostruisce la storia della costituzione del dolore come oggetto della conoscenza medica contemporanea e approfondisce le ragioni del problematico riconoscimento del dolore come malattia in sé. L’analisi storico-concettuale e filosofica del problema è arricchita e messa in dialogo con lo studio etnografico di una delle condizioni di dolore cronico maggiormente dibattute, la sindrome fibromialgica, una forma comune di dolore muscoloscheletrico diffuso che colpisce approssimativamente 1.5-2 milioni di Italiani.

D. Merkin, A un  passo dalla felicità, Una resa dei conti con la depressione, Astoria 2018

pp. 290     € 18,00 

Un vivido resoconto quello di Merkin su che cosa significhi soffrire di depressione clinica. Oggi la depressione è ancora taciuta e stigmatizzata e chi ne soffre emarginato. A fronte di milioni di depressi, la reazione verso i malati è spesso di insofferenza: dopotutto, la depressione clinica è uno stato spesso noioso di apatia paralizzante, inarrestabile. È uno sguardo franco, coraggioso, egocentrico sulle esperienze di una donna che ci rivela che la malattia mentale non è il dono indesiderato di un genio pazzo, ma una maledizione quotidiana della gente normale.

I. Piersanti, Da piccola ero Down, Il prato 2017, pp. 123     € 12,00 Importante questo libro che ruota attorno alla figlia dell’autrice Isabella Piersanti con sindrome di Down. Scrive Isabella Piersanti:«La disabilità non è solo nella nostra mente perché è un fatto oggettivo. Questo ovviamente non significa che un disabile non possa essere felice e che non possano essere felici i suoi familiari. Noi siamo felici, Giulia è felice e ci rende felici».
Un libro in controtendenza, nascono meno bambini Down, perché con l’amniocentesi le puerpere sanno se il bambino è Down e poi interviene l’aborto terapeutico.

Nel Paese scandinavo, le stime indicano una percentuale di aborti legati alla possibilità di questa anomalia cromosomica del 98 per cento. Nel 2015 sono nati 31 fra bambini e bambine con la sindrome.

Martina Fuga, blogger e scrittrice, è un’attivista che si batte per i diritti di chi ha la sindrome di Down e non solo: «Da mamma queste notizie sono un colpo al cuore. Non può essere la scelta sociale di un Paese. È giusto poter decidere, ma conoscendo. Come sarebbe bello se si lavorasse su una cultura dell’inclusione e sulla ricerca per avere un mondo migliore».

Interessante la prefazione del noto giornalista Gian Antonio Stella che fa la storia dei figli Down di famose personalità mettendo in evidenza a volte aspetti agghiaccianti.

G. Lannes, Vaccini, Dominio assoluto, Nexus 2017, pp. 223     € 15,00 Un instant-book che risponde all’urgenza vaccinale imposta dal decreto del 7 giugno 2017 in materia di prevenzione vaccinale fortemente voluta ed elaborata in tutta fretta dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Quella di Gianni Lannes è un’inchiesta giornalistica che toglie ogni velo e documenta intrighi ed illeciti presenti e passati, che non si schiera contro la scienza ma contro gli interessi palesi di forze politiche ed incostituzionali che minano la nostra libertà e la salute dei nostri figli. Indignazione civile che Gianni Lannes vuole sollevare con questo libro inchiesta. Alla base del provvedimento, vengono dimostrati non solo cinici calcoli di mercato e infondati assunti scientifici, ma un ben preciso progetto di ingegneria sociale risultante da una volontà che vede come esecutori politici, giornalisti e medici.

T. Obukhanych, I vaccini sono un’illusione, La vaccinazione compromette il sistema immunitario naturale, Cosa possiamo fare per riconquistare la salute, Macro 2017, pp. 95           8,90 

L’immunologa Tetyana Obukhanych in questo libro basandosi su fonti scientifiche, quali PubMed (la banca dati medica più autorevole al mondo), ci spiega in maniera chiara perché la vaccinazione antinfluenzale può essere definita come una roulette russa e quindi poco efficace; l’inesistenza dell’immunità di gregge; i motivi dell’ esagerazione forzata sui problemi derivanti dalle malattie infettive naturali; quali sono i rimedi naturali per il rafforzamento dell’ organismo; come i vaccini possono aprire la strada ad altre malattie: allergie, dermatiti, ecc.

J. De Lulz, Vaccini e paura, Vaccinazioni e evoluzione spirituale, Om edizioni 2018, pp. 82
      € 15,00 Per Jonathas De Luiz le vaccinazioni pediatriche, così come sono state proposte e imposte in questo momento storico, hanno il duplice scopo di intossicare la sfera fisico-energetica dei bambini e, soprattutto, di sottomettere la libertà genitoriale a quella del sistema. In questo testo l’autore ci mostra come le emozioni ed i pensieri possono farci ammalare più di quanto possa fare un vaccino, ma anche di come un vaccino, in quanto vera e propria interferenza energetica vibrazionale, può portare le future generazioni ad una visione materialista e slegata dalla dimensione spirituale non riconoscendo più la vera natura umana e il senso della vita di ciascun individuo, portando così ad una società malata, debole e priva di ideali spirituali.

W. Distefani, Le vaccinazioni sono pericolose, Manuale ad uso dei genitori consapevoli, Edizioni Sì 2017, pp. 62       8,00 In Italia viene introdotta, unico caso al mondo, la vaccinazione obbligatoria per ben dieci malattie infettive, fra cui la varicella e il morbillo. Questo libro è stato scritto per aiutare tutti quei genitori che hanno bisogno di informazioni precise e documentate. È uno studio impietoso che dimostra la pericolosità di una pratica che consiste nel somministrare ai nostri bambini, assieme ai virus, conservanti, metalli pesanti, antibiotici ed altre sostanze dall’elevatissimo livello di pericolosità. 

M. Pamio, Vaccinazioni, Armi chimiche contro il cervello e l’evoluzione dell’uomo, Uno editori 2018, pp. 187     € 12,90 Per comprendere pienamente la strategia vaccinale è fondamentale sapere come avviene la sperimentazione clinica dei farmaci in generale e dei farmaci pediatrici. Oggi pochi sanno che i bambini sono delle vere e proprie cavie inconsapevoli perché almeno il 70% dei farmaci pediatrici viene testato solo su adulti e non sui bambini. E per i vaccini è ancora peggio. Il libro è attualissimo e analizza i rischi di una pratica medica massificata e generalizzata dove non si tiene conto del singolo individuo ma solo degli interessi che vi sono a monte. 

W.S. Silberman, Neuro tribù, I talenti dell’autismo e il futuro della neurodiversità, Lswr 2016, pp. 516     € 29,90

Il giornalista di Wired Steve Silberman porta alla luce la storia segreta dell’autismo, fornisce risposte puntuali ben documentate alla questione cruciale del perché della recente impennata delle diagnosi. La cura per gli aspetti più invalidanti dell’autismo non si troverà mai in una pillola, ma in comunità che sostengano le persone. Il libro racconta la storia di queste comunità. Partendo dall’idea che la neurodiversità sia il tratto comune che ci rende umani, Silberman traccia un percorso verso un mondo in cui le persone con modalità diverse di apprendimento abbiano accesso a tutte le risorse necessarie per vivere felici, sicure, in salute ed esprimere il proprio potenziale. Questo punto di vista innovativo cambierà non solo le nostre idee sull’autismo, ma anche il modo in cui pensiamo alla creatività e all’innovazione.

A cura di P. Cornaglia Ferraris, Sei personaggi in cerca di autismi, Lswr 2018, pp. 101           9,90 

Per la prima volta la vita di personaggi con Sindrome di Asperger non viene raccontata da medici, psichiatri o storici, bensì da autori essi stessi Asperger. Paolo Cornaglia Ferraris, medico, giornalista e saggista specializzato in pediatria ed emato-oncologia dirige i contributi dei sei autori che hanno scelto, ciascuno, un personaggio del passato da analizzare sotto una prospettiva completamente inedita. Gli autori: Giorgio Gazzolo, Nicola Gomirato, Luca Pani, Claudio Ughetto, Enrico Valtellina e David Vagni hanno dedicato le loro pagine a personaggi che hanno segnato il mondo della musica (Wolfgang Amadeus Mozart e Glenn Gould), della medicina (Santiago Felipe Ramón y Cajal), della filosofia (Simon Weil, Josef Shovanec e Michail Bachtin), della fisica (Richard Feynman) e della sociologia (Erving Goffman). 

M. Geddes da Filicaia, La salute sostenibile, Perché possiamo permetterci un Servizio sanitario equo ed efficace, Il pensiero scientifico 2018, pp. 160     € 18,00 Marco Geddes da Filicaia presenta un confronto con il sistema sanitario di altri Paesi e valuta l’entità delle risorse destinate a questo settore, l’evoluzione della spesa sanitaria e le posizioni di diversi soggetti politici e imprenditoriali. 

Il testo contribuisce a chiarire i termini di un dibattito di estrema attualità, rivolto a tutti coloro che si interrogano sulle politiche sanitarie e sul sistema di welfare di una nazione. 

G. Malavasi, D. Santandrea e F. Di Cara, È tempo di travasare i sogni, Dall’unità spinale a Casa Gabriella e altre lotte, Medicina democratica 2014, pp. 143          s.i.p.

Gabriella Bertini, morta nel 2015, è stata una donna coraggiosa, disabile, che ha condottotante lotte, in anni difficili, in favore della dignità e dei diritti delle persone con disabilità. Il suo sogno era la realizzazione del Progetto “Casa Gabriella”, che desse completezza nel tempo al percorso assistenziale garantito dall’Unità Spinale Unipolare di Firenze.  Gabriella Bertini è stata la  prima donna con disabilità in Italia alla guida di un’autovettura e anche la prima ad adottare un figlio.

Scienza

L. Mlodinov, Le leggi scientifiche del caso, La passeggiatra dell’ubriaco, I saggi di Focus 2010, pp. 293 €     19,00

Il grande fisico Leonard Mlodinow ci accompagna in un viaggio nel mondo del caso e della probabilità che ci farà guardare alla realtà con occhi nuovi. 

Ci sono voluti molti secoli, ma la scienza ha imparato a guardare oltre l’apparenza di ordine e a riconoscere la casualità nascosta nella natura e nella vita quotidiana.

Saper compiere scelte sagge di fronte all’incertezza è una dote rara, ma come ogni dote può essere affinata con l’esperienza.

L. Votano, La via della seta, La fisica da Enrico Fermi alla Cina, Di Renzo 2017, pp. 127         12,50 

Lucia Votano, fisica delle particelle ed ex direttrice del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso, con linguaggio semplice e accessibile, racconta l’evoluzione della scienza moderna e il progressivo spostamento dei suoi protagonisti dall’Europa all’Estremo Oriente. 

Una storia che appassiona, insegna e fa riflettere. E che congeda il lettore con un appassionato messaggio alle giovani donne, perché «non abbiano timore di intraprendere la carriera della ricerca scientifica: la mia generazione ha dimostrato, in modo non più episodico, che è possibile superare le difficoltà e conciliare l’attività di ricerca con una vita affettiva e familiare piena. La vita non sarà mai facile, ma il mestiere del ricercatore può essere davvero molto appagante».

J. Ferrari, Il principio, e/o 2016, pp. 137         14,00 Il “principio di indeterminazione” del fisico tedesco Werner Heisenberg afferma che non è possibile conoscere simultaneamente posizione e velocità di un elettrone: se si determina esattamente la posizione, la velocità diventa una totale incognita, mentre quando si misura la velocità a diventare vaga è la sua posizione. Tale principio è alla base della fisica quantistica.
Servendosi di documenti d’archivio, corrispondenze, autobiografie e registrazioni dei servizi segreti britannici, Jérôme Ferrari ripercorre la vita di Heisenberg dai suoi albori come brillante studente, fino alle sue controversie con Einstein e alla sua controversa posizione nei confronti del regime nazista. 

Ferrari, prendendo spunto dal suddetto principio, lo ripropone come principio generale dell’esistenza, di cui l’indeterminazione diventa appunto la caratteristica principale. 

K. Fischer, Relatività per tutti, edizioni Dedalo, 2016, pp. 196 €     16,00

Kurth Fischer,  professore di fisica e matematica, cerca di spiegare in modo “nuovo” ed originale la teoria della relatività. Utilizza pochi termini come tempo, massa, luce, materia e spazio illustrando i concetti principali in modo molto semplice con l’aggiunta di esempi e problemi. Nella prima parte del libro, Fischer si concentra maggiormente sulla relatività ristretta. 

La seconda parte è invece dedicata alla relatività generale con l’esposizione della teoria einsteiniana della gravitazione. 

Il cuore del libro è però la spiegazione in modo comprensibile dell’influenza che la materia esercita sullo spazio-tempo. Nell’appendice vengono chiariti alcuni dettagli e parametri importanti. 

M. Agostinelli, D. Rizzuto, Il mondo al tempo dei quanti, Mimesis 2017, pp. 274 €     22,00

Uno storico ambientalista ed una giovane storica indagano su quali riflessi abbiano avuto i mutamenti nella visione del mondo, affermando come quest’ultima si dovrebbe basare sulle rivoluzioni scientifiche per fuoriuscire dalla crisi ambientale, economica, finanziaria e democratica che ci soffoca.  

Siamo sul punto o nel bel mezzo di una profonda rivoluzione culturale, che sta tuttavia passando abbastanza incompresa senza il ricorso all’interpretazione rivoluzionaria che possono offrire relatività quantistica e neuroscienze. 

G. Lawton- J. Daniel, L’origine di (quasi) tutto, Per fare una torta devi prima inventare l’Universo, Dedalo 2017, pp. 255     € 24,00

Riportando come sottotitolo una frase pronunciata da Carl Sagan, che è stato  uno dei più famosi astronomi, astrofisici, astrobiologi ed astrochimici del Novecento, Lawton ci guida in un viaggio dalle origini ai giorni nostri, ripercorrendo le scoperte scientifiche che hanno cambiato la nostra visione del mondo e anche della nostra vita quotidiana.

Molte però sono ancora le risposte mancanti.

Il libro ha il pregio di porre molti problemi e di proporre delle possibili risposte. 

Questo, rispetto al non saper neanche le possibili risposte, è già qualcosa di positivo. 

Il libro è molto piacevole da leggere  e indaga anche su alcuni problemi che normalmente non ci poniamo: come si sono evoluti gli occhi, quando è nata la musica, perché per l’invenzione della ruota (che a noi sembra una cosa ovvia),  sono passati tanti secoli dopo la nascita di meravigliose civiltà che hanno lasciato reperti archeologici di enorme valore architettonico.

F. Paresce, Tra razzi e telescopi, La vita nell’universo, Di Renzo 2018, pp. 129         15,00 

Il libro è la testimonianza di una vita dedicata alla scienza. 

Le nuove imprese finalizzate alla scoperta della volta del cielo e al disvelamento dei misteri dello spazio, vengono affrontate e vissute da questo singolare scienziato alla stregua di meravigliose avventure, anche quando ne intuisce – o sospetta – la possibilità del fallimento.

Il continuo apprendimento, il prepararsi con tenacia e il saper fare tesoro delle esperienze – anche di quelle negative – costituiscono per Paresce massime di vita, strumenti da lui utilizzati soprattutto negli anni Sessanta per affrontare a testa alta la sfida rappresentata dagli USA, dove l’Astrofisica avanzava con passi da gigante, tra satelliti e grandi telescopi, attraverso le scoperte dei raggi X cosmici e delle pulsar. 

Interessanti le considerazioni che l’autore fa sulla chiusura dell’ingresso agli studenti stranieri negli Stati Uniti: «Basta passare qualche ora in un qualunque laboratoio scientifico americano per accorgersi subito del fatto che la loro  produttività leggendaria dipende moltissimo da un esercito di assistenti stranieri (soprattutto indiani e orientali). Se non si provvederà a sanare la situazione nei prossini anni, certamente la ricerca statunitense andrà in declino». Concludono  il volume alcune considerazioni su Guglielmo Marconi, nonno dell’autore.
A. Cimatti, L’universo oscuro, Viaggio astronomico tra i misteri del cosmo, Carocci 2017, pp. 274 €     22,00

Questo è già il quattordicesimo titolo che esce dalla collaborazione tra l’editore Carocci e la Città della scienza di Napoli che cerca di venire incontro al bisogno di conoscenza di tanti, a quel desiderio di diventare “cittadini scientifici” e quindi più consapevoli e responsabili di fronte al dilagante pressappochismo e alle facilonerie. Questo libro spiega con linguaggio semplice  ma rigorosamente scientifico tutti i gandi problemi che gli scienziati devono ancora affrontare per  la conoscenza dell’universo, un cammino che richiede investimenti nella ricerca. L’Italia spende per la ricerca una cifra che è la più bassa rispetto ai paesi industrializzati  con la conseguenza di un ritardo nello sviluppo del  Paese e  di una perdita di  giovani scienziati che sono stati un costo per lo Stato e che vanno a lavorarare all’estero contribuendo alla crescita di altri Paesi.

G. Bertone, Dietro le quinte dell’universo, Alla ricerca della materia oscura, Carocci 2018, pp. 170     € 16,00 Una scoperta straordinaria ha scosso le fondamenta della cosmologia e della fisica delle particelle: l’universo è permeato di una sostanza sconosciuta e inafferrabile, diversa da qualsiasi forma di materia mai osservata con i telescopi o misurata nei laboratori. Si chiama materia oscura e costituisce una delle sfide più complesse e importanti della scienza moderna. Nel libro, che ha vinto in Francia il premio Ciel & Espace come miglior testo di astronomia, Gianfranco Bertone, prendendo in prestito concetti e idee dall’arte e dalla letteratura, illustra in termini non tecnici la corsa in atto in tutto il mondo per rivelare la natura della materia oscura e le implicazioni di vasta portata di questa incredibile scoperta.

G. Sparrow, 50 grandi idee. Astronomia, Dedalo 2016, pp. 207     € 18,00 Dal Sistema Solare fino ai confini più estremi dell’Universo, questo libro descrive il cosmo in cui viviamo, raccontandone la storia e descrivendone i misteri: l’inizio dell’Universo, i buchi neri, le onde gravitazionali.

Chiarisce i concetti, le scoperte e i segreti della storia dell’astronomia e della cosmologia.  Non è un libro facile; va letto attentamente perché riporta  con competenza scientifica tutti gli sviluppi e i dubbi della moderna astronomia.

M. Redfern, 50 grandi idee. Terra, Dedalo 2013, pp. 207 €     18,00

Il libro ripercorre la storia del nostro pianeta, cominciando dalle sue origini turbolente, quando un inferno di roccia fusa e le collisioni catastrofiche con altri corpi celesti determinarono la comparsa delle primissime forme di vita. 

L’autore descrive poi i processi che hanno portato la Terra ad assumere l’aspetto attuale: la deriva dei continenti, il vulcanismo e il ciclo di vita delle rocce sono solo alcuni dei fenomeni che contribuiscono alla dinamica di un sistema complesso come il nostro pianeta. Ciò che finora ha reso unica la Terra è la presenza di forme di vita, capaci addirittura di modificarne l’aspetto e di condizionarne il futuro. 

Ed è proprio con uno sguardo al futuro che si conclude il libro: il nostro Pianeta blu è destinato a finire i propri giorni, fra qualche miliardo di anni, in maniera ancora più drammatica dell’inizio, spazzato via dai cambiamenti in atto nel Sole. Prima di allora, il genere umano (se non si sarà già estinto) dovrà trovare nuovi mondi per continuare la propria avventura.

L. Kalteneggen, Siamo soli nell’universo?, Alla ricerca di tracce di vita nel cosmo, Il punto d’incontro 2017, pp. 217     € 13,90

Un viaggio avventuroso sulle tracce di questi puntini abitabili sparsi ovunque nell’universo. Scopriremo come si rilevano tracce di vita nel cosmo, quali sono gli strumenti per la ricerca di altri pianeti, i metodi adottati dagli astronomi nell’esplorazione, i pianeti scoperti recentemente, perché le stelle brillano, il ruolo dei buchi neri, in quale regione intorno a una stella è più probabile incontrare pianeti favorevoli alla vita, come selezionare quelli “promettenti”, perché la Terra è abitabile da miliardi di anni, di quali tecnologie potremo disporre in futuro.

S. Leggerini, Papaveri e logaritmi, Lunargento 2014, pp. 92     € 10,00

La matematica spesso è considerata una scienza riservata a pochi eletti. Partendo da questa premessa, Silvana Leggerini accompagna il lettore in un viaggio affascinante, durante il quale avrà l’opportunità di scoprire cosa si cela dietro ai numeri protagonisti di quella che è stata considerata “la più bella di tutte le formule”: la formula di Eulero. 

Essa pone in relazione i cinque numeri più importanti della matematica, nati in tempi e in luoghi diversi: e, il numero di Eulero, base dei logaritmi neperiani; i, l’unità immaginaria; π, numero del cerchio; 1, il primo numero dell’insieme dei numeri naturali; 0, il più intrigante, affascinante e discusso dei numeri naturali. La formula esprime la completa sintesi possibile tra questi enti matematici, legati tra loro dalle operazioni più semplici, con le quali familiarizziamo sin dalle scuole elementari: l’addizione, la moltiplicazione e l’elevamento a potenza. 

Il risultato raggiunto è la perfetta armonia e simmetria delle parti, analogamente a quanto riscontriamo nelle poesie, la cui bellezza non deriva soltanto dal contenuto, ma anche dalla forma, dalla struttura e dal ritmo scandito dalla metrica. 

Dunque, le formule che conosciamo non sono altro che piccoli capolavori, cui sono giunti le mente di molteplici studiosi dopo aver condotto meticolosamente lunghe riflessioni. Il libro narra la storia di ciascuno dei numeri sopra citati, analizzandone l’importanza sia nell’ambito della matematica astratta sia nel mondo reale, governato da precise leggi universali. È un testo appassionante e originale, in grado di incuriosire non solo gli studenti, ma anche coloro che da sempre ritengono impossibile associare il concetto di bellezza alla matematica. (f.c)

R. Zan, I problemi di matematica, Carocci 2016, pp. 263 €     19,00

In questo libro l’autrice, Rosetta Zan, ex docente di didattica della matematica presso l’università di Pisa, offre strumenti per individuare le principali cause di una sbagliata interpretazione dei problemi, per la maggior parte dei casi legata alla formulazione di quest’ultimi. L’autrice di fatto affronta “il problema dei problemi” ovvero la difficoltà nella risoluzione dei problemi sia da parte dell’allievo sia da parte dell’insegnante con l’attribuzione di una grossa fetta delle responsabilità al testo del problema. Inoltre si sofferma molto sulla comprensione del testo esponendo al suo interno molti tipi di problemi matematici.  

F. Blasi, Cavallo pazzo, Ricordi di un biologo molecolare,  Proedi 2017, pp. 367 €      18,00 

Scienziato, esperto nello studio dei meccanismi molecolari, delle cellule nell’organismo intero e, in particolare, dello sviluppo embrionale e del cancro, Francesco Blasi racconta la sua vita personale e professionale e i risultati inediti nella ricerca scientifica più avanzata  raggiunti insieme alla sua équipe. E modestamente scrive: «Alla fine, facendo un po’ i conti, io non ho fatto nessuna grande scoperta. Però la soddisfazione che ho provato nel mio lavoro è stata pari a quella di chi la scoperta l’ha fatta. […] Quindi se dovessi trovare da dire qualcosa alle nuove generazioni di ricercatori che iniziano la loro carriera direi soltanto: puntate in alto, lavorate molto, ma fatelo solamente se veramente vi piace».

R. Panigada, Le neuroscienze all’origine delle scienze umane, Cleup 2016, pp. 148 

    14,00

Riccardo Panigada, ricercatore nel campo della bioingegneria negli anni ’80, avanza la tesi di un isomorfismo funzionale interdipendente tra cervello e modalità del pensiero. 

L’autore espone in modo chiaro alcuni aspetti di neuroanatomia ponendoli successivamente a confronto con la filosofia riuscendo così a raccogliere conferme scientifiche. 

Questo libro è molto utile per capire come l’uomo controlli le modalità mediante le quali si sceglie un’identità e afferma come la conoscenza dei fenomeni che hanno luogo nel nostro cervello è indispensabile per interpretare ciò che avviene dentro di noi. 

Simon M., La vespa che fece il lavaggio del cervello al bruco, le più bizzarre soluzioni evolutive della vita, Raffaello Cortina 2017, pp. 272 €      24,00 La vespa Glyptapanteles inietta le proprie uova in un bruco, così dopo la schiusa le larve possono mangiare parte della vittima, uscir fuori dal suo corpo e controllare la mente del poveretto (in qualche modo ancora vivo) perché le protegga dai predatori. Per procurarsi un pasto, la femmina del ragno bolas produce feromoni che imitano il profumo delle femmine di falena e attira così il maschio in una ragnatela simile a un lazo vischioso. Questi sono alcuni dei curiosi animaletti che popolano il libro, un viaggio tra le più incredibili risposte dell’evoluzione ai problemi della vita quotidiana, dal cercare di accoppiarsi al procurarsi il cibo. Parafrasando Leopardi quando ci dice che in un giardino di piante e fiori, sia pur ridente, ovunque noi troviamo patimento, l’autore ci mostra come la vita di questi invertebrati possa essere difficile e sorprendente al tempo stesso. 

L. Grassey, Il torcicollo della giraffa, L’evoluzione secondo gli abitanti della savana, Dedalo 2016, pp. 145 €     16,00 Leo Grasset da biologo si dedica alla biologia evolutiva e continua così a guardare al fantastico mondo degli animali per cercare di capire come è avvenuta l’evoluzione di alcune bestie e come queste si siano sviluppate a seguito tanto dell’adattamento all’ambiente, quanto di chi, occupando un gradino importante della scala evolutiva, impone scelte e comportamenti.
Grasset racconta con brio alcuni dei fatti più strani del mondo animale.  

DirtyBiology è il canale YouTube utilizzato da Grasset per i suoi video di divulgazione e sicuramente questo strumento, molto seguito, veloce e immediato, ha contribuito a rendere semplice e incisiva ogni storia raccontata in questo suo libro.

P. Shipman, Invasori, Carocci 2015, pp. 221 €      19,00

L’estinzione dei neandertaliani è uno dei grandi misteri della storia evolutiva. Un enigma che ha appassionato generazioni di scienziati sin dal 1856, quando furono rinvenuti i primi resti di questi ominini. L’autrice ci parla di una nuova sorprendente teoria che giustifica l’estinzione dei Neandertaliani, un vero mistero della storia evolutiva. La Shipman, docente di Antropologia in America e massima esperta di fossili, con dovizia di dati e riferimenti, rintraccia nell’Homo Sapiens e nel cane  domestico suo alleato, il responsabile di questa estinzione che interessa gli scienziati fin al 1856 quando furono trovati i primi resti di questi ominidi. In particolare l’autrice evidenzia come gli scienziati che hanno studiato e formulato le ipotesi sulle specie invasive, abbiamo ignorato quella più invasiva che è l’uomo moderno, con la sua capacità di modificare l’ambiente e alterare l’habitat. 

Sessantotto

Dalla parte del torto, n. 73, estate 2016
      5,00

G. Muraca: Chi è Attilio Mangano; Intervista di Giuseppe Muraca a Attilio Mangano: Gli anni sessanta, il nuovo biennio rosso, la sinistra extraparlamentare e il Quotidiano dei lavoratori.

Dalla parte del torto, n. 75, inverno 2016- 2017 €       5,00

G. Muraca: 1969: La strage di Piazza Fontana e la strategia della tensione.

Dalla parte del torto, n. 78, autunno  2017
      5,00 F. Toscani: Nuova sinistra e immaginario sociale nella ricerca di Attilio Mangano.

Dalla parte del torto, n. 79-inverno 2017- 2018
      5,00

F. Toscani: La nuova sinistra e la sua crisi fra gli anni Settanta e Ottanta in Attilio Mangano.

A-Rivista Anarchica, n. 425, maggio 2018 

      4,00

Nata tre anni dopo, intervista di Mimmo Pucciarelli a Paolo Finzi. «Più che ricordare il ’68, vorremmo indagare su che cosa sia successo a partire da quell’anno simbolico, come si siano trasformati il mondo, le idee e le pratiche libertarie, ecc. Ne parliamo con un redattore di “A”  l’ultimo del gruppo iniziale rimasto in redazione».

Sicilia libertaria, n. 382, aprile 2018 €       2,00

P. Gurrieri: Una primavera durata 10 anni; G. Di Maida: Muniti di tutti i conforti politici e religiosi; E. Amodio: America Latina: il Sessantotto degli altri.

Germinal, giornale anarchico e libertario di Trieste, Friuli, Isontino, Veneto, Slovenia e…, n. 127, maggio 2018 €       2,00

In prima pagina un disegno di Fabio Santin ispirato a una celebre fotografia del maggio 1968 di Parigi. C. Venza ne il ’68 e la rivincita di Bakunin osserva l’evoluzione del movimento anarchico in Italia, e non solo, negli anni Sessanta e all’inizio dei Settanta. L’articolo ’68: rivolta Valdagno riporta ricordi personali dei fatti di cinquant’anni fa. Nell’ultima pagina I manifesti del maggio, forme e colori del 68 di F. Santin racconta l’esperienza dell’Atelier Populaire de l’ex-École des Beaux-Arts di Parigi, il primo di numerosi laboratori spontanei di creazione e stampa dei manifesti che caratterizzeranno tutto il Maggio francese.  

l’immaginazione, n. 305, maggio-giugno 2018 €       8,00

A. Guglielmi in Possibile diverso schema di lettura del Sessantotto denuncia la ideologizzazione forzata cui è stato sottoposto il movimento impedendogli di concludersi con una proposta di “nuova sinistra” efficiente e liberatoria.

l’antifascista, n. 3-4, marzo-aprile 2018 €       2,00

E. Villaggio presenta, nell’articolo Una rivoluzione che rompe col passato, una mostra (conclusasi l’8 maggio) a Roma dal titolo Il 68 di carta. L’evento “vuole ricordare quegli anni attraverso ritagli di giornale, volantini, opuscoli, foto, disegni e pezzetti di carta” ed è stato realizzato con i documenti dell’Archivio dell’Irsifar, Istituto Romano Storia d’Italia dal Fascismo alla Resistenza. 

Adista, n. 19, 26 maggio 2018 

Abbonamento annuo €     75,00

Numero speciale: 1968-1978: il decennio dell’assalto al cielo. V. Gigante: Introduzione. Quale cielo, quale terra?; G. Russo Spena: Perché il Sessantotto ci parla ancora; G. Formigoni: Dal delitto Moro alla crisi attuale della politica; M. Vigli: Attuazione del Concilio ed esplosione della contestazione; R. Fiorini: Lavoro: valore morale e valore sociale; A. Grillo: Dal post-Concilio al C9: la lunga “riforma” della Chiesa; M. Castagnaro: Da Medellín a Francesco: Chiesa e liberazione; M.I. Macioti: Come il 1968 ha concorso a mutare l’etica; F. Barbero: Credenti omosessuali, a viso aperto nella Chiesa; G. Codrignani: 1968: dagli angeli del focolare ai femminicidi; A. Sani: A scuola con il corpo. Dall’Introduzione di V. Gigante: “Oggetto di questo numero infatti, non è solo il 1968, ma tutto l’arco di tempo che va dal 1968 al 1978, poco più di un decennio che produsse in Italia una serie di trasformazioni che solo pochi anni prima sembravano inimmaginabili”. 

il tetto, n. 323-324, gennaio-aprile 2018 

    20,00

Dossier ’68. Ndr: Il Sessantotto 50 anni dopo; M. Rovinello: Le ragioni di un anniversario; M. Gaetano Fabrocile: Qualche nota storica; A. Bertani: Chiesa e società, ricominciare dal ’68; G. D’Agostino: Il “mondo capovolto”; F. Diozzi: Politica, società, cultura a Napoli; R. Cacitti: Università Cattolica: una testimonianza; F. Saverio Festa: Milano, Prima Architettura; A. Gargano: Il crollo della rappresentanza; M. Lupo: Mondo cattolico: i gruppi spontanei a Napoli; F. Maisto: Terremoto nell’Azione Cattolica di Napoli; A. Musciacco: Sovvertire il potere, una sfida impossibile?; V. Vasquez: Nonostante tutto, una bella storia; L. Genito: L’arcobaleno; E. Petrone: Speranze di cambiamento, difficili realtà quotidiane; A. Piscitelli: “Non siamo stato noi”; D. Pezza Borrelli: Una rivoluzione esistenziale; P. Pariset: Le novità anche nella danza. 

Koinonia, n. 4, aprile 2018       s.i.p.

Segnaliamo i seguenti articoli: A.B. Simoni op: Perché ripartiamo dal ’68; P. Giovannoni: Settembre ’68: scoppia il caso Isolotto; A. Nesti: Ripetere l’Isolotto; P. Pombeni: ’68 prossimo venturo; A.B. Simoni op: Papa Francesco per un nuovo ’68?; M. Morganti: Il contesto – Anni 70 e dintorni; M. Margotti: La contestazione cattolica negli anni Sessanta e Settanta. Nella rivista sono inoltre riportati i testi della canzone Dio è morto di Francesco Guccini del 1967 e di Io ho un sogno e Se non puoi essere un pino di Martin Luther King. 

Koinonia, n. 5, maggio 2018 €      s.i.p.

Quattro articoli sul Sessantotto: B. D’Avanzo: Il Sessantotto e i cristiani del XXI secolo; A. Bertani: Chiesa e società, ricominciare dal ’68; ABS: Il ’68 nella Chiesa fiorentina; A.B. Simoni op: “Questione ecclesiale” e nodi da sciogliere.

Rocca, n. 3, febbraio 2018                     3,50

L’energia del sogno di Ritanna Armeni. “Comunque – è bene ricordarlo – dal ’68 è passato il doppio del tempo che allora intercorreva con un altro momento importante della storia del paese: la Resistenza, la liberazione e la fine della guerra. Ricordo bene che noi giovani del ’68 parlavamo dei grandi avvenimenti passati solo da venticinque anni con rispetto e fascinazione ma li consideravamo appartenenti ad una storia già passata e irripetibile. E ricordo anche che eravamo disturbati dalla retorica e dall’enfasi con cui ci si riferiva ad essi”.

Rocca, n. 6, marzo 2018                        3,50

R. Armeni: Le ragazze del ciclostile. “Quando si parla di ’68, si fa riferimento a un moto di ribellione giovanile che coinvolse tutti – maschi e femmine – e che partì dalla contestazione della scuola di classe, dalla battaglia contro i vincoli famigliari e le ipocrisie borghesi fino a coinvolgere nella critica tutta la società.”.

Rocca, n. 7, aprile 2018                         3,50 

P. Greco: Le critiche alla scienza. «Formidabile, quell’anno. Stiamo parlando del 1968”. 

Tutti mettono in discussione tutto portando altrettanto spesso aria fresca, trasparente. La critica più incisiva del ’68 riguardava la “non neutralità della scienza” e aveva una duplice dimensione: una epistemologica, tutta interna al modo di produrre nuova conoscenza sulla natura; l’altra tecnologica, sull’applicazione delle conoscenze scientifiche e sui suoi effetti sociali ed ecologici».

Rocca, n. 11, giugno 2018                     3,50

F. Farinelli, Una nuova generazione di proletari. Era iniziata una nuova stagione di lotte operaie, fuori dal sindacato in modo spontaneo, come la fermata alla Fiat, con un corteo interno, in protesta per l’uccisione da parte della polizia di due braccianti in sciopero ad Avola.

Tempi di fraternità, donne e uomini in ricerca e confronto comunitario, n. 4, aprile 2018 €       3,00 

G. Codrignani, Dire Sessantotto, 

«Cinquant’anni fa arrivò il “sessantotto” e chi c’era ignorava che sarebbe stato traumatico. Ci si sentiva entusiasti di sbaraccare suppellettili polverose e sembravano strani “quelli di destra” che chiedevano ordine e preparavano i bastoni. In quasi tutto il mondo si alzavano in piedi i giovani, più percettivi degli adulti nel percepire la mancanza di ossigeno negli ambienti scolastici pieni di ragnatele e mentre non vedevano prospettive di futuro a causa del malgoverno della cosa pubblica e di scelte politiche disastrose». 

G. Muraca, Piergiorgio Bellocchio e i suoi amici, Intellettuali e riviste della sinistra eterodossa,  Ombre corte 2018, pp. 123 €      12,00 

Nato a Piacenza il 15 dicembre 1931, Piergiorgio Bellocchio fa parte di una generazione di intellettuali che si sono formati nel corso degli anni Cinquanta e che nei decenni successivi hanno offerto un contributo determinante al rinnovamento della sinistra italiana e della cultura contemporanea. Bellocchio ha fondato e diretto le riviste «Quaderni piacentini» (1962-1984) e «Diario» (1985-1993), e ha pubblicato vari libri, tra cui Dalla parte del torto (1989), L’astuzia delle passioni (1995) e Al di sotto della mischia (2007). In questo libro l’autore raccoglie articoli e note dedicati alle opere e all’attività politica e culturale dello scrittore piacentino, di Grazia Cherchi e di Goffredo Fofi e alla storia dei «Quaderni piacentini», di «Ragionamenti» e di altre riviste della sinistra eterodossa. Al di là delle differenze, ciò che accomuna questi intellettuali militanti è principalmente la critica della sinistra istituzionale, del potere, della cultura e dei valori dominanti.

G. Pontremoli, I “Piacentini”, Storia di una rivista (1962-1980),  Edizioni dell’asino 2017, pp. 224 €      10,00 

Diretta da Piergiorgio Bellocchio, Grazia Cherchi e Goffredo Fofi, dalla sua fondazione nel 1962 alla chiusura nel 1980, ha documentato i principali avvenimenti storici nazionali e internazionali. Intorno al nucleo originario dei giovani direttori si raccolsero via via i nomi di Fortini, Cases, Solmi, Masi, Panzieri, Timpanaro, Jervis, Fachinelli, Roversi, unendosi alla nuova generazione dei Ciafaloni, Donolo, Rieser, Bologna, Stame, Salvati, Beccalli, Viale, Raboni, Madrignani, Berardinelli, Giudici, Pianciola, Baranelli.

M. Flores e G. Gozzini, 1968, Un anno spartiacque,  Il Mulino 2018, pp. 279 €      22,00

È stata la stagione dei giovani: in tutto il mondo i figli del baby boom postbellico, affluiti in massa all’università, rivendicano diritti, affermano istanze di libertà nella sfera personale come in quella sociale, inaugurano nuovi costumi e consumi. Ma il 1968 vede anche l’invasione della Cecoslovacchia, con l’avvio di una fase di irrigidimento sovietico, che sta alla base della crisi del mondo comunista; e poi l’inizio della globalizzazione finanziaria, la rinascita islamica, il primo sgretolarsi dell’identità della classe operaia, l’instabilità crescente in Africa, il diffondersi del terrorismo in molti paesi, mentre emergono nuove forme di impegno, con il costituirsi delle Ong, e nuovi movimenti politici e sociali come il femminismo e l’ambientalismo.

1968, Le parole e le idee,  Manifestolibri 2018, pp. 205 €      15,00 Da Antiautoritarismo a Potere studentesco, da Maoismo a Immaginazione al potere, la prima parte del volume ripercorre in cinquanta voci le parole chiave del movimento del ’68, i riferimenti teorici, gli slogan che mobilitarono i giovani di tutto il mondo. La seconda parte del libro approfondisce, attraverso una serie di schede e di testimonianze di intellettuali che vissero il movimento in prima persona, i libri e le case editrici che furono protagoniste di quella straordinaria stagione di cultura diffusa.

A cura di D. della Porta, Sessantotto, Passato e presente dell’anno ribelle,  Feltrinelli 2018, pp. 300 €      20,00 

Nel cinquantesimo anniversario dell’anno della rivolta, la memoria del ’68 esiste infatti come eredità simbolica nei movimenti della politica europea e globale. Per la prima volta intellettuali e politici, da Colin Crouch a Bernie Sanders e a Pablo Iglesias, dialogano sulla debolezza globale della sinistra, sulla base sociale necessaria a costruire un discorso politico inclusivo e sulla ricerca necessaria di identità collettive.

P. Brogi, ’68 ce n’est qu’un début…, Storia di un mondo in rivolta,  Imprimatur 2018, pp. 327
      16,00 Con la voce dei suoi protagonisti viene raccontata quella stagione insuperabile a cinquant’anni di distanza: l’occupazione di Palazzo Campana a Torino, il Vietnam Kongress a Berlino, la Cattolica e la Statale di Milano, la Columbia University e i Weathermen negli Stati Uniti, i contadini e gli studenti giapponesi a Narita, i cattolici dell’Isolotto a Firenze e la scuola di Barbiana, il controquaresimale a Trento, le comuni, il liceo Parini occupato a Milano e il Mamiani a Roma, gli scontri e i ferimenti alla Sapienza di Roma, la scoperta che alla Fiat si può scioperare, gli operai di Latina che si ritrovano cantando “Azzurro”, quelli della Bicocca in lotta contro il cottimo e quelli dell’Henreaux che scaricano blocchi di marmo in mezzo alle strade, gli “Uccelli” di architettura a Roma, i baraccati del Belice caricati dalla polizia, la contestazione al Festival di Venezia, la quattro giorni di Chicago, i roghi umani a Varsavia contro l’imperialismo russo, Valdagno e la statua di Marzotto buttata giù, il Maggio francese, lo scontro tra studenti e alpini a Trento, i braccianti ammazzati ad Avola, le manifestazioni in Brasile, la strage di Tlatelolco, la Scala, la Bussola…

Con 250 minibiografie di chi c’era, la cronistoria e i nomi delle vittime.

R. Raja, Il 68 giorno per giorno, Clichy 2017, pp. 374 €      18,00 Questo libro racconta nei particolari tutti i fatti che riempirono quel momento storico con un’appendice nella quale si ricostruiscono le biografie dei protagonisti. Un libro di storia, ma anche un racconto, un reportage, uno strumento di studio oggettivo e libero da interpretazioni e ricostruzioni ideologiche.

G. Viale, Giorno dopo giorno. 1968-2018: 50 anni di nuovi inizi, Mimesis 2018, pp. 222 €      16,00

Già protagonista del movimento studentesco del “Sessantotto” e tra i fondatori di “Lotta Continua”, Guido Viale attraversa in questo libro dal taglio fortemente personale alcuni passaggi chiave delle recenti trasformazioni sociali. In un periodo in cui si trova a svolgere il lavoro di traduttore free-lance, Viale è costretto a fare i conti con tutta la precarietà della sua condizione. Una “vita agra” in cui i ricordi autobiografici e le riflessioni dello scrittore diventano pretesto per raccontare e interpretare situazioni tipiche di una generazione, o forse di un’epoca intera.

A cura di S. Casilio, Corri compagno, il vecchio mondo ti sta dietro, Cronache del ’68,  Unicopli 2018, pp. 119 €      12,00 

Il 1968 fu tante cose: cambiamento, rivoluzione, conflitto, moda, musica, arte e ideologia. 

Ma fu anche e (forse) soprattutto parola: dalla presa di parola rivendicata dagli studenti e dalle studentesse nelle aule scolastiche e universitarie, alle migliaia di parole cantate, urlate, scritte e a volte agite da chi visse quegli anni così densi di eventi e trasformazioni. Questo volume vuole essere un tentativo di raccontare tutto questo attraverso le parole del Sessantotto. 

Sfogliandolo ci si potrà imbattere nelle riflessioni degli opinionisti dell’epoca, ma anche nelle parole di giovani, uomini e donne, contestatori, cattolici del dissenso, operai, intellettuali che vissero l’onda d’urto del movimento spinti dall’urgenza di costruire un altro mondo possibile.

A cura di T. Viganò, Noi e il sessantotto, Prefazione di C.A. Martigli,  Macchione 2018, pp. 143 €      15,00

Tante sono le opinioni sul Sessantotto, anche molto diverse da chi  l’ha amato a chi l’ha combattuto strenuamente. Nessuno è rimasto indifferente. E non lo è ancora oggi. La Storia si crea quando si comincia a raccontare una storia: così tante voci si sono unite in questo libro per delineare uno spartito corale sul Sessantotto, con gli anni del preludio e quelli del finale. Scrittori e scrittrici che hanno vissuto quel periodo e giovani che lo guardano con gli occhi di chi vive oggi: storie quotidiane di una rivoluzione culturale basata sugli ideali e sulla passione per realizzarli. 

G.V. Avondo, Il 68 a Torino, Capricorno 2018, pp. 167 €      9,90 Il 27 novembre 1967 un gruppo di studenti si barrica nell’aula magna di Giurisprudenza, a palazzo Campana, sede delle facoltà umanistiche. Protestano contro un’università elitaria e baronale, contro una società che esclude ampi strati della popolazione dal diritto a studi superiori, ma discutono anche di «condizione operaia nella città del benessere». È la scintilla che innesca il ’68 italiano. Sei mesi prima del Maggio francese. 

Gian Vittorio Avondo ricostruisce il contesto storico di una città che in tutto il Novecento ha conosciuto una forte continuità di proteste operaie, anche sotto l’occupazione tedesca, fino agli scontri di piazza Statuto del 1962. Il libro narra la cronaca del ’68 a Torino e analizza le peculiarità di un movimento che vedrà uniti studenti e operai, per tutto l’anno seguente protagonisti nelle vie e nelle piazze della «città-fabbrica» raccontati attraverso i documenti dell’epoca e le ricostruzioni dei protagonisti e con uno straordinario apparato iconografico, in parte inedito, proveniente da archivi cittadini pubblici e privati.

M.T. Gavazza, Il sogno di una rivoluzione, Il mio ’68 a Torino,  Centro di documentazione Pistoia Editrice 2017, pp. 143 €      10,00 Qui si tratta di una memoria che si fa storia intrecciandosi onestamente con fatti, situazioni, stati d’animo di quel presente ricostruito. L’autrice ha saputo trovare il giusto equilibrio tra la testimonianza e la circostanza storica. Ha usato le carte del suo archivio, conservate con attenzione e amore per cinquant’anni: volantini, ciclostilati, articoli di giornali, libri comprati e letti in quel periodo, come se, fin da quel momento, avesse deciso di utilizzare il tutto, un giorno, per scrivere di cosa accadde all’Università di Torino a partire dall’Anno accademico 1967-68. Assieme a una bibliografia e una documentazione esauriente e meticolosamente usata, si muove la sua testimonianza, aiutata da frammenti di scrittura diaristica presi sul momento. In questo viaggio di ritorno sul luogo della storia vissuta, Maria Teresa incontra l’allora giovane studentessa, la riconosce, la narra, la comprende e ascolta le sue esperienze, il suo vissuto, la relazione con altri partecipanti al movimento studentesco torinese. Nel libro si dà luce a quella componente studentesca non torinese che partecipò al movimento provenendo dalla provincia. Le giovani maestre, si legge, arrivavano a Torino dai paesi monferrini e dalle province piemontesi, sovente erano ingenue e curiose. Pochi soldi, la città e i professori intimidivano, anche quelli propensi al dialogo. Vivevano una condizione di solitudine, tipica dei fuori sede, timorose di fronte agli accademici, intimidite dal sentirsi inadeguate, non all’altezza. Avevano però una loro formazione, che risulterà utile nell’indurle a mettersi in gioco nel movimento studentesco. Erano abituate a discutere e partecipare nei gruppi cattolici del post-concilio, stavano per leggere Lettera a una professoressa dei ragazzi di Barbiana.

M. Mosca, 1968, volevamo cambiare il mondo. Un sogno?, Un esploratore di mondi possibili,  Unicopli 2018, pp. 137 €      13,00 Questo libro è il racconto di mezzo secolo di storia italiana attraverso la vita di Mario Mosca, un leader del ’68 milanese: dal Polesine alla grande città, dalle lotte in fabbrica alla Cina di Mao, dalle “Comuni” alle battaglie per i nuovi diritti civili.

«Cosa è stato il 1968? – così scrive l’autore – La mia mente torna indietro negli anni. Era il 1962, non posso non ripensare al clima che ho respirato appena assunto in fabbrica alla Pirelli Bicocca. Dove sono capitato? Quando sognavo la grande fabbrica non era certo così che la immaginavo: operai completamente rassegnati e impauriti, vecchi attivisti del Pci e del sindacato confinati in un solo reparto, isolati, senza alcun contatto con la fabbrica. Da lì cominciò la mia contestazione. In quel periodo le grandi fabbriche iniziarono ad assumere e molti giovani non avevano nessuna intenzione di accettare questo livello repressivo da parte delle aziende; la ribellione scoppiò dopo un contratto di lavoro siglato dalle organizzazioni sindacali che avevano accettato contenuti al ribasso ed io, raccogliendo il malcontento di diversi lavoratori, diedi vita al primo Comitato Unitario di Base». 

Prendiamo la parola, Esperienze dal ’68 in Friuli Venezia Giulia, Gaspari 2018, pp. 158 €      16,50 

In occasione della ricorrenza del cinquantenario è nata la voglia di rivedersi, di riallacciare relazioni e amicizie rimaste indietro da troppo tempo. Sono così spuntate le foto, i documenti originali dell’epoca e a quel punto l’idea di una mostra.

Una mostra che non fosse auto-celebrativa ma che potesse riguardare quell’esperienza in modo critico. Un’esperienza importante per la formazione personale ma anche per la storia della regione e del paese. Per la prima volta, 50 anni fa, triestini, friulani, sloveni si trovarono assieme a discutere di temi importanti quanto pratici: la mensa, il presalario, le politiche della casa per i fuori sede, i programmi di studio.

Per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana si lotta per prendere la parola, alzare la mano, esprimere la propria opinione, votare e decidere democraticamente. La mostra è un’occasione per riflettere sulle modalità di partecipazione democratica alla vita del paese in un momento in cui queste sono sull’orlo del loro sfinimento.

Costantina Frau, Su sessantotto, Romanzo,  Ipazia Books 2018, pp. 269 €      20,00 Il libro di Costantina Frau è uno scritto intimistico e testimonianza coscienziosa da un background geografico e sociale remoto, difficile, come poteva essere quello della Sardegna interna negli anni ’60. Dentro questo luogo amato, idealizzato, suo malgrado costretto a confrontarsi e a scontrarsi con un universo esterno tumultuoso, spersonalizzante, e con una realtà quotidiana in cui gli schemi e le convenzioni conosciute vengono sconvolte, capire cosa riserverà il futuro non è facile. Alla studentessa  universitaria Careluna, protago-nista di questa storia, emigrata nel “continente” carica di dubbi, di sogni e di speranze, non basterà neppure immergersi nella lettura di Gramsci, di Marcuse, di Mao, di Aldo Capitini per trovare conforto. La giovane donna sarà invece costretta a fermarsi, voltarsi verso quel privato passato agro-pastorale di provenienza, e studiarlo con maggiore attenzione.

P. Abatangelo, Correvo pensando ad Anna, Una storia degli anni Settanta, Edizioni D.E.A. 2017, pp. 335 €      16,00 Racconto di una vita vissuta interamente nei conflitti sociali generati dal ’68-’69. È la storia di un giovane ribelle che, dopo la strada e il carcere, incontra i movimenti rivoluzionari di quegli anni e vi aderisce totalmente senza riserve. Le lotte dei detenuti lo conducono alla militanza nei N.A.P. In carcere poi aderisce alle Brigate Rosse. La narrazione attraversa venti anni vissuti in prigione: egli descrive il mondo dei detenuti politici nei carceri speciali e i dibattiti interni.

M. Grispigni, Il 1968 raccontato a ragazze e ragazzi, Manifesto libri 2018, pp. 78 €      14,00 Ecco un libro da non perdere anche per le splendide illustrazioni e grafiche di  Andrea Nicolò. Questo  libretto cerca di  parlare   degli anni Sessanta, del suo carattere internazionale, delle rivolte, delle sue canzoni e dei suoi libri, ma anche di quel mondo contro cui ci si ribellava e che a quella contestazione reagì violentemente. Un racconto indirizzato a chi oggi ha la stessa età di quelle ragazze e di quei ragazzi che invadevano le strade, occupavano scuole e università, sognavano di cambiare il mondo. Età di lettura: da 13 anni.

Aa.Vv., Donne nel sessantotto, Il Mulino 2018, pp. 291 €      23,00 

Questo libro racconta sedici donne di anagrafe, estrazione sociale, provenienza geografica e formazione culturale disparate che hanno tutte attraversato la temperie del Sessantotto, lasciando qualche traccia di sé. Inizia con Franca Viola che, con la sua coraggiosa ribellione, ebbe il merito di squarciare il velo sull’arretratezza civile di un pezzo significativo d’Italia e si chiude con Emma Bonino che, sfruttando alcune istanze emerse in quegli anni – divorzio e aborto in primis –, si costruirà una brillante carriera politica. 

Questo tomo ricco e variegato non ha accolto figure non allineate al Sessantotto. 

Lo spirito di un’epoca può essere illuminato anche dai suoi oppositori come Oriana Fallaci o Cristina Campo paladina del canto gregoriano e della messa in latino, nemica della società moderna e insieme ammiratrice di Danilo Dolci, rimasta immune dalle tempeste politiche intorno a lei. 

R. Gatti, Praga 1968, Le idee della primavera,  Manifestolibri 2018, pp. 111 €      12,00

Secondo Roberto Gatti la cosiddetta Primavera di Praga significò la possibilità di mettere insieme una visione socialista dell’economia e il libero mercato. «Il primo esempio di società non capitaliste sperimentato al mondo avrebbe potuto imboccare finalmente la via di un socialismo nella libertà».

Rileggere lo sforzo compiuto da Dubcek e i suoi collaboratori per costruire «un socialismo dal volto umano» può essere utile anche oggi. 

Si trattava di ridiscutere profondamente il marxismo e, in una società postcapitalistica, di ridisegnarne le possibilità di realizzazione, senza penalizzare le legittime aspirazioni degli esseri umani alla libertà. Tutto fu il frutto di una collaborazione fra l’élite politica riformatrice e l’intellighenzia.

La battaglia è stata perduta. Per colpa certo dell’Urss ma anche per l’incapacità dei leaders dei partiti comunisti occidentali che preferirono tutto sommato allinearsi con la casa madre. Come scrive Gatti, fu impedito il fitto dialogo fra la tradizione marxista e quella liberaldemocratica, cui avrebbe fatto bene l’apporto, il più delle volte ignorato da entrambe, del personalismo cristiano e della visione politica libera dall’ideologia di Emmanuel Mounier e Jacques Maritain.

E. Lamedica, Hannah Arendt e il ’68, Tra politica e violenza,  Jaca Book 2018, pp. 124 €      16,00 Il ’68 nell’analisi di una testimone d’eccezione: repubblicana, democratica radicale e anticonformista per natura. Dopo il trauma della fuga dalla Germania nazionalsocialista e la riflessione sul totalitarismo, negli anni Sessanta Arendt guarda con favore la contestazione giovanile che rianima i «diritti costituzionali popolari» e reclama la potestas popolare riducendo il «sistema dei partiti» a un «fastidioso impedimento». Contro il conformismo della middle class e l’anonima tirannia delle burocrazie, che frustrano il sacrosanto desiderio di agire ed esprimersi pubblicamente, il ’68 riscopre che “agire è divertente”. E se la ribellione violenta è inaccettabile, non è tuttavia incomprensibile. 

N. Chiaramonte, La rivolta conformista, Scritti sui giovani e il ’68,  Una città 2009, pp. 167
      12,00 Chiaromonte non è stato un “filosessantottino”, ma non è stato neppure un nemico del ’68, almeno di quello che conobbe, visto che nel ’72 morì. Secondo lui non si poteva parlare di un “Sessantotto” perché le ragioni dei giovani che nell’Est, nei paesi comunisti, contestavano l’oppressione della dittatura erano diverse dalla contestazione di Berkeley e questa era a sua volta diversa da quella in Germania, in Francia o in Italia.

Appoggiava quasi incondizionatamente la rivolta dei giovani nell’est europeo e diceva che i giovani di Berkeley facevano bene a battersi contro la guerra nel Vietnam, così come riconosceva che in Italia i giovani avevano ragione nel pretendere un sistema universitario migliore, ma non approvava la “contestazione globale» perché sosteneva che se si contesta tutto si finisce col non contestare nulla. 

Sulla morte e il morire

Psicoterapia e scienze umane, n. 2, 2016 €     21,00

I.Testori: Psicologia del lutto e del morire: dal lavoro clinico alla Death education. 

Viene trattato il tema del lutto unificando i contributi più rilevanti di psichiatria e psicologia dinamica, tanatologia psicosociale e antropologica, medicina palliativa e psicooncologia, discutendo gli aspetti clinici che intercorrono tra diagnosi e prognosi, utili a definire come prevenire le derive patologiche. Viene adottata l’accezione “lutto irrisolto” al posto delle definizioni apparse in vari studi e nei manuali diagnostici dei Dsm (“disturbo da lutto persistente”, “lutto patologico”, “lutto complicato”, etc.), evidenziando la normalità della sofferenza causata dalla morte. Nel discutere l’intreccio tra fattori di rischio e di protezione in funzione delle diverse possibilità di intervento come prevenzione, counseling e psicoterapia, a livello individuale, di gruppo, familiare e di comunità, si accenna anche alla possibilità di introdurre percorsi mirati di death education in ambito sanitario e territoriale.

Confronti, n. 9, 2017 €       6,00

Come sugli alberi religioni e fine vita

Numero monografico  sulla fine della vita.

I temi: Nella bibbia e nel corano con interventi di: M. Patulli Trythall, IhamAllah Chiara Ferrero, L. Tomassone; Le tradizioni religiose con  interventi di: R. Di Segni, L. Sandri, A.G. Vincenzo, M.A. Falà, S. Shuddhananda Ghiri,  S. Gentile, H. Gtierrez Salazar, G. Gabor Codrea, R. Fileno, G. Franzoni; Medicina con interventi di: C. Gamondi, L. Cirica, I. Goss; Bioetica con interventi di: S. Mancini, L. Savarino,  A. Orioli, G. Marramao; Politica con interventi di: M. Cappato, G. Codrignani, G. Merlo; Riflessioni e testimonianze con interventi di: B. Salvarani, R. Alves, B. Englaro.

Una città, n. 240-giugno 2017 €       8,00

Intervista a Luciano Orsi medico anestesista e vicepresidente della società italiana cure palliative che affronta i temi della possibilità di por fine alla propria vita con il suicidio assistito o l’eutanasia. 

La morte in Svizzera di dj Fabio ha riportato in primo piano il problema di quella quota, pur minoritaria, di persone a cui le cure palliative, che restano fondamentali e vanno ulteriormente sviluppate, non possono dare risposta, perché il problema non è la sofferenza, ma il fatto di non voler fare quel pezzo di strada finale.Luciano Orsi, medico anestesista e rianimatore, auspica che anche il nostro paese, ultimo in Europa, possa avere finalmente una legge sul biotestamento; quella in discussione non è male se non altro perché sancisce che alimentazione e idratazione artificiali sono cure e in quanto tali possono essere rifiutate dal malato; Orsi, inoltre, ci spiega perché in presenza di un vero consenso informato, in cui l’ultima parola spetta solo al malato, il ruolo del medico, lungi dall’essere quello di mero esecutore, diventa molto più impegnativo. 

Quello che conta, infatti, non sono solo tutte le informazioni da fornire, via via, al paziente, ma il percorso, e le conversazioni, fatti assieme in quell’ultima fase della vita dove spesso la preoccupazione principale è quella di “sistemare le cose”. 

F. Arminio, Cartoline dai morti 2007-2017, Nottetempo 2017, pp. 169 €     12,00

Il paesologo Franco Arminio tira le somme del suo ultimo decennio di attività poetica raccogliendo in una silloge componimenti sul tema della morte, alcuni già editi in precedenza e altri del tutto inediti. 

Le sue “cartoline”, in una sorta di moderna Spoon River, descrivono brevemente il momento della morte di tanti e vari personaggi, che in prima persona narrano al lettore il momento del proprio trapasso. 

Attraverso una lunga serie di pungenti epigrammi, senza compiacimento del macabro, la morte è raccontata in maniera diretta, spesso addirittura con una sottile ironia, quasi a sdrammatizzare l’estremo epilogo del destino di tutti. 

E. Morin, L’uomo e la morte, Erickson 2014, pp. 370 €     22,00

Il testo del famoso pensatore del ’900 che continua ad avere vasta influenza sulla riflessione contemporanea, è stato scritto più di sessanta anni fa. Si configura come un riassunto del rapporto dell’umanità con la morte partendo dagli albori della civiltà. Morin fa riflessioni e considerazioni su questo rapporto e sul significato della morte stessa rinvigorendo sensibilità e consapevolezze, ormai perdute. 

Il testo presenta anche una lunga intervista con l’autore che tocca temi riguardanti l’eutanasia e l’accompagnamento del morente oltre che di suicidio e transumanità. (c.b.) 

P. Forest, Il gatto di Schroedinger, Del Vecchio Editore 2013, pp. 310 €     15,50

In una dimensione autobiografica l’autore fa del paradosso del gatto di Scroedinger, una metafora della condizione umana. Meditando sul desiderio e sul lutto per riflettere sulla condizione umana questo racconto rapisce il lettore conducendolo in una dimensione surreale e distaccata dove molti altri mondi ed esistenze sono possibili. 

I. S, Wittenberg, Sulla fine e sull’inizio, Astrolabio 2013, pp. 201 €     21,00

Dopo aver lavorato tutta la vita con bambini e adolescenti presso la Tavistock Clinic di Londra, Isca Salzberger-Wittenberg scrive a quasi novanta anni questo testo illuminante sulle esperienze di fine e di inizio, non solo in psicoterapia, ma nel corso della vita di ognuno. Un’impresa ambiziosa, che tuttavia riesce ad arrivare al lettore con semplicità e con tutta l’evidenza dell’esperienza diretta. (Dalla quarta di copertina) 

A. Grün, Vivere il lutto significa amare, Vivere le nostre relazioni al di là della morte, Queriniana 2015, pp. 166       14,00

Il libro insegna a vivere correttamente il lutto e spiega che cos’è, attraverso la presentazione e l’analisi approfondita delle sue varie fasi. L’autore riporta vari aneddoti, esperienze personali, passi della Bibbia e citazioni di altri autori. Osserva alcuni modi di elaborazione del lutto in diverse culture e religioni e nota come oggi sia comune reprimere le proprie emozioni, non dare spazio al lutto, non mostrare il dolore e nascondere il pianto. Si analizzano tipi differenti di lutto dovuti a cause diverse. Parti dell’opera sono dedicate alla consolazione, all’accompagnamento delle persone in lutto e quelle morenti e ai vari rituali, come le preghiere. Anselm Grün è molto disponibile, offre comprensione e accoglienza e con un linguaggio molto semplice e chiaro ci fa conoscere il lutto e tutti i sentimenti che vi si possono legare. Aiuta ad affrontare il dolore, a esprimerlo invece di reprimerlo e a rinascere dopo una morte. (m.i.)

G. Galli, Le morti felici, Il canneto 2018, pp. 111
      10,00 Ugo d’Orléans, il Santo Bevitore, Wittgenstein, Tintner, Icaro, Turoldo, Leonino, Perotino, Kafka, Toscanini, Cioran, Desprez, Dowlan, Chagall, Brel, Vigo, Petronio, Cohen e molti altri: l’arte è il lessico della bellezza che strappa l’eternità alla morte. Eppure proprio di morte si parla in questa pinacoteca di vivissimi ritratti: il titolo, quasi un ossimoro, farebbe presupporre che nel momento del trapasso i protagonisti vivano un istante di gioia, ma non è esattamente così. Allo stesso tempo non si può definire ognuno di questi ultimi attimi come un frammento di dolore, perché carico del senso stesso dell’attesa e del compimento di una promessa. Ci si attende, infatti, dalla morte, di trovare il ricongiungimento con chi si è amato, o il senso di un’intera esperienza esistenziale. Giorgio Galli, in queste istantanee, cattura con abilità la pagliuzza d’eterno su cui si fonda il ricordo e la persistenza del sentimento. Da non perdere. (gabriele ottaviani)

J. Halifax, Abbracciare l’infinito, Far nascere compassione e coraggio di fronte alla morte, Pendragon 2018, pp. 284 €     18,00 Le pagine del libro propongono una splendida summa degli insegnamenti che l’autrice ha colto nella vicinanza con il fine vita: coraggio, compassione, consapevolezza che la Halifax trasmette al lettore con eccezionale intensità.

Joan Halifax è conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno a fianco del Dalai Lama nel dialogo fra Buddhismo e Occidente. Ha dedicato la sua vita all’accompagnamento dei morenti e di coloro che li assistono, facendo di tale difficile esperienza la propria pratica quotidiana. 

Questo volume ci guida attraverso il labirinto di emozioni, paure, insicurezze e gioie inaspettate che contraddistinguono l’ultima fase della vita. Ispirandosi alla tradizione buddhista, offre insegnamenti di straordinaria profondità e utilità per chi si trova ad accompagnare un morente, per chi affronta l’esperienza in prima persona o anche per chi, semplicemente, desidera esplorare il momento del passaggio come possibilità di risveglio e di trasformazione del presente.
P. Englaro, G. Facchini Martini, P. Di Piazza e V. Di Piazza, Vivere e morire con dignità, Nuova dimensione 2016, pp. 110 €     13,50 Gli ultimi giorni di una persona cara sono difficili da affrontare, per il malato, stremato dal dolore, e per i parenti, stretti attorno a lui, che condividono la sua sofferenza. In quei momenti ci poniamo diversi interrogativi, nell’arduo tentativo di dare un senso alla vita e alla morte.  Nel mondo occidentale l’innalzamento dell’età media della vita unito alle acquisizioni scientifiche, mediche e tecnologiche, hanno protratto a lungo l’esistenza, trasformandola a volte in una vita solo biologica, in una presenza assente come per le persone in stato vegetativo permanente o in una sopravvivenza dolorosa. In alcuni casi sembra quasi che più che aiutare la vita si cerchi di impedire la morte. Qual è il confine tra cura e accanimento terapeutico? Si può decidere la propria morte? Come trovare, da credente, una dignità nella morte? In questo libro si analizza il tema del fine vita cercando delle risposte a queste domande dal punto di vista religioso, etico, legale e medico, con interventi di Beppino Englaro, padre di Eluana; dell’avvocato Giulia Facchini Martini, nipote del Cardinal Martini; di Don Pierluigi Di Piazza, fondatore del Centro di accoglienza Ernesto Balducci; di Vito Di Piazza, primario di Medicina Interna all’Ospedale di Tolmezzo (Ud) e di Marinella Chirico, unica giornalista ammessa al capezzale di Eluana alla casa di riposo La Quiete di Udine.

E. Severino, Dispute sulla verità e la morte, Rizzoli 2018, pp. 314 €     22,00

L’uomo teme soprattutto la morte. È così da sempre. Sin dai suoi primi passi l’uomo ha tentato di difendersi dalla morte e di comprenderne il senso. 

Così, partendo dai miti, attraverso le religioni sempre si è confrontato con questa sconcertante evidenza del venir meno, dell’assenza di ciò che era presente, delle metamorfosi. Ma è solo con il pensiero filosofico che nel popolo greco è stato messo a fuoco il rapporto delle cose e degli eventi con il nulla.

Nelle pagine di questo saggio, Severino si rivolge al lettore con un linguaggio chiaro e suggestivo, guidandolo nel labirinto delle grandi domande, delle questioni irrisolte a cui da sempre la filosofia cerca di dare risposta.

Vecchiaia

Una città, n. 230 aprile 2016 €       8,00 

Bontà d’animo e cultura: La demenza colpisce oggi un milione di persone nel nostro paese coinvolgendo nell’assistenza e cura tre milioni di familiari. 

Marco Trabucchi, psicogeriatra, ci parla dello stigma associato a questa malattia e del problema, grave, dei ritardi nella diagnosi. 

Nella speranza di arrivare a una cura risolutiva, l’importanza di prestare attenzione agli “small gains”, i piccoli guadagni ottenuti attraverso interventi farmacologici e psico-sociali; e di soddisfare, per quanto possibile, i desideri, le volontà e quindi la dignità del malato. In conclusione ciò che davvero conta per stare accanto a queste persone, ma anche per costruire una società più accogliente verso tutte le debolezze, sono la cultura e la bontà d’animo.

A cura di C. Baldinelli e A.M. Biraschi, Amicizia e impegno sociale, Giovani e anziani negli anni ’70, Morlacchi  2017,  pp. 300 €     15,00 Questo testo è il racconto di un’ esperienza che negli anni ’70 alcuni giovani eugubini hanno avuto la fortuna di vivere grazie all’incontro fra loro, alla scelta di dar vita a una forma nuova ed originale di condivisione di idee e di impegno, all’aggregazione di provenienze politiche eterogenee, al confronto con persone sensibili e attente al nuovo che anche a Gubbio stava emergendo. 

M. Benasayag e R. Mazzeo, C’è una vita prima della morte, Erickson 2014, pp. 134 €     15,00 

Questo libro parla di come è cambiato, nell’Occidente contemporaneo, il modo di vivere l’età anziana. In passato, un “vecchio” era l’immagine autorevole a cui i giovani guardavano con rispetto e da cui cercavano esempio e ispirazione. 

Oggi, invece, l’età dei legami fluidi e dei rapporti virtuali genera persone che invecchiano senza diventare anziane, e le costringe a scegliere tra le opzioni, egualmente svalutanti, di abdicare al proprio ruolo di guida pagando il prezzo dell’esclusione sociale o imitare i ragazzi in una deriva di ridicolo giovanilismo. D’altro canto, alla negazione dell’età anziana corrisponde in modo speculare lo smarrimento di quella giovanile, sempre meno in grado di riconoscere il proprio desiderio, formattata dalla società dei consumi e incapace di assumere le reali possibilità della propria giovinezza. Dalla riflessione sui cicli di vita snaturati e sulle modalità di restituire un senso al presente prende le mosse il dialogo tra Miguel Benasayag, filosofo e psicanalista, autore di L’epoca delle passioni tristi e Riccardo Mazzeo, editor delle Edizioni Erickson e autore con Zygmunt Bauman di Conversazioni sull’educazione.

Laura Pedrinelli Carrara, Una mente attiva, percorsi di stimolazione cognitiva per la terza età, Erickson  2015  pp. 319 €     22,00

“Una mente attiva” favorisce la sollecitazione delle abilità cognitive, cioè delle capacità mentali come la memoria, l’attenzione, il ragionamento, il linguaggio, che per prime tendono a declinare con il passare degli anni o in presenza di determinate patologie. 

Il volume è strutturato in otto sezioni, attraverso le quali si stimola la persona a livello cognitivo, sensoriale ed emozionale. Ogni parte è composta da schede di lavoro per aiutare il lettore a mantenere la mente attiva e pronta.  

E. Bianchi, La vita e i giorni. Sulla vecchiaia, Il Mulino 2018, pp. 138 €     13,00 Terra sconosciuta in cui ci inoltriamo lentamente, paese aspro da attraversare e da conquistare, la vecchiaia ha le sue grandi ombre, le sue insidie e le sue fragilità, ma non va separata dalla vita: fa parte del cammino dell’esistenza e ha le sue chances. È il tempo di piantare alberi per chi verrà. 

Vecchiaia è arte del vivere, che possiamo in larga parte costruire, a partire dalla nostra consapevolezza, dalle nostre scelte, dalla qualità della convivenza che coltiviamo insieme agli altri, mai senza gli altri, giorno dopo giorno. È un prepararsi a lasciare la presa, ad accettare l’incompiuto, ad allentare il controllo sul mondo e sulle cose. Nell’inesorabile faccia a faccia con il corpo che progressivamente ci tradisce, Enzo Bianchi invita tutti noi ad accogliere questo tempo della vita pieno, senza nulla concedere a una malinconica nostalgia del futuro, ma anzi trovando qui l’occasione preziosa di un generoso atto di fiducia verso le nuove generazioni.